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Tre giovani donne, di spalle, si abbracciano tenendosi per la vita. E’ l’immagine-simbolo della nuova campagna regionale “Non sei sola- Affidati alla rete” avviata dalla Regione Veneto d’intesa con la rete dei Centri antiviolenza.

Una campagna per informare e sensibilizzare le donne, attraverso pieghevoli e bigliettini da visita distribuiti nei luoghi ‘topici’ della vita femminile e in tutte le strutture sanitarie, farmacie comprese, per aiutarle a non subire un “amore malato”, ad aver coraggio di denunciare aggressioni, discriminazioni e violenze, a mettere in salvo se stesse e gli eventuali figli da una relazione violenta.

In Veneto sono attive 44 strutture antiviolenza, tra sportelli di ascolto, centri
antiviolenza e case rifugio, in pratica una ogni 53 mila donne residenti. Lo scorso anno
hanno incontrato e ascoltato 8464 donne, quasi il doppio del 2017, e hanno preso in
carico 3256 donne, 150 in più dello scorso anno.

La rete delle strutture antiviolenza in Veneto nel 2018 ha ricevuto una segnalazione o richiesta di aiuto ogni 300 donne residenti e ha preso in carico una vittima ogni 770 donne residenti.

Oltre a sostenere i centri antiviolenza la Regione ha provveduto con 109 corsi a
formare oltre 3300 operatori di pronto soccorso (medici, infermieri, ostetriche,
pediatri, ginecologi ma anche medici di base, farmacisti, assistenti sociali, psicologi)
perché ospedali, ambulatori e presidi sanitari sono la prima ‘sentinella’ per intercettare
abusi e violenze e per aiutare le donne a diventarne consapevoli e ad avere il coraggio
di autotutelarsi.

“E’ stato fatto un grande lavoro di squadra per affrontare quello che non è solo un problema sanitario, ma un problema sociale – spiega Gianna Vettore, medico di pronto soccorso e responsabile del Centro regionale di Emergenza e Urgenza- Abbiamo così impostato nei Pronto Soccorso percorsi ‘privilegiati’ di trattamento e accompagnamento, omogenei in tutto il territorio regionale, utili anche per affrontare la violenza assistita, cioè quella subita dai minori, che lascia ferite per tutta la vita. La campagna informativa è un invito alle donne a fidarsi e ad imparare a chiedere aiuto”.

Se il primo passo è aiutare le donne a riconoscere e denunciare le violenze subite, il
passo ulteriore è avviare un percorso di autonomia. Per le donne vittime di violenza e
avviate ad un percorso protetto la Regione garantisce alle associazioni antiviolenza la
disponibilità di alcuni alloggi pubblici.

Ora, grazie alla nuova intesa raggiunta con Confindustria Veneto , il sistema produttivo regionale è impegnato a facilitarne l’inserimento occupazionale.

L’impegno di spesa complessivo per campagne informative, rete delle strutture,
formazione degli operatori di emergenza ed urgenza e percorsi protetti ha superato i 12
milioni nell’ultimo decennio, 5.9 milioni stanziati dalla Regione, il resto di fonte
statale. Con una differenza, però: mentre i finanziamenti regionali (previsti dalla legge
5/2013) sono puntuali e arrivano alle strutture nell’arco di un anno, per quelli statali
l’ultima erogazione risale al 2017 e si attende ancora la liquidazione del riparto dei
fondi 2018.

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