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L’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari di Cremona, polo d’eccellenza riconosciuto a livello internazionale nel settore degli strumenti ad arco, promuove “I violini di Vivaldi. Venezia-Cremona, la via della musica”, un articolato progetto con la finalità di studiare, conservare, restaurare e valorizzare gli antichi strumenti della propria preziosa collezione, la cui storia si interseca in modo diretto con la parabola artistica di Antonio Vivaldi, il più celebre tra i maestri attivi nell’insegnamento della musica alle fanciulle ospiti dell’Ospedale della Pietà, fondato nel 1346.

Un violino Andrea Guarneri del 1654
Un violino Andrea Guarneri del 1654

La collezione dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia “Santa Maria della Pietà” è riconosciuta come rarissimo complesso di strumenti “barocchi”, provenienti da un’unica e antica Cappella Musicale e non sottoposti a manipolazione per l’esecuzione moderna.

Quasi tutti gli strumenti hanno cessato l’uso continuo intorno alla fine del XVIII secolo, quando il violino non aveva ancora compiuto l’intero percorso evolutivo, quindi la maggior parte si presenta ancora allo stato originale. La raccolta dell’Istituto della Pietà costituisce, dunque, una grande fonte di informazioni sugli strumenti ad arco della fine del XVIII secolo, da cui gli studiosi possono trarre preziose indicazioni e conoscenze.

L’Ospedale della Pietà, antica Istituzione rivolta all’assistenza dell’infanzia abbandonata era, allora, anche un conservatorio di musica nel quale le giovani orfane talentuose venivano avviate al canto ed allo studio dei vari strumenti musicali.

Vivaldi vi operò a partire dal 1703, come Maestro di Violino e successivamente come Maestro di Concerti, occupandosi dell’insegnamento alle Figlie di Choro e quindi anche della scelta e dell’acquisto degli strumenti musicali.

Tra il 1703 e il 1740, periodo nel quale Antonio Vivaldi vi fu attivo, l’Ospedale acquistò più di cinquanta strumenti, molti dei quali fanno parte della collezione, tra cui spiccano alcuni pezzi di altissimo pregio storico, realizzati da celebri liutai, come i due violoncelli di Matteo Goffriller e i due violini attribuiti a Andrea e Pietro Guarneri.

Un violoncello Matteo Goffriler del 1708
Un violoncello Matteo Goffriler del 1708

Già alla fine del XVI secolo l’Ospedale della Pietà era conosciuto come luogo di musica e le Figlie di Choro erano apprezzate coriste. Abbandonate da neonate nella scafetta, luogo deputato ad accogliere i piccoli assistiti nell’Ospedale della Pietà, le Putte del Choro venivano selezionate per il loro talento musicale ed istruite nella musica e nel canto da celebri maestri come Francesco Gasparini e Antonio Vivaldi.

Proprio pensando alle caratteristiche tecniche delle proprie allieve, Vivaldi sceglieva personalmente i violini per le Figlie di Coro come Zanetta, Marcolina e Susanna.

Le Putte del Choro erano figure avvolte da un’aura di mistero, poiché durante i concerti si esibivano celate alla vista degli spettatori. Molte di loro diventarono famose ed acclamate interpreti, impressionando con la loro bravura cronisti e i viaggiatori stranieri che ne elogiavano i virtuosismi.

“Quello dei quattro ospedali dove vado più spesso e dove mi diverto di più – scriveva il letterato e viaggiatore Charles De Brosses nel 1739 – è l’ospedale della Pietà, questo è anche il primo per la perfezione dell’orchestra. Che rigore nell’esecuzione!”.

 

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