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Cremona. Il Museo Archeologico San Lorenzo ospita mostra fotografica  “P.A.I.N.T. Venti artisti e un fotografo nella provincia italiana” l’arte di strada invade il museo con tutta la sua carica artistica e sino al 4 luglio in mostra i murales che una ventina di artisti hanno realizzato sulle facciate delle poste dei piccoli comuni. La mostra rientra nel programma del festival Porte Aperte.

Se è vero che l’Arte di Strada fonda la sua essenza, la sua natura più profonda, sul concetto di libertà dai vincoli e dalle etichette, e sull’idea di rivendicazione dello spazio urbano, piazze e strade, come appartenente alla comunità, ecco allora che un progetto come P.A.I.N.T. incrocia  necessariamente il suo binario con quello del Porte Aperte Festival.

La manifestazione, nata con l’intento di ‘aprire’ finestre di incontro e di ‘accogliere’ ogni linguaggio espressivo, ha già provato nelle precedenti edizioni a sfiorare questo fenomeno artistico molto personale, che già nelle sue intenzioni vede il ‘luogo’ in cui esercitarsi come anima stessa del progetto. Il Porte Aperte Festival ha la Street-Art fra i suoi obiettivi fin dalla prima edizione, e ospitare il reportage puntuale, fatto sul campo, da un occhio ‘altro’ che osserva questo linguaggio svilupparsi in aree non prettamente centrali, è quel miscuglio di esperienze.

Le fotografie sono state realizzate da Cisi Paolo Sante che dell’esperienza scrive: “Realizzare il reportage per il progetto P.A.I.N.T. di Poste Italiane mi ha permesso di viaggiare nella maggior parte delle nostre regioni, in luoghi normalmente fuori dagli itinerari del turismo, situati spesso nella provincia più profonda. Alcuni aspetti di questa esperienza mi hanno colpito particolarmente e gli scatti che ho selezionato dal moltissimo materiale prodotto tentano di sottolinearli, e non di  essere una documentazione fotografica semplicistica del lavoro degli artisti o una scontata testimonianza del prima/dopo.

L’opera murale che resta è innanzitutto il risultato di una vera e propria performance: gli artisti agiscono in uno spazio pubblico, condizionati da molteplici fattori – che spaziano dalle tecniche pittoriche utilizzate al tipo di edificio su cui intervenire – e dalla  presenza e dall’incontro con le persone della comunità in cui svolgono il loro lavoro. Il murale, durante i giorni di lavorazione, cambia e si va a inserire nel contesto per cui è stato concepito, evolvendo a seconda dell’influenza di tutte queste variabili.”