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Ferrara. Nell’ambito delle celebrazioni istituzionali del Giorno della Memoria, a cura del Comitato Provinciale 27 Gennaio presieduto dal Prefetto di Ferrara, Ferrara Off, in collaborazione con Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, presenta il reading Venti Mesi in diretta Facebook @ferraraoff e YouTube Ferrara Off, mercoledì 27 gennaio alle 21.

A seguito della promulgazione delle leggi razziali, marito e moglie ebrei si rifugiano in una clinica psichiatrica fingendosi pazienti in cura. Venti mesi vissuti con l’angoscia di essere scoperti, deportati o uccisi: una drammatica storia vera ripercorsa attraverso la lettura del diario intimo, appassionante e commovente di Renzo Segre. A dare voce alle pagine, selezionate da Margherita Mauro, sarà Giulio Costa.Scrive Nicola Tranfaglia nell’Introduzione del libro Venti Mesi: “ Negli scritti di memoria di ebrei perseguitati in Italia, nei sette anni che vanno dalle leggi fasciste del 1938 alla Liberazione, mancava fino ad oggi un diario come quello di Renzo Segre. La storia cioè di un uomo che, per sfuggire alla deportazione dei lager e alla probabile morte, si era rifugiato con la moglie in una clinica psichiatrica e vi era rimasto per quasi due anni fingendo di essere un malato mentale e vivendo nell’angoscia costante di essere scoperto e deportato o ucciso. Le tracce di quella vicenda contrassegnarono tutta la vita successiva di Renzo Segre caratterizzata da un “perenne stato di depressione e di ansia per il futuro” .

Né poteva essere diversamente, se si ripercorrono attraverso queste pagine le tappe di un calvario che ha inizio già negli ultimi anni della dittatura ma registra un inevitabile salto di qualità, un drastico peggioramento quando i nazisti occupano l’Italia del Centro-Nord, spingono Mussolini a fondare la Repubblica Sociale Italiana e questa, con il manifesto di Verona, proclama apertamente che gli ebrei saranno trattati come “sudditi di uno stato nemico” . Con la sua drammatica e oscura quotidianità la vicenda raccontata nel diario può forse far capire alle nuove generazioni come la tragedia provocata dalla vittoria dei fascismi, nella prima metà del nostro secolo, è ancora vicina nel ricordo di tante famiglie e merita di essere ricordata e approfondita soprattutto da quelli che dovranno affrontare la sfida di un futuro che si annuncia, malgrado le lezioni di storia, tutt’altro che facile o portatore di sicure promesse.”

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.