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Leno (Brescia) – Una scuola, un concorso nazionale e la voglia di mettersi in gioco e scavare in se stessi. E’ così che è nato “Vento dell’anima“, cortometraggio realizzato dai ragazzi della 2^C dell’Istituto comprensivo di Leno per la partecipazione al concorso nazionale “Bibbia-Musica-Bibbia: dalla cetra al rap“.

La musica infatti occupa un ruolo molto significativo nella vita degli adolescenti. Attraverso essa esprimono sentimenti ed emozioni e spesso trovano risposte alle tante domande che caratterizzano la loro vita in testi che hanno riferimenti biblici.

Il percorso, che ha coinvolto insegnanti e studenti, ha avuto inizio dall’osservazione di quanto succede ogni giorno nel mondo. I quotidiani riportano spesso fatti di cronaca che ci interrogano sul senso dell’esistere e quante domande invadono la nostra mente!

La sofferenza, le ingiustizie, il miracolo della vita, la paura dell’ignoto, la fuga dalla guerra sono immagini ormai quotidiane che non possono lasciare indifferenti. Così i ragazzi, guidati dai docenti Caterina Cadei, Vita Giannotti, Elena Tognoli, Rosa Bonsignori ed Angelo D’Errico, sono stati invitati a portare in classe dei quotidiani ed a ricercare e selezionare degli articoli di cronaca che suscitassero in loro delle domande.

I ragazzi poi si sono poi confrontati sulle loro scelte musicali e hanno osservato quanto le giornate di ciascuno siano permeate di musica e di canti in sintonia con i loro sentimenti ed emozioni. Hanno scoperto che la musica aiuta a trovare le risposte che stanno cercando.

Dall’analisi di alcuni testi delle canzoni di autori contemporanei, quali Simon and Garfunkel, Bob Dylan e Franco Battiato, hanno realizzato come, attraverso la musica, il suono, e la danza l’uomo è riuscito da sempre ad esprimere questo bisogno di senso e in alcuni casi ad indicarci la via da percorrere per avere risposte.

I ragazzi hanno quindi analizzato il testo di alcune canzoni e ne hanno colto sia il riferimento biblico che il collegamento con la propria vita ed hanno potuto così trovare un aiuto alla loro ricerca di senso.

La Bibbia, codice culturale e storico, non solo religioso, ha spesso ispirato artisti in cerca di risposte per comprendere il senso della vita: ai ragazzi ha offerto l’opportunità per guardare i fatti da un’altra prospettiva, quella che mette al centro l’altro, la solidarietà, la fratellanza, l’accoglienza. Un esempio su tutti: nel “Salmo 120” risuona per sei volte il verbo ebraico shamar, «custodire, proteggere» che i ragazzi hanno trasformato in un brano rap attraverso cui invocare la protezione sulla vita di tutti.

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Marco Sacchi
Bresciano di origine e residenza, frequenta l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Piacenza dove si specializza in Economia aziendale. Dal 2011 in forza presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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