Verona. È un vero e proprio evento “tagliato a misura” la 38^ edizione della “World Congress of Master Tailors“, il congresso mondiale di sartoria, da sabato 3 a mercoledì 7 agosto, promosso dall’Accademia Nazionale dei Sartori presso il palazzo della Gran Guardia.

Il Congresso Mondiale dei Maestri Sarti ha una trazione centenaria, la prima edizione si è svolta a Bruxelles nel 1901 e con grande successo si ripete ogni due anni alternando Asia e Europa come sedi. Da allora, a cadenza biennale e attraverso aghi e fili, sarti da tutto il mondo si sono costantemente tenuti in collegamento.

Quest’anno è l’Italia che ha scelto Verona per ospitare i 300 Maestri sarti provenienti da 21 paesi, dal Giappone, a Taiwan, dal Sud America, alla Germania fino al Nord Europa. Il 38° congresso mondiale certamente fornirà moltissime opportunità per scambiarsi informazioni e punti di vista attraverso la relazione con eccellenti maestri sartori.

Un appuntamento importante che riconosce alla scuola sartoriale italiana un ruolo fondamentale, straordinario evento sociale atto alla promozione della sartoria su misura italiana tramite una serie di confronti diretti con le diverse realtà lavorative di paesi stranieri, tutti con tradizioni e culture diverse.Le diverse giornate del programma prevedono un intensa attività congressuale ricca d’importanti eventi sia di carattere tecnico che culturale.

E’ un’eccezionale opportunità di incontro e di confronto tra artigiani della moda che arriveranno a Verona da tutto il mondo, ciascuno con le proprie competenze e la propria storia nel campo della sartoria. Una particolare attenzione verrà rivolta a tutti i giovani che parteciperanno alle varie iniziative: Abito di confronto, Ago e Filo d’Oro e per la prima volta il concorso di sartoria femminile Manichino d’Oro.

Nelle due giornate conclusive, martedì 6 dedicata alla Accademia Italiana e mercoledì 7 agosto, all’Internazionale, tutti i maestri sarti selezionati sfilano con i loro abiti nel Loggiato della Gran Guardia e vengono premiati i vincitori.

Verona non è quindi solo la “città dell’amore” ma anche quella del “buon vivere” del “buon bere” del “buon mangiare” ma soprattutto che Verona è la città “del bello e del ben fatto”.