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Verona – La scoperta dell’esistenza della cripta della Chiesa di San Benedetto al Monte di Pietà da parte di Cassa Padana Bcc risale al 2010.

In quegli anni l’istituto di Leno, nella bassa bresciana, dopo aver sviluppato una rete di filiali nel territorio veronese, si preparava ad aprire una filiale proprio nel capoluogo, nella chiesa sconsacrata di San Silvestro, a pochi passi da una cripta benedettina la cui importanza storica e archeologica era stata confermata da studi effettuati sin negli anni ’60 e ’80.

Da tempo la Rettoria si era posta l’obiettivo del restauro e del recupero della cripta e ha trovato un interlocutore appassionato nella banca lenese non nuova a interventi di questo tipo.

Cassa Padana e la sua fondazione culturale, Fondazione Dominato Leonense, erano infatti impegnate già dal 2000 negli scavi archeologici dell’antica abbazia benedettina di Leno, fondata dal re longobardo Desiderio nel 758 d.C. e, per secoli, seconda solo a Montecassino quale centro di potere economico-politico dell’Italia settentrionale.

La conferma del rapporto fra Leno e Verona – quest’ultima testimoniata a partire dal X secolo come una “casa Sancti Benedicti de Leonis” ossia dipendente direttamente dal monastero benedettino di Leno nella bassa bresciana – ha accelerato la nascita di una collaborazione suggellata nell’ottobre 2010 con la formale presentazione dei lavori di recupero dell’antica cripta che prevedevano lo scavo archeologico, il restauro e il ripristino del collegamento con la chiesa superiore.

Il cantiere di scavo archeologico è iniziato nel febbraio 2011 e ha concluso la prima fase nel maggio dello stesso anno. L’intervento di recupero architettonico della cripta si è concluso a dicembre 2017.

“Oggi, a intervento ultimato”, spiega Vittorio Biemmi, presidente di Cassa Padana Bcc, “è motivo di particolare orgoglio per Cassa Padana aver potuto partecipare in modo fattivo a questa impresa e a restituire alla città di Verona un pregevole monumento”.

“La volontà di Cassa Padana di riqualificare il complesso architettonico”, aggiunge l’architetto Gioia Bonfanti che ha seguito i lavori, “ha permesso di ridare alla città un pezzo di storia, purtroppo dimenticato, nuovo prestigio a una Rettoria non adeguatamente valorizzata e uno spazio di pregio architettonico e materiale in assonanza con il decoro architettonico dell’area su cui insiste e dialoga”.

Nel corso dell’inaugurazione della cripta è stato presentato il libro monografico “La cripta di San Benedetto al Monte in Verona. Intervento di conservazione e di valorizzazione” dedicato ai lavori di recupero.

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