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Verona. Si legge nel testo di Nicola Guerini: “Il musicista è fortemente legato a Verona dove, ancora adolescente, si guadagnò i primi applausi e le prime lodi.” Nel ricordo del soggiorno del grande compositore nella città a gennaio torna dal vivo l’omaggio di Verona al genio di Mozart con quattro giornate di concerti.

Giunge al terzo anno consecutivo la collaborazione tra il Comune di Verona, Fondazione Cariverona, l’Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena, per ricordare la visita di Mozart a Verona nel 1770. L’omaggio al genio salisburghese si concretizza in una settimana di eventi aperti al pubblico in presenza dal 5 all’11 gennaio nei luoghi storici della città che lo hanno visto esibirsi giovanissimo.

Nel Settecento l’Italia era meta principale del Grand Tour attraverso il quale giovani, artisti e letterati da tutta Europa affrontavano un viaggio lungo e periglioso per entrare in contatto diretto con l’immenso patrimonio storico, artistico e culturale del Belpaese. In questo fondamentale percorso non poteva mancare Verona: qui il giovane Mozart arriva col padre Leopold il 27 dicembre 1769 nel primo di tre viaggi in Italia.

I due entrano in contatto con l’élite culturale della città e la visita culmina il 5 gennaio 1770 con l’esibizione del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica veronese, la prima del suo genere in Europa. . Nella consuetudine del tempo era, infatti, una prassi quella che portava gli artisti dall’Europa centrale verso l’Italia, un paese nel quale gli studi dell’arte (e non solo la musica) dovevano essere completati, approfonditi, riportando l’artista ai luoghi d’origine con una sorta di diploma, una laurea, un’attestazione che poteva favorire una maggior considerazione e fama.