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a cura di Francesca Stella

A un anno di distanza dall’avvio del progetto di microfinanza campesina, qual è’ l’obiettivo che intendete raggiungere? 

L’obiettivo del progetto è quello di favorire la crescita del territorio, una crescita che si configuri come crescita economica ma anche sociale. Costruire alleanze internazionali per sviluppare le finanze locali: sara’ questo il tema centrale del convegno internazionale di Quito. Costruire le strategie necessarie per ottenere un flusso ordinato di risorse e una loro opportuna diversificazione, realizzare economie circolari che trattengano le risorse all’interno delle comunità locali, creando strutture stabili di emancipazione e di sviluppo dal basso. Perche’ le banche locali potranno continuare ad esistere solo se saranno affiancate dalle comunita’ locali.

Un obiettivo importante anche per la realtà italiana?
Certamente. In Italia, fenomeni quali la globalizzazione hanno fatto perdere alle comunità locali gran parte della loro originaria coesione sociale. Ciò costituisce per noi un grave problema, perché toglie motivazioni alla banca locale. Oggi, all’interno del movimento di credito cooperativo italiano, e’ questo il dibattito in corso: riusciranno le Banche di Credito Cooperativo a rinforzare la perduta coesione sociale? Naturalmente, e’ fondamentale fare bene la banca dal punto di vista economico. Ma non è più sufficiente: la banca deve oggi essere in grado di contribuire – insieme ed accanto ad altri attori sociali – alla rinascita delle comunità locali.

Sarà questo lo spirito con il quale parteciperete all’incontro di Quito?
Lo spirito sarà quello della reciprocità. L’obiettivo, quello di scambiare le conoscenze, le attitudini, le nostre professionalità economiche – laddove il credito cooperativo italiano gode di una maggiore esperienza dovuta ad un secolo di storia cooperativa alle spalle – con ciò che il movimento ecuadoriano inaugurato dal Fepp sa fare meglio: salvaguardare le comunità locali. Il convegno offrira’ cosi’ l’occasione per un proficuo scambio tra due movimenti di cooperazione di credito che hanno avuto due storie differenti ma un obiettivo comune, creare una moderna forma di banca locale, forte economicamente e forte socialmente. E sono convinto che cio’ sara’ utile non solo ai due movimenti di credito coperativo italiano ed ecuadoriano. E’ con questa prospettiva che al convegno parteciperanno attori non solo economici ma anche religiosi, sociali, politici.

Quale crede sara’ il futuro della realtà bancaria ecuadoriana di Codesarrollo?
Il recente decreto legislativo emanato dal Governo ecuadoriano, che impone alle cooperative di credito di lavorare per l’80% con soci, permettera’ a Codesarrollo di sviluppare una nuova funzione. Codesarrollo avrà infatti l’opportunita’ di svolgere un ruolo fondamentale come cooperativa di secondo livello, ovvero come cooperativa di aiuto e supporto ad altre cooperative. Potra’ cosi’ fornire non solo finanziamenti ma anche assistenza alle proprie casse socie, erogando servizi informatici, di controllo, di informazione e creando, come in Italia, un sistema graduato di intervento sul territorio. Uno schema che potra’ fornire un’ottima base di partenza per una rifioritura delle piccole casse rurali ecuadoriane.

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