Tempo di lettura: 4 minuti

Brescia – Pensare ad un popolo ed ipotizzarne l’istituzione di uno stato corrispondente. Un territorio ed una nazione, legati fra loro da un nesso attinente. Se ne pensava, fra l’altro, anche alla fine dell’Ottocento, quando, di una tal congettura se ne riferiva la notizia, ripresa dalla stampa bresciana il 2 settembre 1897, riguardo ciò che pare si fosse immaginato in una parte del Medio Oriente, nei termini di un territorio di pertinenza ebraica, in una formula unitaria ed indipendente.

Mezzo secolo prima che tale risoluzione politica si avverasse per davvero, “La Sentinella Bresciana” preconizzava l’avvento di questa realtà che, al “popolo eletto”, conciliava l’opportunità di una prospettiva aperta a ricomporre la propria diaspora, nell’aggiudicazione identitaria e nella disponibilità assegnataria di un dato contesto.

Sotto l’esplicita menzione del titolo, scelto per divulgarne l’informazione, nell’espressione di “Il nuovo regno d’Israele”, la prima pagina di quella edizione infrasettimanale dell’accennato quotidiano locale, faceva leggere che “Il dottore Teodoro Hertzl di Vienna ha ideato nientemeno che il progetto di fondare un nuovo regno d’Israele in Palestina. Ma ciò che può far stupire non è tanto l’idea di codesto progetto, quanto il fatto che i notabili, i maggiorenti della società israelitica e i rappresentanti della liberalità del barone Hirsch in Inghilterra l’hanno preso sul serio”.

Nella lingua di Hitler, all’epoca pressochè fanciullo, tale disegno sociopolitico sembra fosse stato già presentato nel testo “Der Judenstaadt” (lo Stato Ebraico) scritto, nel 1896, proprio da chi era posto alla ribalta della notizia di stampa, pubblicata sul giornale menzionato, nella quale tale ambizioso assurto era argomentato, con la sintesi di quei particolari, mediante i quali si trovava spiegato.

Theodor_HerzlDalla teoria alla pratica, sembra che, allora, si potesse profilare nella somma di “un miliardo e duecentocinquanta milioni di lire” la risorsa necessaria per il tramite della quale questo progetto poteva reputarsi fattibile, dal momento che “il dottor Hertzl intende di effettuare il suo disegno, comprando dalla Turchia la Palestina, introducendovi le invenzioni e le comodità della civiltà moderna e attirandovi gli ebrei di tutto il mondo”.

La zona presa in considerazione, per questa pianificata migrazione, sembra che, anche in quell’epilogo di secolo, fosse la medesima poi oggetto dell’analoga ispirazione attraverso la quale una sorta di esodo progressivo vi avrebbe, in particolar modo dopo la Seconda Guerra Mondiale, corrisposto l’insediamento di quella stirpe, accomunata da una stessa peculiare caratterizzazione, per dare allo stato ebraico una sua effettiva e sostanziale configurazione.

Tra le differenze che, in questo frammento di storia universale, si sono divaricate in un lasso di tempo pluridecennale, c’è, fra l’altro, l’aspetto che, all’origine di tale piano, la parte cessionaria in causa pare fosse la Turchia, mentre, più in là a venire, trascorsi ben due conflitti mondiali, il riferimento interagente si sarebbe manifestato in un assai mutato scenario internazionale, con il Regno Unito come testa di ponte, nel ravvisato territorio mediorientale dove l’autorità inglese aveva una propria pertinenza istituzionale.

Il riflesso giornalistico, gettato su quei giorni di fine Ottocento, sullo specifico argomento, materializzava, però, l’attestazione che “Il dott. Hertzl si crede sicuro del consenso della Turchia, la quale ha sempre bisogno di quattrini e che difficilmente resisterà alla seduzione di alcune centinaia di milioni”.

Israele_Piano_ONUFatte le debite distinzioni, il progetto sionista, per la nascita dello stato di Israele, sembra si sia progressivamente strutturato attraverso una simile risoluzione presente fra le due strade, emerse nel corso dello sviluppo della questione, che la storia avrebbe fatto assimilare in una, di fatto, coincidente strategia d’impostazione: “Ciò che anzi tutto dovrà farsi è questo: preparare la Palestina, la quale non è più la terra ove scorrevano il latte e il miele, a ricevere i suoi ospiti che non sono, nei costumi e nelle abitudini, come i loro maggiori che venivano dall’Egitto; perciò bisognerà mandare in Palestina una spedizione che avrà l’ufficio di studiare il paese sotto tutti i suoi aspetti, d’impiantarvi telegrafi, telefoni, tutto ciò, insomma, che accresce i vantaggi del vivere civile in Europa”.

Dalle più disparate parti del mondo, una diffusa ramificazione di persone si prestava ad essere potenziale raggio d’azione per ritrovare la via del ritorno nei territori relativi ai loro antenati veterotestamentari, quasi emulando la fuga dall’Egitto e l’emancipazione dalla schiavitù babilonese, in una formula che, a differenza di queste due bibliche contingenze, si estrinsecava, invece, nella frammentazione di una diaspora ancora incombente, diluita in un diversificato altrove, a sua volta significativo di un’ormai perduta unitarietà, solo culturalmente ancora persistente.

Sui passi erranti di questa radicata espressione di coesa identità d’appartenenza, il calar dell’Ottocento sembrava salutare, con l’avvento del nuovo secolo, quanto poi si sarebbe verificato nei fatti posti in attinenza riguardo tale avviato movimento d’umana e di ideale consistenza, considerando pure che, sul giornale bresciano, testualmente si leggeva, in quell’ultimo scampolo estivo del 1897, che “il dottore, il quale è in corrispondenza coi suoi correligionari più doviziosi da lungo tempo, si mostra convinto che gli israeliti risponderanno al suo appello da ogni parte del mondo e che, quando il tempo sarà venuto, si muoveranno per rioccupare la terra dei loro padri”.

CONDIVIDI
Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *