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Tra le mie intenzioni quella di condividere città che ho visitato, a cui penso spesso, in cui vorrei tornare o altre in cui vorrei andare. Bisogna apprezzare le buone intenzioni…

Un po’ come bisogna apprezzare l’intenzione degli spagnoli che hanno eretto a Barcellona la Statua di Cristoforo Colombo, sopra una torre di ferro di 60 metri, che nell’intenzione doveva indicare l’America e in realtà punta verso Maiorca… cioè la parte opposta.

Barcellona ha così tante cose fuori dal comune che, quando ci andrete, l’indicazione sbagliata di Cristoforo Colombo passerà in secondo piano.

Ad esempio la Sagrada Familia, una basilica in origine in stile neogotico, a cui successivamente Antoni Gaudì lavorò applicando il suo tipico modernismo catalano.  Il progetto di Gaudì era talmente monumentale che, iniziata nel 1882, non è ancora stata ultimata e ancora oggi ci sono impalcature e gru e i lavori procedono solo grazie a donazioni private. Si stima potrà essere finita intorno al 2040.
Però merita di essere visitata anche se non è finita (ingresso a pagamento ovviamente).

Gaudì ha lasciato molto di se e del suo genio in Barcellona, e tra le cose degne di nota e stupita ammirazione ci sono le sue “case”: Casa Milà (la famosa Pedrera) e Casa Batllò.

Per quanto riguarda la Pedrera vi consiglio caldamente di entrare e salire sul tetto. La vista di Barcellona dall’alto è molto bella e è qui che il genio di Gaudì colpisce.

Là dove tutti vedevano linee dritte e forme stereotipate, lui ha saputo creare curve e forme fuori dai canoni architettonici del tempo. Dove prima esistevano semplici comignoli lui ha saputo reinventarli e farli diventare dei soldati. Al freddo cemento ha unito pezzetti di vetro e così la materia diventa essa stessa opera d’arte. Non mi intendo di architettura ma le idee e le opere di Gaudì mi hanno lasciato a bocca aperta.

Non esiste al mondo un’altra città che abbia opere simili. Davvero fuori dal comune.

Casa Batllò, con i celebri balconi che ricordano lo scheletro umano e l’interno è ancor più spettacolare, è vicino a Casa Amatller e a Casa Lleò Morera, poste tutte vicine nella stessa via e dalla strada si possono ammirare le straordinarie facciate. Qui vicino trovate anche il Palau Barò de Quadras, sembra l’ingresso di un normale condominio, ma già il portone è particolare e se entrate potete ammirare liberamente l’atrio e la scalinata interna.

La grandiosità di Gaudì si può ammirare anche al Parc Güell, che nelle origini del progetto doveva essere una città-giardino ma poi è stata abbandonata l’idea troppo dispendiosa ed è diventato un parco con la celebre salamandra a mosaico.

La parte meno culturale di me invece ha trovato sfogo nello shopping di Barcellona.

Candela Cereria SubiraIo adoro le candele e non potevo farmi mancare una visita alla Cereria Subira, nel Barri Gotic, il negozio più antico di Barcellona (1700 circa), una bottega con annesso laboratorio dove le candele vengono fatte a mano. Ce ne sono di ogni forma, dimensione e prezzo. Io ne ho presa una per la cucina con i chicchi di caffè.

Se dopo gli acquisti vi restano un po’ di soldi vi consiglio di recarvi in un locale posto a metà della Rambla principale che da Plaça Catalunya porta al monumento a Cristoforo Colombo: El Tablao Flamenco Cordobes, un locale che vi offre, oltre alla cena, uno spettacolo di Flamenco, ovviamente accompagnato da Sangria.

Per prepararvi al soggiorno a Barcellona o per riviverla, se già ci siete stati, vi consiglio, come sempre, musica, films e libri in abbinamento

Sicuramente la prima canzone che viene in mente è Barcelona di Freddy Mercury e Monserrat Caballé.
Altre canzoni che possono far rivivere l’atmosfera della Catalunya: La Rumba de Barcelona di Manu Chao o nella versione di Gato Perez; Barcelona Nights di Ottmar Liebert; Gitana Hechicera, mi piace nella versione de Las Migas; A mi me mueve el aire nella versione di Silvia Pérez Cruz; e infine Giulia y Los Tellarini con Barcelona.

Quest’ultimo gruppo è diventato famoso perchè, quando nel 2008 seppe che Woody Allen avrebbe girato un film a Barcellona, lasciò alla reception dell’albergo in cui soggiornava il regista un cd con le proprie musiche e ad Allen piacque così tanto che utilizzò questo gruppo per alcune musiche del film Vicky Cristina Barcelona, con Penélope Cruz, Javier Bardem e Scarlett Johansson.
Anche Pedro Almodovar ha girato un film a Barcellona con Penélope Cruz, Tutto su mia madre, del 1999.

Barcellona fa anche da sfondo in tanti libri, i miei preferiti in assoluto sono L’ombra del Vento di Carlos Ruiz Zafon e La Cattedrale del Mare di Idelfonso Falçones ambientato nella Barcellona medievale. Entrambi sono gialli con atmosfere un po’ noir, ma sono anche molto romantici. L’ombra del Vento è diventato famoso tramite passaparola tra i lettori e chi ama i libri lo amerà. A me è piaciuto talmente tanto che Zafon è diventato uno tra i miei autori preferiti e ho tutti i suoi manoscritti. Consiglierei i suoi libri anche a giovani lettori, adolescenti che amano leggere.

CastellersBarcellona sorprende, Barcellona incanta, Barcellona è colorata, Barcellona è caliente, Barcellona è la Movida.
Andate a visitarla l’ultima settimana di settembre: si festeggia la patrona di Barcellona, la Festa de la Mercé, e tutta settimana ci sono spettacoli, concerti gratuiti, anche in Plaça Catalunya. Un’ultima particolarità: durante questa settimana, io li ho visti di domenica, in Plaça Reial ci sono i Castellers, uomini e ragazzi con abiti tipici che formano piramidi umane.

Que loca Barcelona!

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