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Brescia – “Gli indicatori di via sono caduti, davanti a voi si aprono incerti percorsi. Non siate avidi dei frutti nati in campi altrui. Non sapete di essere voi stessi il campo fertile che fa crescere tutto ciò che vi serve“?

Così scrive Carl G. Jung nel suo “Libro rosso“. Parole che sembrano appropriate anche per i nostri tempi di crisi e di profonde trasformazioni, in cui è utile e importante guardare dentro di sé, per recuperare i fondamenti della propria identità. Questo è appunto il lavoro di “Campo Maschile”, che procede ormai da quattro anni e che vede realizzarsi una tappa importante: quella del film documentario, realizzato durante un’uscita a Saviore dell’Adamello, la scorsa estate.

Il docufilm “Campo Maschile. Viaggio nell’identità del maschio”, promosso dall’Associazione Maschi selvatici e realizzato da Ludiko Film per la regia di Tommaso Piardi e Stefano Fares, verrà proiettato giovedì 15 marzo alle ore 18.00 presso la sede dell’Associazione Artisti Bresciani, con ingresso libero.

Per l’occasione, il pisicoterapeuta Paolo Ferliga intervisterà Claudio Risé, noto scrittore e psicoterapeuta, sul suo ultimo libro “Vita Selvatica. Manuale di sopravvivenza alla modernità“.


I Maschi Selvatici sono un’associazione maschile nata sulla base delle proposte di vita, di pensiero, di relazione e di stile contenute nelle opere di Claudio Risé. L’incessante ricerca su tematiche riguardanti l’identità maschile quali la paternità, la maturità e il rispetto nella relazione con se stessi e con il femminile, la presenza nell’educazione dei figli, il dono di sé per il bene della comunità, sono solo alcuni dei percorsi che ci accomunano e nei quali invitiamo tutti gli uomini…

Fondamentale e programmatico in questa ricerca è il riferimento all’opera di Risé “Il maschio selvatico. Ritrovare la forza dell’istinto rimosso dalle buone maniere” (Red Ed.), in cui è presentata la figura dell’Uomo Selvatico, vitale abitatore dell’immaginario maschile, nelle sue numerose forme che vanno dal Kernunnos all’Uomo Verde dei Celti fino al San Cristoforo, al San Rocco e al San Govanni Battista dipinti sulle facciate delle chiese alpine.

Ma chi è l’Uomo Selvatico? Così se ne parla nei miti e nelle leggende da noi raccolte: capace di donare la fertilità della foresta e delle piante agli esseri viventi, dà energia alla fioritura della primavera e dell’estate, alimentando la ricchezza della terra. Ci guida alla scoperta della nostra selvatichezza, insegnandoci l’essenzialità, l’innocenza e ciò che davvero conta per diventare autenticamente uomini: a garanzia di un sapere che alimenta e custodisce la vita, la nostra e quella di chi amandoci ci circonda.

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