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La figura, al centro, è Cristo, Signore del mondo. La ricorrenza liturgica, è la Pentecoste, considerata nel giorno dell’Ascensione, come da calendario giuliano, seguito dalla Chiesa Ortodossa Romena.

L’incontro, fra i differenti ed autorevoli esponenti delle diverse confessioni cristiane, presenti sul territorio bresciano, si è espresso nei termini di una “Veglia Ecumenica in preparazione alla Pentecoste”, avvenuto nel luogo consacrato ai “Santi Costantino ed Elena”, presso Sanpolino, a Brescia, con i canti della tradizione religiosa orientale ospitante ed i canoni di Taizè.

Il vescovo di Brescia
Il vescovo di Brescia

Il nuovo edificio di culto di via Lucio Fiorentini ha accolto tale corale iniziativa, secondo la proposta di padre Georg Timis, referente della Chiesa Ortodossa Romena, nella messa a punto di quel condiviso programma unitario di preghiera e di meditazione delle sacre scritture che ha avuto pure l’adesione, sul posto, del vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, con due sacerdoti delle sua diocesi, nelle persone di don Claudio Zanardini, rettore del “Santuario delle Grazie” e “collaboratore del settore per l’ecumenismo” e di don Roberto Ferranti, direttore per l’area pastorale per la mondialità, mentre, per la parte ortodossa, oltre a padre Timis, erano presenti, padre Ion Cirlan, pure del patriarcato romeno, e padre Vladimir Porubin con padre Vitali Godniuc, della chiesa, invece, moldava del patriarcato di Mosca, secondo una tradizione cristiana, a sua volta, differentemente interpretata dal pastore Urs Michalke della Comunità Evangelica Luterana di Verona – Gardone Riviera, unico esponente, in tale circostanza, delle Chiese riformate.

L’incontro, ispirato ad una massima cordialità, ancor prima che al ricondursi attorno ad una medesima matrice di fraterna fede trinitaria, ha seguito i punti cardine raggiunti nel testo di un apposito documento divulgativo della diocesi bresciana, in capo ai lavori dell’Ufficio per l’Ecumenismo, in uno stampato storicizzato, per l’occasione, dall’esplicitazione di data e di luogo di questa devota manifestazione contemplativa: “Chiesa Ortodossa Rumena – Via Lucio Fiorentini Sapolino – Brescia 6 giugno 2019”.

Fra le pagine, insieme ai canti liturgici ispirati alla terza persona della Trinità, i testi, rispettivamente proposti in assemblea, sono stati: “la lettera di san Paolo Apostolo ai Romani” (8, 9-17) ed il vangelo di Giovanni (14, 23-27), come pure, alle parole paoline, si è testualmente ricondotta l’invocazione, con le parole della benedizione, recitata insieme all’assemblea dei fedeli convenuti, nel pregare che “Il Dio della Speranza ci riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinchè abbondiamo nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15,13).

Alla natura della ricorrenza liturgica della discesa dello Spirito Santo, narrata negli Atti degli Apostoli, è stata particolarmente associata la duplicità di un aspetto storico, quale nascita della comunità cristiana, quindi della Chiesa, e, contestualmente, l’elemento di trasformazione per il perfezionamento della fede cristiana in chi ne professa i principi che riceve l’investitura funzionale ad una completezza iniziatica, per una testimonianza personale e comunitaria del proprio credo.

Nella diversità dei riti e pure delle date, nelle quali, a seconda, se del calendario giuliano o se del calendario gregoriano, la pentecoste si pone a coincidente ricorrenza del tema liturgico della sua pertinenza, la discesa dello Spirito Santo costituisce elementi comuni per le rispettive fedi cristiane che sono state interpreti di questa partecipata veglia di preghiera.

Punti di condivisione espressi, attraverso lo sviluppo di considerazioni tratte, fra l’altro, dal carisma spirituale, promosso nella tradizione di un proprio retaggio pastorale, da parte di padre Georg Timis, del vescovo di Brescia, mons. Pierantonio Tremolada, e del pastore Urs Michalke, secondo il quale, “dove le persone permettono che lo Spirito Santo operi in loro, allora si realizza la Chiesa” e tale dinamica avviene in quanto “lo Spirito Santo ci libera, per essere figli di Dio, rendendoci fratelli e sorelle gli uni con gli altri”, a rappresentazione di una svolta di unità, dal momento che “ciò che ci unisce è che siamo peccatori ed, al tempo stesso, è di avere ricevuto in dono la libertà, cioè il poter essere liberati dal peccato e dall’egoismo”.

Una liberazione che il presule bresciano ha posto in risalto anche in riferimento all’emanciparsi dalla paura, in quanto l’esperienza “della salvezza, essendo liberazione dal peccato, libera pure dalla paura”, come è, fra l’altro, nel significato della menzionata lettera di san Paolo, per la quale, il rivolgersi a Dio, come padre, non ci fa sentire soli, ma induce a procedere nel superare i timori, e ci fa “percepire che questa paternità custodisce, abbraccia e perdona”, potendo pure condurre a fare teologicamente prendere atto che lo “Spirito Santo è amore personificato”, in cui poter contemplare, in ultima sua analisi, che “il Padre ama il Figlio, il Figlio ama il Padre”.

In questa verticistica prospettiva trinitaria, padre Georg Timis, ha pure sottolineato come, nella storia, “Gesù ha compiuto l’opera del Padre, mentre lo Spirito Santo è la dinamica di Dio nel mondo, quale sua stessa terza persona” che, come è avvenuto nella pagina evangelica, nello scendere, come fuoco su Maria e sugli apostoli, “brucia i peccati” e sancisce il costituirsi della Chiesa.

Quella chiesa che, come recita un noto canto liturgico, vede operare lo Spirito Santo anche con l’orante invocazione, pure funzionale ad un propositivo dialogo ecumenico, cioè, a perseguito incontro fra confessioni cristiane “consorelle”, che si modella attorno all’impetrazione di “(…) Insegnaci a sperare, insegnaci ad amare. / Insegnaci a lodare Iddio. / Insegnaci a pregare, insegnaci la via. / Insegnaci tu l’unità.“.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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