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Verona – Elegante, ricco di personalità, camaleontico. In una parola: Soave.

Si è conclusa da poco e con grande successo l’edizione numero 18 di Soave Versus, la manifestazione veronese tutta dedicata al Soave, il vino bianco italiano più noto e venduto al mondo.

La rassegna, coordinata dal Consorzio del Soave, in collaborazione con la strada del Vino, col sostegno di Banco BPM, della Camera di Commercio di Verona, di Albertini Allestimenti e col patrocinio di Comune di Verona, Comune di Soave e Regione Veneto, ha offerto al pubblico degli intenditori e degli appassionati una panoramica su tutte le interpretazioni del Soave, con la presenza di 54 aziende e più di 200 varietà di vino.

Un momento del convegno d'apertura di Soave Versus 2017
Un momento del convegno d’apertura di Soave Versus 2017

Simpatica e intelligente la trovata del ‘personale sommelier’: i visitatori interessati a conoscere i vini in tutte le loro sfumature e peculiarità hanno avuto a disposizione un sommelier di Ais veneto, e l’iniziativa “Percorsi e Per sorsi” ha permesso di offrire piccoli tour guidati tra le cantine, per conoscere le aziende. I visitatori sono aumentati, superando le 4mila presenze nei tre giorni di manifestazione.

L’edizione di quest’anno ha visto l’attenzione degli organizzatori e dei protagonisti indiscussi della manifestazione, i produttori stessi, focalizzata su un importantissimo traguardo: la corsa del Soave per la candidatura al programma Giahs – Globally Important Agricultural Heritage Systems.

Giorni speciali per il Soave
Giorni speciali per il Soave

A spiegare questo iter è stato, nel corso del convegno di apertura di Soave Versus 2017, Mauro Agnoletti, Presidente del comitato di Gestione del Programma FAO sulla conservazione del world agricultural heritage.

Il programma Giahs si propone di individuare zone agricole e rurali di particolare valore per la biodiversità, le qualità della vita, il paesaggio, nelle quali si dimostri la presenza di una relazione equilibrata e rispettoso dell’uomo con l’ambiente.

Il primo passo verso questo importante traguardo è già stato fatto: le colline vitate del Soave sono già iscritte nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, requisito indispensabile per poter poi fare l’ingresso nel programma Giahs.

Si conferma, quindi, il crescente interesse al territorio oltre che al vino: il turismo enogastronomico è in costante aumento ma crescono anche l’attenzione delle amministrazioni alla tutela dei territori e le iniziative delle associazioni per far conoscere il gusto e la qualità del vino, ma anche la bellezza dei territori che lo producono.

Per conoscere il vino bisogna assaggiarlo. Oltre agli assaggi presso le postazioni dei singoli produttori, Soave Versus ha organizzato diverse degustazioni mirate a far scoprire le vigne storiche del Soave, e guidate dai curatori delle principali guide di settore.

Ha aperto Daniele Cernilli, di Doctor Wine, con la degustazione “Foscarino e Tenda VS Castelcerino e Fittà. Antonio Paolini, de L’espresso, ha condotto la degustazione “Val d’Illasi e Val di Mezzane VS Roncà”.

Per ultimo, con un ‘viaggio’ di ben 14 vini, la guida Gambero Rosso Nicola Frasson, è stato l’oste della degustazione “Monteforte VS Brognoligo e Costalunga”.

Sono soddisfatti gli organizzatori, a partire dal presidente del Consorzio del Soave Arturo Stocchetti:C’è stata una grande affluenza, ma sono soddisfatto soprattutto nell’aver visto tanti visitatori preparati e curiosi: non sono venuti per il gusto di bere e basta, ma col desiderio di conoscere il territorio, i vini, le lavorazioni. Il mondo del vino, dunque, e non soltanto il piacere di un buon bicchiere”.

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