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Vwrona – “Come in altri settori l’Italia dimostra che non può essere seconda a nessuno. Questa Italia ha bisogno di non sprecare il lavoro che è stato fatto e di proseguire il cammino che ci rende forti e competitivi nel mondo”.

Suona forte e chiaro il messaggio del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in visita a Vinitaly, che chiude oggi 18 aprile, nel secondo giorno della kermesse più importante del settore.

Pignoletto frizzante
Pignoletto frizzante

E in effetti quella che balza agli occhi, passeggiando tra i padiglioni di Veronafiere, è una catena ininterrotta di meravigliosi gusti e sapori che nascono da altrettanto meravigliose realtà italiane.

Si può visitare ogni anno Vinitaly e ogni anno si torna a casa con qualcosa di nuovo.

Il segreto, per trascorrere alcune ore in questo autentico paradiso per gli amanti del vino e dei sapori, è programmare le proprie visite, ma non troppo.

Oggi sono partita da un convegno sul terroir della Valpantena, valle a nord di Verona dalla straordinaria storia geologica, per passare poi in Toscana, alla cantina Ottomani, viticoltori indipendenti in Impruneta, guidata da un amico.

La bella giara in terracotta
La bella giara in terracotta

Da lì la scoperta di Pallò, giara in terracotta di forma sferica con tappo brevettato da pochi mesi, che permette al vino di eseguire movimenti connettivi evolvendosi e maturando in modo naturale. Poi l’incontro con un produttore e il ritorno in Veneto, a degustare vini dalle etichette curiose e dai profumi inconfondibili.

E ancora, l’olio dell’azienda siciliana Bonanno: la signora Mariella ci ha spiegato con emozione l’amore per la sua terra antica e le sue piante meravigliose, facendoci assaggiare un olio intenso, equilibrato, armonioso, profumato di erba appena tagliata, di mandorle e carciofo.

Non a caso sulla bottiglia si trova il nome che meglio rappresenta lei e tutte le persone innamorate delle proprie origini: Passione.

Mirella Bonanno e le sue olive
Mirella Bonanno e le sue olive

E poi la comitiva mi ha ricondotto in Sardegna, a degustare i vini dei Garagisti di Sorgono, un gruppo di quattro amici al loro debutto quest’anno al Vinitaly: i loro vini forti e corposi parlano da soli, intensi come il legame di questi vignaioli con le loro vigne, lavorate con l’aiuto dei buoi e suggestive solo a guardarle.

Da lì, nuova tappa in Veneto, tra ripassi e amaroni, e una chiusura coi fuochi d’artificio nella bella Emilia-Romagna. Dove un Lambrusco e un Pignoletto ci hanno fatto terminare in bellezza questa giornata, raccontati da produttori simpatici e gradevoli come il frutto del loro lavoro.

Assaggiare i vini significa per me predispormi all’ascolto di storie uniche, eroiche, a volte controcorrente. Non c’è nulla di banale in un bicchiere di vino, bisogna essere in grado di saperlo gustare. Rispettando i limiti e non perdendo mai di vista la concretezza e la tenacia di chi il vino lo sa fare e lo conosce davvero.

Silvia al Vinitaly
Silvia al Vinitaly

La nota stonata, purtroppo, c’è, ed è la sfilata di politici del tutto disinteressati al bene di questo paese e forse anche al vino stesso. La tappa al Vinitaly è inevitabile, visto che questo settore rappresenta un’eccellenza mondiale.

Ma avremmo preferito vederli seduti a prendere accordi e tirar fuori l’Italia da questa melma, invece di osservarli mentre passeggiano e scattano foto con bicchieri in mano.

Ci auguriamo quindi che al termine della passerella siano ora a svolgere il loro compito, mentre noi continuiamo con la nostra esplorazione nell’Italia più bella, per pochi giorni tutta qui e tutta nostra a Verona.

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