Bologna. Questa volta Vip sta per Very Important Persons è una mostra fotografica che per la Giornata internazionale dei diritti dei Migranti si pone la volontà di  rappresentare uno degli elementi fondamentali dei percorsi di inserimento delle persone accolte nel progetto SPRAR-SIPROIMI dedicato all’accoglienza nel territorio dell’Area metropolitana: la relazione tra le persone.

L’installazione fotografica VIP – Very Important Persons nata dalla volontà del Comune di Bologna e di ASP Città di Bologna, inaugura mercoledì 18 dicembre, alle ore 17.30, a seguire, dalle 20,15 in Cappella Farnese, Presentazione del volume Bologna Cares1 e Concerto del Coro Farthan (MEF Massima Energia Femminile). La mostra rimarrà aperta dal 19 dicembre al 13 febbraio presso la Sala Esposizioni Giulio Cavazza, via S. Stefano n. 119.

Per realizzarla e curarla, Lai-momo soc. coop. ha costruito il progetto basandosi sulle storie di inserimento positivo dei beneficiari del progetto e sulla collaborazione fra il fotografo Francesco Guidicini e l’architetto Simone Gheduzzi CEO diverserighestudio.

La mostra, infatti, raccoglie i ritratti realizzati da Francesco Guidicini alle persone accolte che, grazie al lavoro delle istituzioni e degli enti gestori dell’accoglienza, si sono inserite nel lavoro o hanno creato relazioni significative con altri cittadini nella nostra città.

Il titolo della mostra è naturalmente una provocazione: giocando sull’esperienza di Guidicini nel ritrarre, per l’importante rivista Sunday Times, i personaggi famosi dello spettacolo e delle istituzioni, si è spostata l’attenzione a quelle che sono very important persons del nostro presente, richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e datrici/ori di lavoro, membri dell’associazionismo o semplici cittadine/i “native/i” e coloro che lavorano per l’accoglienza, il cui ruolo può essere decisivo in relazione a un fatto sociale che ogni giorno è al centro dell’attenzione della politica e dei media.

Guidicini con la stessa tecnica che usa per ritrarre divi del cinema, della moda, dello sport, personalità politiche e dello spettacolo, ha ritratto queste/i nuove/i cittadine/i all’interno dei luoghi di lavoro, creando immagini che raccontano allo stesso tempo la storia dalla quale provengono e quella nuova appena cominciata, ricomponendole in quella che è la naturale linea della vita di ciascuno: dal passato al presente con l’attivazione per il futuro.

Le immagini di Guidicini sono esposte all’interno di un allestimento ideato appositamente per la Sala Giulio Cavazza del Baraccano, luogo consacrato all’accoglienza sin dal 1400, quando era albergo dei pellegrini, dal laboratorio di architettura Diverserighestudio, gruppo che lavora con una grande attenzione al rapporto fra architettura e dinamiche sociali. Lo spazio espositivo assume la forma di una casa volta ad accogliere i ritratti delle persone che divengono la materia stessa con cui edificare l’allestimento. Tale principio genera uno spazio in cui fotografia e architettura sono coincidenti; i ritratti sono i mattoni che costruiscono la geometria archetipa della casa, essa offre loro riparo ed è al contempo un luogo in cui potersi esprimere ed in cui essere riconosciuti.

I ritratti, materiale da costruzione, sono contenuto e contenitore, sono un susseguirsi di portali organizzati sulla relazione tra le figure degli operatori che orientano le persone in un percorso favorendone l’inserimento nel contesto abitativo, sociale e lavorativo bolognese. La mostra è curata da Sandra Federici, responsabile della comunicazione per Coop. Lai-momo e direttrice della rivista Africa e Mediterraneo.