Cigole, Brescia. La moderna tecnologia ci permette una visita virtuale ad una delle dimore gentilizie più affascinanti e ricche di storia della pianura bresciana: palazzo Cigola – Martinoni. Un “virtual tour”  che, tramite un processo fotografico panoramico a 360°, regala una visione delle sale, del palazzo, del giardino in modo simile a come viene percepita dal vivo. Un’esperienza  immersiva con le immagini curate da Matteo Capuzzi. Accessibile dal sito del comune di Cigole.

E’ rimasto un paese sorridente Cigole, legato alla campagna contadina, non stravolto dalle colate di cemento che in troppi luoghi spezzano l’appartenenza al mondo della pianura. È piacevole seguire il nastro d’asfalto fra i campi di buona terra, venati dalle tante rogge, con i cascinali d’antica e a volte solenne architettura, ancora operose oasi contadine.

Tutto il territorio è disteso lungo il corso del fiume Mella che per secoli ha marcato il confine orientale dell’abitato con Pavone Mella, sull’altra sponda e ora collegato da un ponte.  Il corso meandriforme, con le sue lanche,  terrazzamenti, salici, platani, pioppi e il sambuco che bordano l’alveo, rendono grazioso il paesaggio agricolo della pianura ben coltivata e fa sembrare meno egoistico il rapporto con l’ambiente, con il fiume.

Il Mella con il suo carattere impetuoso, facile di piene improvvise, ha scavato nei secoli un avvallamento che crea una depressione ai margini del paese.   Il fiume è sicuramente stato importante nella vita degli uomini sin da epoche lontane, molti indizi delle prime aree abitative in epoche precedenti alla centuriazione romana sono ipotizzabili. Rari sono i reperti giunti sino a noi, ma sicuramente l’uomo conosceva queste zone sin dalla preistoria.  Sepolture con materiali ceramici dell’età del bronzo, fondi di capanne, arnesi, ritornati alla luce nell’area fra Manerbio e Pavone Mella ne confermano l’ipotesi.

È quasi sicuro invece che Cigole fosse un porto fluviale sulla via del sale.  Ai tempi della centuriazione romana il Mella era un fiume navigabile, il sale partiva dal mar Adriatico per risalire lungo il Po e i suoi affluenti per rifornire col prezioso elemento, l’oro bianco, gli agglomerati abitativi della pianura.

Nel 1500 il re di Francia Luigi XII e duca di Milano, che sottrasse le terre bresciane alla Serenissima repubblica di Venezia, fu largo verso i suoi fautori e per le famiglie nobili a lui favorevoli.  Tomaso Cigola, (de Cegulis) detto lo Zingaro, cavaliere e scudiero del re, venne investito della signoria del castello e delle terre di Cigole, Zigoli al tempo. Al ritorno della Serenissima il feudo non venne riconosciuto e il castello cadde nel silenzio e nella rovina.

La dinastia di Tomaso Cigola si protrasse per due secoli, il casato lasciò un impronta importante nel feudo, nel ‘700 fece costruire un palazzo, una maestosa dimora signorile tutt’ora al centro del borgo rurale. Rimaneggiato nei secoli e passato a vari eredi di nobile casato della Bassa Bresciana.

Martinoni Luigi, conte di nobile famiglia di antica origine bergamasca, comperò dai fratelli Martinengo Cesaresco, nel 1860, il palazzo Cigola. Uno dei figli, Camillo, divenne sindaco di Cigole e uomo ben voluto dai cittadini. Il palazzo fu venduto all’amministrazione comunale nel 1984, da un successore della famiglia, altro Martinoni Luigi, al comune e diventato poi nel 1987 sede del Municipio e dei servizi pubblici.

Un progetto di recupero della gentilizia dimora si è steso, come colpi di pennello d’artista, sul nobile palazzo nel cuore del paese di Cigole. Un parsimonioso recupero architettonico, mediante un cauto e accurato lavoro di restauro conservativo, ha tolto il velo pallido del tempo, ha spolverato i segni dell’usura per riportare la gentilizia villa alla splendore del passato.

Il palazzo Cigola-Martinoni, recuperato agli antichi splendori, è al centro di una rete di attività storico-culturali, artistiche e turistiche della pianura bresciana.

Vocazione della “Fondazione Pianura Bresciana” nata nel gennaio del 2002,  si propone, sin dalla nascita, di pianificare un ambizioso progetto allargato e compartecipe con gli altre fondazioni, associazioni e centri museali per far vivere  iniziative ad ampio spettro culturale, artistico e progettuale agro-economico, per valorizzare parchi naturali, beni culturali, promuovendo arti e mestieri, prodotti tipici perché anche la Bassa Pianura Bresciana e la sua millenaria cultura possano divenire motivo di forte interesse turistico, stimolo vivo per un pubblico eterogeneo con particolare attenzione agli studenti delle scuole.