Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Oltre ottanta i bambini della scuola paritaria della Fondazione Manziana di Crema che, assieme alle loro insegnanti, hanno trascorso la giornata di mercoledì 24 maggio alla fattoria didattica dell’Apiflor, in piazza Garibaldi a Pescarolo.

Una giornata in mezzo alla natura vissuta attraverso laboratori di osservazione interattivi con animali e manipolativi, precisa la responsabile Esterina. Un giorno che hanno vissuto da protagonisti immersi nel mondo agricolo di apiflor, costituito da api laboriose e animali simpatici, completato poi dalla realizzazione di lavoretti divertenti e educativi.

Proprio a chiusura della giornata Esterina ha sintetizzato con un cartellone il lavoro dell’ape indaffarata che, alla farfalla che le chiede perché non si ferma mai a parlare, risponde che lei non si stanca, il suo lavoro lo fa con tanta passione per fare poi del buon miele che piace tanto ai bambini.

Oltre a mettere a disposizione delle scolaresche, tramite la fattoria didattica, l’esperienza acquisita nella gestione delle api per fare del buon miele, Esterina precisa che oggi il futuro dell’azienda è gestito dalla figlia Irene che fin dalle scuole elementari aveva espresso il desiderio di lavorare nell’azienda.

A quello che potevo metterle a disposizione, con la mia esperienza – dice Esterina – Irene ha aggiunto un diploma di perito agrario, specifico nel settore agroalimentare, completato poi da vari corsi di specializzazione attraverso i quali ha conseguito anche il titolo di sommelier del miele, regolarmente iscritta all’albo nazionale, e le nozioni per fare da guida all’acquario del Po per le parti naturalistiche e di laboratorio“.

La sua volontà di fare – continua Esterina – ci ha portati ad avere oggi, oltre ad alcune postazioni di api sparse nella provincia,  anche una postazione a Terranova di Sibari in Calabria, vicino al mare. Questo è stato possibile grazie anche alla partecipazione, l’anno scorso, al mercato di “campagna amica” svoltasi in piazza Stradivari a Cremona, che ci ha dato la possibilità di conoscere il proprietario di un uliveto di 22.000 piante, con il quale si è avviato un dialogo di collaborazione che da parte nostra si concretizza con la vendita dei vari tipi di olio, da utilizzare ad esempio per lo svezzamento dei bambini, ricavati da quelle piante e della qualità del quale ci facciamo garanti, conoscendone la provenienza e i metodi di lavorazione”.

Un’esperienza non facile che – conclude Esterina – solo la volontà di una giovane poteva portare avanti, considerato che, come sempre, ci sono lati positivi ma anche negativi. Tra i primi, certamente il fatto che quel clima consente alle api di lavorare tutto l’anno, mentre da noi lavorano solo otto mesi; mentre i secondi sono legati proprio all’andamento della situazione climatica che, ad esempio nel 2016, non è stata favorevole“.