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martedì 22 maggio
Brescia – Abbiamo, tutti, paura. I nuovi fatti di cronaca, dal professore che dà ripetizioni all’alunna della moglie, e se ne innamora; al ragazzo che non vuole essere lasciato dalla donna che pensa di amare, agli adolescenti che uccidono l’anziana per soldi e per sentirsi “machi”: siamo circondati da persone che non conosciamo, di cui ci fidiamo ingenuamente.

L’animo umano è, per natura, fiducioso. Ma non sono questi i tempi in cui uscivamo di casa, lasciando la porta aperta, sicuri di ritrovare tutto a posto. Dobbiamo stare in campana, perennemente? Dobbiamo diffidare di tutti? E che vivere è? Poi, parliamo di stress e di come vincerlo. Ma diamoci, piuttosto, una regolata di quelle giuste.

Cominciamo ad insegnare ai figli il rispetto per le cose, per le persone, per la gli animali, l’ambiente… Rispetto. Manca solo questo, per poter di nuovo respirare la serenità. Possiamo farcela? Certo. Basta che ognuno di noi decida di cambiare, di poco, la propria vita.

Basta che impariamo a capire gli altri, anche dalla loro gestualità, da quello che NON dicono, piuttosto che da quello che fanno credere. Prendiamo il caso del professore di inglese: già la scorrettezza di dare lezione all’alunna della propria moglie la dice lunga… è una cosa deontologicamente scorretta. E’ un prendere dove non si dovrebbe. E poi, la ragazzina aveva già captato qualcosa, ne aveva parlato con una compagna, si dice. Ma perché non con sua madre?

Molto gioca, suppongo, il dolce narcisismo di un’adolescente che si vede oggetto di interesse da parte di un uomo maturo… ma la moglie, lei, non aveva capito nulla? Potremmo continuare all’infinito, elucubrando sui motivi e sugli scompensi, come quelli che un uomo sente per desiderare di avere una relazione con una ragazzina.

Ma preferisco puntare il dito su di una capacità (che si impara da piccoli) e che nessuno sembra capace di insegnare, oggi: la pazienza che è la base della sopportazione, che è il fondamento dell’autocontrollo, che è la prima pietra dell’autodisciplina. Non insegniamo più ad attendere, ad aspettare.

La vecchia frase “Tutto e subito”potrebbe essere lo slogan dell’oggi. Con le conseguenze che vediamo. Ma possiamo, ancora, agire, per le generazioni future. Per questa, l’unica è sperare. E stare molto, molto attenti. Che peccato.
(anna grasso rossetti)

Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.