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Le esperienze vissute da bambini e adolescenti nel primo anno di pandemia sono state raccolte nel nuovo rapportoVite a colori, presentato in questi giorni dall’UNICEF. Il Rapporto, risultato dal lavoro congiunto dell’Ufficio di Ricerca UNICEF Innocenti, del Programma UNICEF dell’Ufficio Regionale per l’Europa e l’Asia centrale in Italia e del Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione Onlus – e realizzato grazie al contributo dell’Ambasciata Britannica a Roma – racconta esperienze, percezioni ed opinioni di un gruppo di adolescenti sul primo anno di pandemia in Italia. “Vite a colori” vuole rappresentare la varietà delle storie ascoltate e dei punti di vista analizzati.

Tra i 114 partecipanti alla ricerca, tutti tra i 10 e i 19 anni, condotta tra febbraio e giugno 2021 in 16 regioni italiane, anche bambini e ragazzi che si identificano come LGBTQI+, minori stranieri non accompagnati (MSNA) e adolescenti con condizioni socioeconomiche svantaggiato. Il Rapporto in Italia fa parte di uno studio internazionale che ha coinvolto anche Angola, Canada, Lesotho e Madagascar.

Attraverso la metafora del surf, il rapporto interpreta le esperienze dei partecipanti alla ricerca come un percorso di crescita caratterizzato da un’improvvisa onda anomala – il Covid-19 – che ha invaso le vite di tutti, interrompendo molte delle loro attività e abitudini, riconfigurando gli spazi delle relazioni sociali. In questo scenario gli adolescenti sono costretti ad abbracciare la tavola da surf che hanno a disposizione per cercare di cavalcare l’onda, trovando modi per continuare a stare in piedi – e a galla.

Alcuni elementi di riflessione usciti dal Rapporto:

  • La pandemia da COVID-19 ha interrotto attività e abitudini, limitato la socialità, esponendo ragazze e ragazzi a sensazioni di stress e frustrazione;
  • Ha però riconfigurato spazi di socialità e interazione, stimolato la ricerca di nuovi interessi;
  • Ha lasciato più tempo per pensare, per pensarsi, per capire quali sono le cose che contano, e per acquisire nuove competenze.
  • Resta l’incertezza nei confronti del futuro. Il ritorno a una nuova “normalità” – e a un approccio meno individualista, più attento al benessere della collettività e caratterizzato da cura e rispetto reciproco – appare l’unica via percorribile.

 Vite a Colori narra anche di una “generazione di surfer”, con un’identità comune fatta di forti esperienze condivise legate alla pandemia, caratterizzata da fragilità e resilienza, dall’incertezza nei confronti del futuro e dal timore che la pandemia possa amplificare diseguaglianze esistenti e crearne di nuove.

Sulla base dei risultati discussi con bambine/i e ragazze/i, l’UNICEF propone una serie di raccomandazioni tra cui la necessità di: promuovere il benessere psicofisico e la salute mentale di adolescenti e giovani, così come da recenti Osservazioni Conclusive rivolte dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia all’Italia; ripensare l’istruzione e la didattica mettendo al centro le esigenze e i diritti degli studenti;  assicurare l’ascolto della voce dei giovani nei processi di costruzione del futuro post Covid-19 e nelle politiche e nei piani di riduzione della povertà a partire da quanto già previsto dal V Piano di azione sull’infanzia e l’adolescenza e cogliendo l’occasione dell’attuazione del Child Guarantee in Italia; favorire un approccio inclusivo e di contrasto a discriminazione e razzismo attraverso strumenti specifici integrati nei piani nazionali. Risulta importante infine promuovere analisi longitudinali per capire l’impatto di lungo periodo della pandemia, con uno sguardo particolare su gruppi specifici, considerati più vulnerabili.

Il rapporto Vite a Colori.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.