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Milano. Il No alla violenza sulle donne corre sul filo e si combatte a colpi di ferri e uncinetto. Con cinquemila coperte multicolore, stese in piazzetta Reale a Milano il 2 ottobre a formare una straordinaria installazione, si raccolgono fondi per reinserire nella società le donne che hanno subito violenza.

L’iniziativa nasce da un progetto di Viva Vittoria Milano, patrocinato dal Comune di Milano e sostenuto da Daria Colombo, Delegata del Sindaco per le Pari opportunità di genere e dall’Assessorato alla cultura. Chiunque potrà portare a casa una o più coperte versando un’offerta. L’intero ricavato andrà a Telefono Donna e Svs Donna aiuta donna onlus. Nel corso della manifestazione si terrà un’asta dove saranno proposte le coperte realizzate dalle mani più esperte.

Viva Vittoria è una onlus, nata a Brescia nel 2015 e guidata da Cristina Begni, Silvia Lumini e Roberta Palmieri, si prefigge di sensibilizzare l’opinione pubblica invitando alla partecipazione, all’unione e alla condivisione. Il quadrato realizzato da ciascuno e firmato con il proprio nome è il simbolo del No alla violenza; il filo rosso con cui vengono uniti a quattro a quattro in coperte è il simbolo dell’unione. La prima manifestazione si è tenuta in piazza Vittoria a Brescia con uno straordinario successo. Da allora il testimone è passato a venti città italiane, arrivando fino a Odenwald in Germania. Nel 2021 Viva Vittoria si terrà anche a Bologna, Roma, Sassari, Empoli e Varese.

Viva Vittoria (photo: Sandra Bassi)

Il via al progetto milanese contro la violenza sulle donne è stato dato nel gennaio del 2020 quando la onlus Viva Vittoria Brescia ha delegato Enrica Bologni (Parole e punti), Nicoletta Cobolli, Nicoletta Confalonieri (Sferruzzamente), Alba Gallizia e Ornella Turco a chiamare a raccolta i concittadini per realizzare uno o più quadrati di cm 50×50. Il messaggio ha catturato tantissime donne e uomini (anche fuori dai confini della città e all’estero) che hanno contribuito all’iniziativa realizzando i quadrati nei knit cafè, nei Centri Milano Donna del Comune e in decine di sedi associative e poi a casa, costretti dalla pandemia.

Spediti per posta o consegnati nei diversi negozi che si sono resi disponibili alla raccolta, i ventimila quadrati, firmati ciascuno con il nome di chi lo aveva realizzato, sono confluiti nello spazio di Viva Vittoria Milano in via Amatore Sciesa 20 (offerto da InvestiRE SGR/Fondazione Cà Granda) dove i volontari li hanno cuciti a quattro alla volta con un filo rosso a formare migliaia di coperte.

Viva Vittoria (photo: Sandra Bassi)

“L’anima di Viva Vittoria è al di sopra di qualsiasi forma di competizione, vanità, senso di possesso. Viva Vittoria costruisce relazioni, è una grande famiglia in evoluzione. E così, come in una famiglia e in una comunità, ci sono “regole” da rispettare per la salvaguardia del valore, della natura e dell’autenticità di ciò in cui crediamo.

Ogni passaggio dello sviluppo del progetto, dalla creazione del quadrato all’installazione, ha un valore che va al di là della sua espressione estetica. il quadrato in maglia rappresenta il “no alla violenza sulle donne” da parte della persona che l’ha realizzato; la firma sulla coperta è la sua dichiarazione personale. La scelta di utilizzare il filo rosso, del filato di lana e che sarà lo stesso da utilizzare per cucire tutte le coperte di tutti i progetti nelle diverse città, ha un grande significato: è il filo che unisce tutti gli uomini e le donne che hanno deciso di dire NO alla violenza sulle donne.

Viva Vittoria (photo: Sandra Bassi)

Ogni coperta deve essere rigorosamente composta dai quadrati realizzati da persone diverse perchè rappresenta la forza dell’unione, è il simbolo che insieme si può fare. perciò il “processo” coinvolge 4 persone, 1 per ogni quadrato, alle quali si aggiungono la quinta che cuce, la sesta che cuce l’etichetta, la settima che le sistema nelle scatole. questa è l’anima dell’opera relazionale condivisa che sta crescendo ogni giorno di più. e più cresce, più deve essere tutelata. è un grande lavoro per noi seguire tutte le città, ma tutti insieme, uniti dallo stesso obiettivo, faremo la più grande opera relazionale condivisa.”

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.