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Il 25 novembre 1960 a Santo Domingo, durante il regime di Rafael Leonidas Trujillo, vennero uccise a bastonate le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal.

La loro colpa era stata quella di aver combattuto per la libertà contro il regime di TruJillo, uno dei più spietati dell’America Latina.

Per ricordarle, dal 1999 le Nazioni Unite hanno reso istituzionale il 25 novembre invitando governi, organizzazioni e media a sensibilizzare la società sulla violenza di genere.

Il prossimo 25 novembre tutta Brescia si ritroverà in piazza Vittoria con Viva VittoriaQui sarà stesa una coperta immensa fatta da quadri a maglia e all’uncinetto lavorati dalle donne bresciane. Anche Cassa Padana ci sarà.

E’ recente l’indagine Istat sulla violenza delle donne dentro e fuori la famiglia commissionata dal Dipartimento delle Pari opportunità.

I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni. La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso anche in Italia: 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale.

Sono il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri. I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi.

Nonostante questi dati, emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine 2014: ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza.

E’ da questi presupposti che nasce VivaVittoria, un progetto di sensibilizzazione e condivisione sul tema della violenza delle donne, al fine di accrescere la consapevolezza riguardo questo problema che affligge la società moderna.

Il progetto prevede la copertura di Piazza Vittoria a Brescia e aree vicine, con un’enorme coperta realizzata a maglia, proprio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre di quest’anno.

Con la vendita delle coperte realizzate e delle immagini del diario fotografico, si raccoglieranno inoltre fondi da destinare a “Dimora” una casa di accoglienza per mamme e bambini, perché le donne ospiti possano diventare indipendenti nel lavoro, nella casa, nei propri bisogni.

L’opera finale sarà costituita da 15mila moduli. I moduli verranno uniti per realizzare coperte da un metro per ujn metro usando un filo rosso, espressione dell’arte come possibilità di relazione.Tutti insieme diventeranno un’immensa opera.

Anche la Valle Camonica partecipa a questo progetto e le filiali di Cassa Padana sono punti di raccolta sul territorio dei lavori realizzati a mano per un progetto di un territorio che si unisce per sensibilizzare e affrontare questo dramma, perché sempre più spesso le donne ed i bambini corrono rischi nel luogo in cui dovrebbero essere più al sicuro : la loro famiglia.

Realizzando a ferri o uncinetto moduli in maglia da cm 50 x 50 , aggiungendo la propria firma/logo in qualsiasi forma o modo. Se il nome non viene ricamato sul quadrotto va comunque indicato a parte.

Cotone, lana, colori vari devono essere espressione di artisticità di ognuno. I moduli devono essere consegnati sino alla fine di ottobre, presso le filiali della Cassa Padana – Area Camuna ( Edolo – Malonno – Ceto – Breno – Esine – Montecchio – Artogne – Rogno) che provvederanno ogni 15 del mese a farli pervenire alle organizzatrici dell’evento.Per saperne di più

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Sandra Bassi
Sandra Martina Bassi vive e lavora in Valle Camonica, attualmente vice responsabile d'area per Cassa Padana. Referente territoriale per il Centro Servizi per il Volontariato di Brescia, opera da anni nel campo del no profit per la valorizzazione del territorio e affiancando le associazioni sportive giovanili del proprio paese. Collabora con la redazione di Popolis dal 2010, in particolare raccontando gli eventi che riguardano la terra di origine.

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