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“Ora lavoriamo con i detenuti protetti, non più con quelli comuni. È una bella sfida, dobbiamo tutti rimetterci in gioco”.

Bruno Contigiani, presidente dell’associazione “Vivere con Lentezza” e direttore del mensile Numero Zero della Casa circondariale di Torre del Gallo di Pavia, racconta così la nuova esperienza nel carcere di Piacenza.

Gruppi di lettura ad alta voce con una decina di detenuti protetti, soprattutto sex offenders: “È molto diverso rapportarsi con loro: nella maggior parte dei casi sono persone di grande cultura, laureati, con un’attività professionale ben avviata.

Vivere con lentezza logoPersone che potrebbero essere tranquillamente nostri vicini di casa, che da un momento all’altro si sono trasformati in ‘lupi’. Italiani, stranieri, giovani, anziani, in carcere per scontare pene lunghe o lunghissime. Ovviamente, all’inizio, non chiediamo mai che reato hanno commesso: sono loro ad aprirsi, se e quando vogliono”.

Contigiani racconta che, spesso, i detenuti comuni mostrano un grande desiderio di farsi accettare dalle persone che vengono dall’’esterno’, mentre i protetti si pongono in un’altra condizione, quasi di ‘conquista’: “Hanno grande fiducia in sé, sono forti della loro cultura: il rapporto che si instaura si sviluppa così in condizioni diverse”.

Per il momento, Vivere con lentezza entrerà in carcere una volta ogni 15 giorni, nella speranza che poi gli incontri si intensifichino.

“L’estate, come il periodo natalizio, è il periodo peggiore per chi sta in carcere: il malessere fisico e psichico aumenta notevolmente, rendendosi talvolta insostenibile. Ovviamente, è anche il periodo in cui le attività nei penitenziari registrano una flessione: c’è grande turnover, il personale è poco e serve ottimizzare le forze.

Detto ciò, servirebbe aprire un’enorme riflessione anche sul tema della giustizia in Italia: scuola e carceri sono due realtà molto carenti. Entrambe hanno a che fare con l’educazione, ed entrambe non stanno vivendo un buon momento: servirebbe ripartire da qui”. 

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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