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Dopo avervi illustrato alcune differenze tra Cina e Italia è ora tempo di una analogia. Non senza rammarico ne ho infatti riscontata una che riguarda il fattore meteo. A Ningbo da lunedì a venerdì, ovvero per tutte le giornate lavorative, si è registrato bel tempo.

SMattei_cina4e non fosse per la permanente cappa di smog, potrei azzardare che sopra i grattacieli e oltre la coltre, ha brillato il sole primaverile. E sabato mattina indovinate un po che tempo fa? Ok, ok… ve lo dico io. Piove, esattamente e puntualmente come succede da noi nel week end. Il meteo quindi è democratico. Infatti è inclemente anche in Cina.

Per il mio primo fine settimana cinese avevo sondato e messo sul tavolo varie opzioni. Alla fine per il sabato, consigliato dalla mia guida Lorenzo che giustamente reclamava il meritato riposo, abbiamo optato, almeno fino al pomeriggio, per il dolce far niente. Per la domenica invece ci attende la gita fuori porta a visitare le bellezze storiche della vicina Shaoxing (vicina si fa per dire visto che dista 120 km…ma per i cinesi questa è una distanza risibile).

Fedele all’accordo verbale stipulato con Lorenzo, mi alzo un poco più tardi rispetto al mio orario fisiologico (le 6…). Ma alle 08.30 dopo avere fatto colazione sto già scalpitando tra le pareti della camera. Guardo fuori e nonostante il cielo plumbeo non scorgo più ombrelli aperti per strada. Decido allora di approfittare della tregua concessa dalla pioggia e di concedermi una piccola passeggiata. Scortato dall’ombrello pieghevole e dalla mia fedele pipa che qui in Cina ha già trovato diversi ammiratori, varco baldanzoso la porta girevole dell’hotel, incurante delle probabili intemperie. E subito mi si presenta un primo inghippo. Si ok ma adesso… dove vado?

4 (1)Guardo la strada e stimo mentalmente la lunghezza del percorso che vorrei fare (preferibilmente a corto raggio visto che inizio a muovere i primi passi in autonomia). Decido così su due piedi, di andare a sinistra verso la periferia. Dopo poche centinaia di metri mi ritrovo in un piccolo parco. Qui sono stati piantumati arbusti ed alberi che hanno il loro bel da fare per contribuire a trasformare in ossigeno l’anidride carbonica di cui Ningbo è prolifica produttrice.

Come se non bastasse l’inquinamento locale, accendo la pipa, entrando così a mio modo in sintonia con il contesto. Percorro quindi un vialetto ingentilito da decorazioni ottenute con la sapiente posa di ciottoli dalle cromie diverse. Tra le varie decorazioni ne scorgo alcune che ricordano vagamente il simbolo ancestrale del sole delle Alpi. Terminato il parco, scarto ancora a sinistra in direzione del fiume. Sento il tabacco crepitare gioioso nel fornello e ho la piacevole sensazione di sciogliermi negli umori di Ningbo (preciso al riguardo, solo per non essere frainteso, che il tabacco è privo di qualsivoglia sostanza psicotropa). Passo sul fianco di un forum che dalla struttura metallica ricorda vagamente una coccinella.

4 (3)Dai cartelloni esposti deduco che all’interno si stia celebrando un evento per appassionati di videogame e i rumori assordanti, da bolgia infernale, che vi provengono denotano il coinvolgimento e l’entusiasmo degli adepti. Alcuni giovani sono intenti all’ingresso a fotografarsi e notandomi passare ne approfittano per immortalarmi divertiti. Finita la mia passerella holliwoodiana, costeggio il grande fiume che attraversa Ningbo, nel quale scorrono torbide acque dal colore giallastro, tendente al verdognolo.

Ai lati vi sono delle grandi imbarcazioni attraccate e noto su una di queste alcuni uomini in divisa, credo possano essere militari, intenti a caricare dei pesantissimi bidoni. 4 (4)Decido di non fare e non farmi troppe domande sul contenuto dei bidoni e mi allontano dagli sguardi, fattisi sospettosi, con l’intento anche di rifuggire la pioggia che nel frattempo ha ripreso a cadere. Cerco e trovo quindi riparo in un bellissimo locale all’interno di un fabbricato di inizi ‘900, in passato sede di azienda tessile e recentemente oggetto di intelligente recupero.

Il locale è finemente arredato in stile vintage di gusto occidentale. Al termine di un vero e proprio cerimoniale durato alcuni minuti mi viene servito un cappuccino finemente decorato che si rivela al palato davvero sublime. In sottofondo scorrono dai diffusori stereo canzoni internazionali e dentro di me fa capolino, l’infido tarlo della nostalgia. Dopo una sontuosa California Dreamin‘ ecco ad affondare il colpo letale, una beffarda November Rain dei Guns ‘N Roses. Guardo la tazza vuota sul tavolino, poi fuori dalla finestra la pioggia battente. Pare proprio di essere sotto la pioggia a novembre.

4 (10)Il pensiero vola a casa, a mia moglie e ai miei figli lontani e una calda lacrima abbandonando delicatamente il margine interno dell’occhio destro, scendendo furtiva sul viso, vi scava un caldo sentiero. Decido di reagire e mi riprendo quasi subito dal languore dedicandomi alla consultazione di alcuni bei libri presenti nel locale. Tra libri di cucina, locali, arte e viaggi ne trovo un paio davvero interessanti. Il primo ricco di illustrazioni è impaginato rispetto ai nostri al contrario (con la pagina bianca a destra) e pubblica foto di vecchie scatole di fiammiferi giapponesi.

4 (8)Il secondo contiene una raccolta di disegni fatti da bambini della scuola primaria che probabilmente hanno partecipato ad un concorso. Il foglio da disegno in Cina ha un formato diverso rispetto al nostro A4 o ai nostri comuni fogli da disegno. La forma del rettangolo risulta infatti molto accentuata e questo probabilmente, sia che il foglio venga usato in orizzontale o in verticale, comporta la necessità che fin dalla tenera età ci si debba confrontare con la prospettiva, sviluppandone precocemente il senso.

Con queste belle immagini impresse negli occhi e nella mente rientro in hotel non prima di avere immortalato alcuni fotografi sorpresi alla sprovvista mentre sono intenti a fotografare delle bottiglie di acqua. 4 (12)Scatto la foto e penso soddisfatto… chi di macchina fotografica ferisce di macchina fotografica perisce. E infatti quando mi giro in direzione della hall, mi accorgo che molto probabilmente un provetto fotografo mi ha restituito lo sgarro proprio mentre fotografavo i suoi colleghi. Touché…

Ripercorrendo mentalmente il tragitto seguito, mi rendo conto di avere fatto in realtà un percorso ad anello di poche centinaia di metri. Eppure anche questa breve escursione mi ha offerto interessantissimi spunti di riflessione sulla Cina contemporanea, solo in apparenza così simile all’occidente. Infatti la sua cultura millenaria a poco a poco sta venendo a galla, svelando la propria unicità.
Zai jian (a risentirci…)

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Giuseppe Mattei
Valtrumplino. Laureato in giurisprudenza, prima ancora bancario. Vanta velleità letterarie e artistiche, infatti scrive e scolpisce (legno) solo a tempo perso... Coniugatosi nel secolo scorso è padre di quattro figli: Serena, Letizia, Michele e Luca. Ovvero i soli "pezzi unici" davvero ben riusciti.

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