Metti una filastrocca ed un teatro che non c’è più.
Un bravo attore e la sua brillante compagnia.
Lo spettacolo è assicurato anche in quell’altrove memorialistico dove può ancora essere rappresentato.

E’ questo il caso di un pubblico intrattenimento avvenuto a Brescia nella metà degli anni Cinquanta, con l’allora ancora giovane Walter Chiari e con altri affermati esponenti dell’arte teatrale italiana di quel tempo.

Ne riferiva il “Giornale di Brescia” di sabato 05 maggio 1956, pubblicando, a tale riguardo, che: “Walter Chiari e Campanini martedì all’Odeon. La brillantissima rivista “Oh quante figlie Madama Dorè” con i ben noti attori Walter Chiari, Carlo Campanini, Bice Valori ed uno stuolo di comprimari ammirati, andrà in scena all’Odeon in un’unica rappresentazione, martedì 8 corr. alle ore 21,15. Le prenotazioni si ricevono alla cassa del teatro dalle ore 8 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 22”.

Notizia nella notizia, tale informazione documentava il florido ambito di assidua attività del teatro in questione, ora, però, inesistente, ma, nella memoria di quei giorni, coincidente, nei suoi spazi, a quella sede che, attualmente, di un supermercato, a sua volta situato al posto di un altro ancora, risulta corrispondente, come spiega l’Enciclopedia Bresciana di mons. Antonio Fappani: “Odeon, cinema-teatro: costruito al posto di casa Rampini gravemente lesa dai bombardamenti fra via Porcellaga e via Malvezzi e inaugurato il 20 settembre 1947; ritenuto a Brescia fra i migliori del tempo, aveva duemila posti a sedere. Ne furono progettisti l’arch. Renzo Beretta di Milano e l’ing Gino Casnighi, ditta costruttrice l’impresa S.A.C.E.B.. In seguito fu sostituito dall’UPIM”.

La “due tempi” di Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (1924–1991), e dello sceneggiatore Italo Terzoli (1924 – 2008), evocava, nel titolo, quell’omonima filastrocca di pubblico dominio che, tuttora, ha una maggior fama propria, rispetto all’interpretazione, invece, datale dal comico, giunto per l’occasione a Brescia, e dal resto degli attori, con lui, a vario titolo ed in ruoli diversi, impegnati nella briosa proposta allestita sul palcoscenico del teatro cittadino, quale luogo di riferimento vissuto anche nel rilievo che la stampa locale vi attribuiva, a motivo della sollecitudine culturale indirizzata a divulgare ciò che, di tale realtà in costante movimento, poteva apparire maggiormente significativo.

Il “Giornale di Brescia”, pubblicato mercoledì 9 maggio 1956, non mancava di riferire, all’indomani dello spettacolo stesso, alcune considerazioni relative alla possibile mediazione di una critica, redatta a lettura complessiva di una serie di aspetti emersi nel corso di una diretta partecipazione all’evento teatrale, poi riassunto, da un non meglio esplicitato cronista, secondo una sua argomentata visione personale: “Ultime teatrali. Walter Chiari applaudito in una sua rivista all’Odeon. Il fugace passaggio dal teatro Odeon di Walter Chiari – stasera non c’è replica – ha fatto accorrere nella sala di via Fratelli Porcellaga un pubblico folto che alla rivista “oh quante belle figlie Madama Dorè” si è alquanto divertito , ha riso con una certa frequenza e non ha lesinato gli applausi, pur non mostrando un eccessivo calore nei consensi. Il copione è di Terzoli con rafforzamenti e aggiunte dello stesso Chiari che preferisce figurare col solo nome. Niente di peregrino, ma qualche quadro è azzeccato, qualche sketch raggiunge l’effetto per il quale è stato ideato e scritto. Innegabilmente il Chiari ha una sua comicità, un suo modo di porgere la battuta, di tornirla, di renderla colorita ed efficace. Adesso egli indulge – non sorrida per questo verbo il nostro “eroe” – verso il tipo che crea, se, così si può dire, la parodia di sé stesso, di un Walter Chiari proiettato nelle macchiette e nei personaggi che va interpretando. Anche ieri sera, ha ottenuto successo, specialmente là dove gioca con motivi di scoperta ironia intellettualistica. Al suo fianco, Carlo Campanini si è prodigato senza riserve e più d’una volta la loro collaborazione ha dato buoni risultati. La rivista, sfruttando temi d’un trasfigurato mondo di ieri, è un po’ stanca, nel primo tempo, e migliore nel secondo che può vantare un bozzetto alla Peynet – il delizioso caricaturista francese – davvero prezioso. Il reparto femminile allinea una soubrette maliziosa con Gay Pearl e le fervorose prestazioni di Bice Valori, Maria Pia Trepaoli e Anna Sora. Nicola Roany ha raccolto vivi battimani come acrobata. Le ripetute coreografie firmate di Gisa Geart non sono sempre all’altezza dello sforzo produttivo per il quale si compongono alla ribalta. Piuttosto scialbi i finali e un poco abusato il quadro del “Moulin Rouge”. Dopo l’inizio incerto, l’orchestrina diretta da Pasquale Fucilli, autore anche delle facili musichette, si è ripresa. D’ordinaria amministrazione la messinscena. Alg.”.

Al di là della messa in pagina di questa partecipe e minuziosa valutazione critica che, a certe note elogiative, sembrava aprire pure ad altro genere di sfumature descrittive, nei confronti di un personaggio destinato, invece, nel tempo da allora in poi a venire, ad avere ancora molto da dire, pare che lo stesso Walter Chiari fosse già stato a Brescia, prima di tale appuntamento, per la partecipazione all’inaugurazione del teatro dove, circa un decennio dopo, avrebbe rappresentato lo spettacolo fedelmente documentato dalla precedente citazione.

E’ un’analoga fonte giornalistica, datata 20 settembre 1947, che è in grado di attestarlo, nella quale a tale proposito, in un sopravvissuto esemplare originale del quotidiano, corrispondente al periodo specifico che a tale evento risulta attinente, si può leggere che: “Stasera si inaugura il cineteatro Odeon. Il cineteatro Odeon aprirà stasera i suoi battenti. Allo spettacolo inaugurale prenderanno parte la prima ballerina della Scala: Wanda Sciaccaluga, il primo ballerino del teatro dell’Opera di Roma, Ugo Dall’Ara, Walter Chiari, Silvana Fioresi, il balletto Hungaria dell’Opera di Budapest, per la prima volta in Italia, i fantasisti della Compagnia Totò, la troupe Horse Buggi e l’orchestra ritmo-sinfonica dell’Odeon di Milano, diretta dal maestro Martinelli. Il maestro Dino Solari, coreografo della Compagnia di Wanda Osiris, curerà l’allestimento. Regista, il noto autore di riviste Marcello Marchesi. Presentatori saranno Fausto Tommei e Walter Marcheselli. Seguirà, in prima visione, il film “Intermezzo matrimoniale” con Robert Donat. Alle signore verranno offerti omaggi floreali e profumi. Il teatro per lo spettacolo di stasera, è tutto esaurito. Senza prenotazioni e con lo stesso programma verranno dati tre spettacoli domani e due lunedì o martedì”.

Tra le altre notizie di quei frangenti, pubblicate in riferimento alla “cronaca della città”, nell’incorniciare l’avvento di un nuovo spazio teatrale, concretizzatosi un paio d’anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, si profilava anche la disponibilità di un annullo filatelico, predisposto per il convegno del Partito Repubblicano a Brescia, dando pure eco alle rimostranze degli abitanti del quartiere cittadino “I° Maggio” per l’assenza di illuminazione pubblica nella loro zona, non tralasciando di segnalare, secondo una diversa traccia locale, un’adunanza al civico Ateneo, per una borsa di studio assicurata dalla “Società Stabilimento S. Eustacchio”, mentre, su altro versante, ecco l’imminenza di un convegno per gli apicoltori e la distribuzione della “carne argentina per reduci e ferrovieri”, messa a disposizione dalla “Commissione Pontificia”, nei termini di “un chilo di carne congelata” da quel Paese del Sud America, da dove, molti anni più in là, in una simile assonanza con la figura del pontefice, giungerà in Vaticano un porporato che muterà la propria investitura con quella dell’elezione al Soglio di Pietro, su mandato di un invocato Spirito Santo, per mano della maggioranza cardinalizia .