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“(…) Chi è più forte di un vigile urbano? Ferma un tram con una mano. Con un dito, calmo e sereno, tiene indietro un autotreno (…)” scriveva, in “Filastrocche in cielo e in terra” (1960), Gianni Rodari, trattando, fra l’altro, una varietà di ruoli, messi in rima, dove l’eco di un’altra nota caratterizzazione, vestita e calzata nei panni di tutt’altra istituzione, poteva, invece, fare profilare lo spazio evocativo per una diversa suggestione: “Nessuno benedice come un cardinale che, nello zaffiro e nell’oro, stringe l’anulare”.

Citazioni a parte, sembra che, di un tipo di anello del genere, realizzato con l’accennata pietra preziosa, se ne fosse occupata la stampa, mediante le precisazioni di una serie di particolari, anche in occasione del concistoro del 1946, nel ricorrere al contestuale riscontro di varie curiosità, a questo avvenimento, ritenute, comunque, marginali.

Sulla prima pagina de “Il Giornale di Brescia” del 2 gennaio 1946 si annunciava la prossimità dell’evento, accompagnandolo a certi aspetti presi a riferimento: “In attesa del Concistoro. 32 zaffiri e un chilo d’oro per gli anelli dei nuovi Cardinali. Ogni corredo costerà un milione. Roma, 1 gennaio. Trentadue zaffiri e circa un chilo d’oro saranno acquistati in questi giorni dal Vaticano – scrive un giornale romano – per fare gli anelli dei nuovi cardinali. Ogni anello conterrà incastonata una reliquia di santo. Questa è la parte più preziosa del corredo dei nuovi insigniti all’altissima dignità. Ma altre necessità connesse con l’elevazione alla porpora si presentano, in questi giorni, con difficoltà non facilmente superabili nel presente momento. La prima consiste nella fornitura delle sete. Queste, nello speciale tipo necessario, sono oggi addirittura una rarità, nello sconvolto commercio europeo. Le quattro o cinque sartorie di Roma, fornitrici dei Principi della Chiesa, hanno già inviato loro agenti nelle varie province allo scopo di acquistare qualsiasi materiale possano trovare a condizione che le stoffe corrispondano, come tessuto e come sfumatura, al colore tipico prescritto. Intanto, i Vescovi che sono eletti al Sacro Collegio arriveranno a Roma con alcuni giorni d’anticipo, per entrare in possesso del loro guardaroba completo che importa una spesa individuale di quasi un milione di lire”.

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Cifra, in quell’anno, approssimativamente pari alla somma dello stipendio mensile di circa un centinaio di operai generici, che era preventivata, nell’articolo menzionato, sulla linea presunta di un totale, ammontante alla complessità di ogni corredo cardinalizio a cui pure si aggiungeva il fatto che “ogni nuovo cardinale parteciperà alla cerimonia col suo segretario privato e con alcuni dei suoi più stretti parenti ed amici. Probabilmente alcuni di essi saranno a capo di piccoli pellegrinaggi, così che, si ritiene che non meno di 500 persone arriveranno a Roma dai più lontani e differenti Paesi”.

Se, qualche anno più in là, rispetto a quei giorni, Bruce Marshall (1899–1987) scriverà il libro dal titolo “Ad ogni uomo un soldo” (To every man a penny, 1949), ispirato, fra l’altro, a valori di amore verso il prossimo, interpretati dal sacerdote protagonista del romanzo stesso, sembra che, alla vigilia del conclave del 1946, l’informazione che lo riguardava inducesse ad appurare, secondo tutt’altra espressione, che uno zaffiro andasse ad ogni cardinale.

Tra i segni esteriori di tale prestigiosa promozione, era spiegato che, alla porpora cardinalizia non corrispondesse il rubino, ma lo zaffiro, suo parente costoso, della famiglia delle pietre preziose che, ad ogni eminenza, era riservato di avere al dito.

A prescindere da un mero abbellimento personale, il gioiello che, sulla mano destra, andava sull’anulare, era considerato come una specifica tipicità riconducibile a quella natura ecclesiale che, al “principe della Chiesa”, ne definiva uno fra i simboli propri di un’immagine ormai assodata anche a livello popolare.

Primo, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ed anche primo evento del genere rivelatosi determinante a creare un Sacro Collegio dove i cardinali italiani, da storica maggioranza assoluta, sono stati numericamente ridimensionati a maggioranza relativa, il Concistoro, presieduto da papa Pio XII, il 18 febbraio 1946 ha comportato la creazione di 32 nuovi cardinali, fra i quali l’argentino Antonio Caggiano (1889 – 1979), vescovo di Rosario, ed il statunitense Fransis Joseph Spellman (1889 – 1967), arcivescovo di New York .

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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