Tempo di lettura: 5 minuti

Brescia- Un pensiero al giorno che instilla, alla fugace quotidianità, una riflessione particolare.
Un uniforme sviluppo lessicale giornalmente cadenzato in una diluita intensità che inizia con la cronologica numerazione di gennaio, per concludersi puntualmente con le pagine dedicate al mese di dicembre, attraversando l’intero arco dell’anno, secondo un diversificato compendio di idee, brillantemente rappresentato.

La scansione del calendario pare assimilata entro quella funzionale formula espressiva nella quale il sistematico corso del tempo è valorizzato da una rispettiva considerazione di libero accostamento, confezionata in un’efficace soluzione di ampio assortimento, dove una costruttiva focalizzazione di incisivo sgrossamento, rispetto alle stratificazioni possibili di uno speculare argomento, interagisce nei molteplici temi che vi si trovano tradotti un immediato pronunciamento.

zibaldoneLa varietà e la compiutezza dei concetti trattati hanno rispettivamente ispirato il titolo “Zibaldone pret a porter”, evocativo, in parte, della denominazione posta in capo alla nota raccolta letteraria a firma di Giacomo Leopardi, e pure significativo, nell’invece invalsa espressione francese di “pret a porter”, del significato di pronto all’uso, secondo un riferimento pure adattato a quella diffusa contemporaneità persistente che delinea, ormai, nel nesso connotativo dello straripante insieme maggioritario delle pertinenze in dotazione al vivere quotidiano, la funzionalità operativa che ad una data necessità, corrisponde la risoluzione effettiva di una codificata risposta risolutiva, per il suo consono soddisfacimento.

Se una raccolta scritta si diluisce in un diversificato profilo contenutistico, la versatile modalità espositiva del testo che, in questo caso, ne struttura il taglio pubblicistico, si esplica in un omogeneo incedere stilistico che assolve, attraverso la pratica immediatezza spicciola dell’essenzialità, la portata di un messaggio somministrato in un facile registro linguistico.

Come, fra l’altro, afferma l’autrice, si tratta di un libro che “è nato così, dal cuore, dall’anima, dall’esercizio non banale e non scontato della sintesi verbale ed esistenziale”.

Carla Boroni, laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Brescia e in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma, evidenzia gli ingredienti fondamentali, per questa sequenza di brevi riflessioni, nelle caratteristiche di spontaneità e di impegno, condensate nel riflesso di una autentica introspezione personale, nell’essere, al tempo stesso, fattibili di una condivisione plurale, per la soluzione compositiva di quest’opera esplicativa, posta in calce alla feconda peculiarità narrativa che si colloca nella apprezzata serie della pluriennale collana editoriale “Fluo”, realizzata dalla “Compagnia della Stampa“, nell’ambito della quale, per la stessa autrice, le pubblicazioni realizzate sono, ormai, prossime alla decina: “Sette per quattro”, “Per un moderno galateo”, “Parole chiave per capirsi”, “Il Principe azzurro è morto….e neanche Cenerentola sta tanto bene”, “Coraggiosamente flou”, “Sfogliami! Dizionarietto delle emozioni”, “L’etimo (s)fuggente. Divagazioni su cibo…”, “Parole d’asporto”, “Zibaldone pret – a porter”.

Analogamente a quelli precedenti che sono stati via via promossi in tale collana, ispirata alla parola “fluo” con il significato di “sfumato”, “velato” come un colore cangiante catturato dalla resa di un effetto pastello ad esso proporzionato, questo libro, a tinta unita blu di copertina che lo differenzia, anche per questo aspetto, dagli altri, per una diversa scelta cromatica connotativa, è stato ideato nell’ambito di una puntualizzazione femminile, circa la propria dedicazione argomentativa che, in ogni caso, travalica un mero genere d’appartenenza, offrendo un variegato spazio di riscontro argomentativo a cui l’ispirazione di fondo deroga il proprio pragmatico estro complessivo.

Nella prerogativa di questo praticato settore editoriale, Carla Boroni, docente di letteratura italiana e didattica della lingua italiana alla facoltà di Scienze della formazione nell’Università Cattolica e presidente del Teatro Stabile di Brescia (CTB) scrive, fra altre sue considerazioni espresse nell’introduzione a questo volume, che “amo i libri di questa collana e penso che continuerò ad amarli, perchè dentro ci sono io (in modo autentico) e il mondo che guardo, vedo, immagino, amo e non amo. E posso già dire che tutto ciò vale in modo particolare per questo libro del quale sento profondamente ogni passaggio perchè ogni frase è nata da una riflessione, da qualcosa che mi ha fatto crescere, mi ha rimesso in discussione, mi ha fatto sentire una persona diversa”.

gitti e boroni
Carla Boroni e Roberto Gitti

“Zibaldone pret a porter”, uscito in stampa, per l’editing editoriale di Nicoletta Rodella, in prossimità della sentita ricorrenza che anche il calendario del 2016 ha circoscritto alla “festa della donna”, in ordine alla vissuta tradizione di una esclusiva attinenza, è stato, in tale periodo, presentato a Marcheno, con la partecipazione, fra gli altri, dell’editore Eugenio Massetti, mentre, fra chi è intervenuto a regia della manifestazione, anche Roberto Gitti, già sindaco della stessa comunità valtrumplina e pure autore di un contributo introduttivo all’opera stessa dove, insieme ad altre considerazioni, spiega che “si tratta, in effetti, di una raccolta di aforismi in cui prende forma un universo di pensieri che si possono seguire attraverso il filo dell’empatia, condividendone intuizioni e visioni, simpatie e idiosincrasie, gioie e dolori”.

Specificandone, al tempo stesso, la messa al bando degli accenti propri dell’indifferenza e del cinismo, relativamente a questo libro tascabile in cui, fra l’altro, la presenza dell’evolversi di una immagine fotografica in bianco e nero, recante un medesimo soggetto considerato ne ritma, di una pianticella in vaso, un progressivo svelamento pittorescamente documentato, mediante le immagini di quanto, della stessa, alle stagioni è rapportato, Roberto Gitti pure sottolinea al lettore che “Sono parole, quelle contenute in questo libro, che provengono da un’intelligenza sensibile che, quando scrive, non pensa né pro né contro, ma sempre dialetticamente e sempre col cuore”.

Un centinaio di pagine ascrive i 366 giorni di un anno bisestile ad uno strumento di lettura sensibile, per l’interazione con un efficace metodo di esposizione che, nella quotidiana proposta sistematica delle giornate, dipana il proprio ricco scibile.

Venature poetiche del tipo, “Alberi e mari respiravano con noi in armonia. Che meraviglia i miti antichi!”, si avvicendano ad altre diverse esternazioni, ispirate anche a consigli, per utili indicazioni, come nel caso di “Appena riconosciamo nella mente pensieri disturbanti, dobbiamo rifiutarli e scegliere un altro film, un altro pensiero”, mentre altre considerazioni sono pure affidate ad eloquenti citazioni, tratte, ad esempio, dal repertorio papale di recenti affermazioni, funzionali a partecipare un autorevole stimolo di confronto allo sfondo di peculiari manifestazioni della società, anche culturalmente contraddistinta da incongruenti contrapposizioni: “Chi affida le sue ricchezze al denaro può rendere la religione un’agenzia di assicurazioni”, e pure a detta di papa Francesco, “Io predico il Vangelo. Se i comunisti dicono le stesse cose, sono loro che adottano il Vangelo”, in relazione ad una scuola di pensiero che, nel frammento di una analoga divagazione, emerge nell’estemporanea visione raccolta, fra le pagine, per il tramite di un altro metodo di citazione: “Il comunismo in Italia – ci ha confidato Ennio Flaiano – è stato un movimento letterario”.

Carla Boroni che, a Brescia, nello stesso anno di edizione del libro è stata, con altre personalità, insignita del “Premio Brescianità”, ha posto, ad esordio della pubblicazione, l’esplicita predilezione verso la scelta di un preferenziale mentore della sua stessa creativa ispirazione, scrivendo che “Dedico questo libro a chi si sforza di guardare il mondo con occhi buoni”.

Un auspicio che pare incontrasi con le parole espresse da Roberto Gitti, nell’accennata sua prefazione: “La vita quotidiana, nella sua tendenza a pesare, ci schiaccia con malinconia verso la mediocrità. Alcuni di questi pensieri ci spronano invece ad essere felici, a non precipitare in una disperante e mediocre desolazione”.

CONDIVIDI
Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *