Verona – “Un certo clima”. Gli anni ‘70 a Verona è un ciclo nato dall’incontro di due ricerche, la prima sulla galleria Linea ‘70 e due mostre realizzate a cura di InHabitat, una allestita da Habita83 e una nella Protomoteca della Biblioteca Civica, la seconda sull’opera di Dario Tenuti, pubblicata in una monografia a cura dell’Associazione Mario Salazzari.
Lo scultore veronese proprio di quella galleria Linea ’70 era stato iniziale fondatore insieme ad altri artisti. E “Un certo clima” è stato il titolo di una mostra collettiva che si tenne alla Linea ’70 verso la fine del decennio.
Un titolo che si è scelto di citare in questa occasione proprio con l’idea di ritrovare lo spirito di quel tempo, dove la cultura si esprimeva tra le persone e a partire dalle persone, potenzialmente libera da condizionamenti del mercato e istituzionali, mossa da esigenze di democratizzazione e di coinvolgimento, con iniziative che nascevano “dal basso”. È nata così l’idea di rievocare un decennio carico di fermenti e di seguire le tracce di quanto accadeva a Verona in quegli anni.
Dopo gli artisti, i galleristi, la musica pop e folk, la canzone d’autore, la lirica, il cinema, l’associazionismo, la cultura socialmente impegnata e politicamente connotata, in questo quinto incontro Enrico de Angelis, grazie alla collaborazione con Isabella Caserta per il Teatro/Laboratorio, riprendendo la rievocazione di una memorabile stagione musicale già citata nei suoi precedenti interventi in Biblioteca Civica, documenterà quell’iniziativa con storici reperti audio registrati all’epoca dal vivo: si tratta della lunga rassegna “Incontri con i cantautori italiani”, voluta da Ezio Maria Caserta e curata da de Angelis col marchio del Club Tenco, che si tenne fra il ’76 e il ’77 nella stazione della Funicolare di Castel San Pietro, allora sede del Teatro/Laboratorio, in piazzetta Fontanelle Santo Stefano.
In quel glorioso e affascinante teatrino d’avanguardia sfilarono, da novembre a maggio, 25 cantautori di prestigio per un totale di 37 concerti, con grande riscontro del pubblico veronese, non ancora abituato a un’offerta così massiccia e selezionata di “canzone d’autore”.
Citiamo solo alcuni dei nomi che furono in cartellone: oltre all’immenso Léo Ferré, unico artista non italiano, cantarono Paolo Conte (al primo concerto della sua vita), Roberto Benigni (allora cantautore oltre che attore), Francesco Guccini (oggetto a Verona dell’unico episodio di contestazione da lui vissuto, da parte di frange estremiste dei cosiddetti “autoriduttori”), una pressoché sconosciuta Gianna Nannini, e poi ancora Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Angelo Branduardi, Giovanna Marini, Gualtiero Bertelli, Ivan Della Mea e tanti altri.
Quasi tutte le serate vennero registrate in audio, e in quest’occasione del 26 giugno una scelta di frammenti da quelle performance verrà proposta all’ascolto (o al riascolto, per quelli che già erano presenti allora a teatro) del pubblico.
Si potranno così rivivere, selezionati tra le registrazioni live di alcuni dei più amati fra quegli artisti, momenti toccanti o divertenti, entusiasmanti o sorprendenti, comunque rispecchianti, dalla prospettiva veronese, una significativa fase artistica, culturale e sociale di quegli anni ’70.

