Brescia – Tanto ricca è la stagione culturale e artistica 2026 dei Musei Civici, del Castello di Brescia e del cinema Nuovo Eden, Istituzioni gestite da Fondazione Brescia Musei in accordo con il Comune di Brescia.
Il programma 2026 di Brescia Musei si inserisce in una strategia complessiva dell’ente, orientata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino, al rinnovamento e all’aggiornamento dei musei, nonché alla rigenerazione dei percorsi espositivi.
Lo sviluppo del progetto del Teatro romano, che dal 2022 impegna l’Istituzione culturale bresciana, rappresenterà la costante che accompagnerà Fondazione Brescia Musei per tutto il 2026. Nel corso dell’anno, infatti, Fondazione condurrà l’iter che porterà all’individuazione del soggetto progettuale incaricato di realizzare il PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica), passaggio fondamentale per il proseguimento dell’intervento emblematico di conservazione e valorizzazione nel sito archeologico di Brixia Parco archeologico di Brescia romana, finalizzato alla realizzazione del nuovo “teatro di pietra” nel parco archeologico di Brescia romana.
Fanno parte integrante del programma 2026 i progetti espositivi inaugurati nel 2025 e tutt’ora in corso. Si ricordano le mostre al Museo di Santa Giulia, GUIDO CREPAX. Sogni, Giochi, Valentina. 1953-2003, a cura di Alberto Fiz e Ilaria Bignotti, (fino al 15 febbraio), Mondi, viaggi, storie… e poi c’è Jacovitti! Le illustrazioni dall’archivio di Editrice La Scuola, a cura di Michela Valotti, con la collaborazione di Anna Piergentili (fino al 15 febbraio) e Material for an exhibition, a cura di Sara Alberani (fino al 22 febbraio); in Pinacoteca Tosio Martinengo, Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde a cura di Gianni Papi, (Pinacoteca Tosio Martinengo, fino al 15 febbraio) e a cui è dedicata una giornata di studi in programma il prossimo 12 febbraio e Pieter Paul Rubens. Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo, a cura di Gianluca Zanelli e Marie Luce Repetto, Pinacoteca Tosio Martinengo, che sarà prorogata fino al 1 marzo, al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia L’abito di Anita Garibaldi e Elogio della Diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani (entrambe fino al 15 febbraio), oltre a Victoria Mater. L’idolo e l’icona. Installazione di Francesco Vezzoli, in programma fino al 12 aprile a Brixia. Parco archeologico di Brescia romana.
Fulcro della stagione sarà la ricorrenza del Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium di Brescia, luogo in cui era custodita la celebre Vittoria Alata. Avviate lo scorso dicembre con l’inaugurazione del progetto Idoli di bronzo, che ha visto l’apertura di due progetti espositivi, uno a Brescia, tutt’ora in corso, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona (Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, visitabile fino al 12 aprile) e uno a Firenze, dal titolo Icone di potere e bellezza (Museo Archeologico Nazionale, fino al 9 aprile), le celebrazioni culmineranno il 20 luglio, anniversario del “ritrovamento dei ritrovamenti” per la storia della città.
La statua della Vittoria Alata, insieme a sei teste di età imperiale e a centinaia di reperti bronzei, emersi durante gli scavi condotti dai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia fu infatti ritrovata in un’intercapedine dell’antico tempio, dove probabilmente i bronzi erano stati occultati per sottrarli a distruzione. Nel 1826 l’entusiasmo suscitato dalla scoperta fu tale da convincere Luigi Basiletti a mettere su carta il progetto per il Museo della città: comincia così un racconto lungo 200 anni, che dal primo nucleo germinale – il Museo Patrio ospitato nel Capitolium appositamente ricostruito – porta fino ai nostri giorni. Un evento fatidico che sarà ricordato dalla grande mostra di autunno.
Questa ricorrenza rappresenta per Fondazione Brescia Musei un’occasione privilegiata per riportare al centro della propria narrazione il cuore del patrimonio culturale cittadino, articolando un calendario di iniziative dedicate alla sua valorizzazione e al suo racconto. Tra queste spiccano ad aprile l’installazione della Nike metafisica di Francesco Vezzoli, finissage della mostra Victoria Mater. L’idolo e l’icona, e che arricchirà il Viridarium, Parco delle sculture del Museo di Santa Giulia, portando a cinque il numero delle opere lì allestite; e i due progetti espositivi dedicati al capolavoro simbolo della città.
A luglio, inaugurerà l’esposizione La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e una eterna bellezza, a cura di Giovanna Calvenzi, che darà ufficialmente il via agli eventi per il festeggiamento del ritrovamento della Vittoria Alata e che raccoglie raccoglie le opere fotografiche di 40 grandi fotografi italiani che si sono cimentati con l’immagine della Vittoria Alata, osservata da mille angolature, reinterpretata e riletta in un omaggio sincero, spontaneo e ammirato, in cui l’arte contemporanea si confronta con l’antico e lo riconosce come fonte di ispirazione. Tra i fotografi esposti Gianni Berengo Gardin, Francesco Cito, Bonomo Faita e Ferdinando Scianna.
Ad ottobre aprirà al pubblico la grande mostra dedicata ai duecento anni delle collezioni civiche bresciane: Noi siamo la forza del passato. 1826-2026: 200 anni, 200 storie, a cura di Roberta D’Adda e Stefano Karadjov, un progetto espositivo che accoglierà 200 storie: di oggetti e di persone, di luoghi e di idee, in un intreccio che ha dato vita ai musei come oggi li conosciamo e a molti, molti altri musei possibili che sono esistiti, che potrebbero esistere, che esisteranno. Il percorso infatti si baserà esclusivamente sulle opere abitualmente custodite nei depositi e sul potere che esse hanno di evocare e rappresentare le aspirazioni, i vanti e le memorie di una comunità intera.
Accanto alle mostre in programma, Fondazione Brescia Musei propone un percorso di avvicinamento per affinare e educare lo sguardo all’archeologia bresciana contemporanea, affrontando le pratiche di scavo, conservazione, restituzione e valorizzazione e comprendere come il passato continui a dialogare con la comunità di oggi: è in quest’ottica che si propone un corso di archeologia, curato da Aurora Raimondi Cominesi, in programma dal 13 marzo al 18 maggio, Il deposito dei bronzi di Brescia: intrecci d’identità.
Sei le lezioni che storici dell’arte e archeologi dedicheranno proprio ai 200 anni del ritrovamento della Vittoria Alata e del deposito bronzeo. Il programma si aprirà con un’introduzione sul ritrovamento dei bronzi e sulla nascita di un’archeologia collettiva bresciana, tra passato e presente, per poi approfondire il tema delle Vittorie Alate di Brescia e di Calvatone, analizzandone interpretazioni e riletture nel tempo.
Le lezioni proseguiranno esplorando il ruolo dei grandi ritrovamenti archeologici come simboli identitari, il valore dei ritratti imperiali come narrazione corale della vita pubblica e il complesso tema dell’identità femminile attraverso la figura della dama Flavia.
Le altre grandi mostre della stagione
A marzo, immancabile l’appuntamento con la grande fotografia internazionale: nel 2026 sarà protagonista Bruce Gilden, al quale Fondazione Brescia Musei dedicherà un progetto espositivo inedito e originale, presentato per la prima volta in Italia a Brescia, composto dalla monografica dedicata all’artista – A closer look, al Museo di Santa Giulia – e da una installazione site specific – Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo – per rende omaggio alla carriera di uno dei maestri della Street Photography.
L’iniziativa, curata da Denis Curti e sviluppata in collaborazione diretta con l’artista, organizzata dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Magnum Photos, rappresenta un progetto di respiro internazionale e uno degli appuntamenti più significativi della IX edizione del Brescia Photo Festival (26–29 marzo 2026), promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei in collaborazione con la Cavallerizza – Centro della fotografia italiana, e prosegue il filone di ricerca sui fotografi contemporanei statunitensi avviato nel 2023 con David LaChapelle e proseguito nel 2025 con Joel Meyerowitz.
Il progetto Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Come da tradizione, a giugno, invece, verrà inaugurata una nuova tappa di Palcoscenici Archeologici, il progetto che Fondazione Brescia Musei dedica al dialogo tra il patrimonio storico e archeologico bresciano e alcune delle più significative esperienze dell’arte contemporanea e che prevede l’installazione, site specific, di opere di artisti contemporanei storicizzati all’interno del patrimonio archeologico per valorizzarlo e darne anche una narrazione contemporanea.
Il progetto del 2026 sarà la mostra Franca Ghitti, a cura di Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia e in collaborazione con la professoressa Maria Luisa Ardizzone, che porterà in città l’alfabeto visivo dell’artista bresciana. L’esposizione vedrà al Museo di Santa Giulia un nucleo di opere altamente rappresentativo della sua produzione, dando vita a un percorso inedito e stratificato, scandito dai grandi paesaggi mentali dell’artista.
L’arte di Franca Ghitti (Erbanno 1932 – Brescia 2012) non rappresenta, ma agisce nello spazio, nutrendolo di una densità vitale e simbolica che richiama quelli che l’artista definiva “Altri Alfabeti”: tracce di lingue, saperi e forme dell’esistenza sedimentate nel tempo. Attraverso il suo lavoro, Ghitti ha costruito scandisce una storia delle strutture dell’esperienza umana, a partire da una lettura profonda e sensibile dei valori culturali della sua terra d’origine.
In quest’ottica, la mostra prosegue il percorso avviato da Fondazione Brescia Musei e legato alla valorizzazione di affermati artisti bresciani legati al territorio – come fu per lo scultore Giuseppe Bergomi (Giuseppe Bergomi. Sculture 1982/2024, Castello di Brescia, Museo di Santa Giulia) – capaci, attraverso la loro arte, di dar forma a un linguaggio artistico originale, aggiornato alle tendenze dell’epoca, e di ampio respiro.
È in questa prospettiva, strettamente legata alla valorizzazione del patrimonio identitario della città, grazie al potenziamento del dialogo tra opere, luoghi e narrazioni storiche, che si inserisce la mostra organizzata a Palazzo Tosio insieme al Comune di Brescia e all’Ateneo di Brescia, accademia di scienze, lettere ed arti, con la collaborazione della Fondazione Ugo da Como, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Zanardelli, Giuseppe Zanardelli (1826 – 1903). Statista, politico e uomo di cultura, dedicata alla figura dello statista, protagonista della vita politica e culturale dell’Italia post-unitaria, in un dialogo tra dimensione locale e orizzonte nazionale. La mostra sarà accompagnata da un catalogo editato nei tipi di Fondazione Brescia Musei (Skira editore) e da un quaderno – Giuseppe Zanardelli. Itinerari, a cura di Alessandro Bertoli– che ripropone il fortunato format sperimentato nel 2025 a proposito del focus su Arnaldo da Brescia: una guida ai luoghi della città che raccontano il segno tangibile lasciato dallo statista nello spazio urbano.
Fondazione Brescia Musei conferma anche per il 2026 il proprio impegno a fare del Castello di Brescia un luogo di riferimento vivo e riconoscibile per la città, valorizzandone il ruolo strategico grazie al traino dei musei ospitati all’interno delle mura della fortezza, il Museo delle Armi Luigi Marzoli e il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, e mantenendo lo spazio costantemente attivo attraverso un’articolata proposta di eventi capace di dialogare con pubblici diversi.
Dopo il grande apprezzamento registrato nelle edizioni precedenti, torna la settima edizione di We Love Castello, di Kitchen Events, con i format più amati – Belvedere 360 – il foodtruck restaurant con menù sempre nuovi e originali, Cage 9 – il locale allestito negli spazi della Fossa Viscontea e Main stage– l’area che ospita festival, concerti e grandi eventi speciali, allestita nel Bastione di San Marco. Alla grande kermesse estiva si affianca Mysteria Light Festival, organizzato in collaborazione con Cieli Vibranti e Scena Urbana, che, dal 4 al 9 novembre, tornerà a illuminare il Castello di Brescia con un suggestivo itinerario tra installazioni video e opere di light art, invitando il pubblico a esplorare i temi del fantastico in uno dei luoghi simbolo della città. Il 2026 sarà anche l’anno in cui verrà completata l’installazione e valorizzazione della nuova segnaletica WAY FINDING con impianti accessibili e tattili, oltre che testuali, sulla Strada del Soccorso (in collaborazione con il FAI – I luoghi del cuore e Intesa Sanpaolo), e sulla restante area del castello a completamento del percorso Cidneo per tutti (che ha visto la collaborazione dell’architetto Ivana Passamani, insieme a Club Lions della Circoscrizione di Brescia, Amici del Cidneo e l’Unione Italiana Ciechi).

