Cremona – E’ dal 1962 che si celebra la Giornata Mondiale del Teatro, un evento particolarmente caro anche alla UILT / Unione Italiana Libero Teatro, la federazione nazionale di ben 870 compagnie amatoriali per oltre 18mila soci.
E come di consueto, la struttura regionale lombarda ha promosso un evento anche qui in città, con il patrocinio del Comune di Cremona e di Confcommercio Cultura, e con la collaborazione della compagnia QU.EM. quintelemento, la cui sede, il Centro Culturale Next o NexTeatro, non a caso fa parte del circuito internazionale delle diciotto “Sedi itineranti” della Fondazione Barba Varley, presieduta dal grande maestro di teatro Eugenio Barba.
Il luogo prescelto è il magnifico Museo Archeologico San Lorenzo, grazie alla direttrice
Marina Volonté, sempre disponibile ad aprire le porte del museo a proposte innovative,
diverse, mai scontate. Ed il 28 marzo sarà ancora la compagnia QUEM a varcarne le
soglie, ma questa volta con un nuova proposta: una ‘installazione-in-movimento’ , vale a
dire un incrocio multidisciplinare fra video-arte e teatro, musica e poesia, teatro-danza e
drammaturgia, che vedrà all’opera ben diciassette performer, fra attori e danzatrici, a cui si
aggiungeranno anche due voci in e fuori campo.
La performance inizierà alle ore 18, ad ingresso libero, con il titolo «Sulle ali delle parole».

Il tema di fondo, ci spiega la direttrice artistica Francesca Rizzi, “è il grande problema della
libertà, perchè purtroppo essa non solo è negata a miliardi di persone, ma perché anche
dove le condizioni sono diverse, la sua effettiva possibilità spesso è più apparente che
reale. I condizionamenti si insinuano in modo sottile ma con conseguenze pesanti; anche
le nostre società più evolute sono compresse da gabbie nascoste, che a volte costruiamo
noi stessi. L’omologazione, il conformismo, l’adeguamento allo status quo sono difficili da
scardinare, spesso perchè noi, che pure ne siamo vittime, finiamo per non volerlo”.
Senza svelare nulla, possiamo dire che gli attori reciteranno ognuno un testo diverso (in
gran parte di Dostoevskji), in modo reiterato, a voce bassa, di modo che gli spettatori
dovranno avvicinarsi a loro, uno dopo l’altro, per poter ascoltare ciò che dicono.
“Abbiamo scelto questa modalità – ci dice Danio Belloni, direttore tecnico – perchè per noi è sempre fondamentale coinvolgere il pubblico in modo più diretto. Gli spettacoli, nel nostro Centro, sono racchiusi in uno spazio ridotto, tale da avvicinare l’attore e lo spettatore praticamente a tu per tu. Con questa installazione diamo al pubblico l’opportunità di scegliere quale attore ascoltare per primo (e poi magari riascoltare), secondo una sequenza non preordinata… ma come poi diverrà chiaro, senza che questo pregiudichi la comprensione del senso globale dei testi, perché sono tra loro strettamente connessi anche in ordine, per così dire, casuale”.
«Sulle ali delle parole» coinvolgerà a vario titolo diciannove performer: Gabriella Aceto,
Michela Barbisotti, Gabriele Bodini, Filippo Cattadori, Ersin Drndar, Eloisa Martino,
Marco Mastronicola, Laura Perlasca, Elena Soldi, Giuseppe Tacchi, Isabella Vercelli
(attori), Simona Antonietti, Clotilde Elena Caiazza, Ilaria Checchi, Stefania Rifici,
Valentina Rizzi, Roberta Schiavi (danzatrici), Danio Belloni e Paolo Ascagni (voci). La
regia sarà curata da Francesca Rizzi, la direzione tecnica da Danio Belloni.

