Parma – Per celebrare la Pasqua, il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” offre alla città un doppio concerto nella Cattedrale di Santa Maria Assunta con il Requiem in re minore K 626 di Wolfgang Amadeus Mozart, interpretato da Orchestra, Solisti e Coro del Conservatorio, oltre 150 musicisti diretti da Carla Delfrate.
L’evento è realizzato grazie alla collaborazione con la Diocesi di Parma, il Capitolo della Basilica Cattedrale e la Fabbriceria della Basilica Cattedrale. L’esecuzione sarà preceduta da una meditazione del Vescovo Mons. Enrico Solmi.
In scena, in veste di solisti, Lisa Lotti e Eunji Jeong (soprani), Ilariandrea Tomasoni e Valentina Ferrarese (contralti), Jacopo Grenti (tenore), Rongqing Shen (basso). Il coro è preparato da Maria Carmela De Cicco e Ilaria Poldi.
«Il rapporto di Mozart con la morte si modificò nel tempo. – spiega Carla Delfrate – Nel suo Requiem tutto questo si manifesta in maniera chiara e sublime: la consolazione della fede, la paura dell’ignoto, la speranza nella luce eterna… Mai uomo era riuscito ad esprimere con tanta sincerità e immediatezza i grandi temi della vita e della morte».
Nel 2026, il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma, diretto dal M° Massimo Felici, compie duecento anni di attività, e la produzione del Requiem è una delle numerose occasioni di grande rilievo realizzate grazie a una consolidata cooperazione con le principali istituzioni e realtà culturali del territorio: importantissima, in particolare, la cooperazione con la Fondazione Teatro Regio di Parma e con la Fondazione Arturo Toscanini nel supporto alle Borse dottorali di ricerca artistica, novità assoluta nell’ambito dell’alta formazione universitaria, nei campi della performance, della tutela del patrimonio musicale e delle nuove tecnologie applicate alla musica, i cui esiti porteranno alla realizzazione di nuove produzioni originali.
Altra importante sinergia, in occasione della cerimonia voluta dalla Prefettura di Parma per celebrare gli 80 anni dalla nascita della Repubblica italiana, il 2 giugno alle 10.30 presso l’Auditorium Paganini, l’Orchestra del Conservatorio si esibirà per il Concerto per la Festa della Repubblica con un programma interamente dedicato a compositori italiani, realizzato in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini.
L’ingresso è libero con obbligo di prenotazione (info: biglietteria della Fondazione Arturo Toscanini, tel. 0521 391339, e-mail biglietteria@latoscanini.it).
In estate, grazie alle intese consolidate con il Comune di Parma e la Casa della Musica, i migliori studenti del Conservatorio saranno protagonisti anche nel variegato programma artistico di “Giugno di note” e in una serie di interventi finalizzati a valorizzare i luoghi storici del territorio e a incentivare l’offerta e la presenza di musica nei quartieri della città.
Ancora in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini, dal 20 al 30 luglio si svolgerà “In Orchestra”, laboratorio di formazione orchestrale nell’ambito della “Toscanini Academy”, che culminerà in un concerto finale il 30 luglio: il programma prevede la Sinfonia n. 4 “Italiana” op. 90 di Felix Mendelssohn‑Bartholdy e la Sinfonia n. 9 “Dal Nuovo Mondo” op. 95 di Antonín Dvořák.
Nel 2026, inoltre, il Conservatorio sarà sede di “Crescendo”, un progetto che raccoglierà in due periodi intensivi, dal 15 al 24 aprile e dal 23 al 31 ottobre 2026, una serie di attività formative nel segmento dell’eccellenza, con Masterclass e Seminari a cura di oltre venti docenti ed esperti di fama internazionale e provenienti da prestigiose istituzioni musicali italiane e straniere, come i pianisti Kostantin Bogino e Pietro De Maria, i violinisti Sergej Krylov e Mihaela Costea, i chitarristi Pablo Marquez e Petra Polackova, i cantanti Laura Catrani e Leonardo De Lisi.
“Crescendo” si apre con il workshop internazionale di Ear Training “Sentiamoci a Parma” in Auditorium del Carmine, dal 15 al 18 aprile.
Ancora per l’occasione del Bicentenario, fortemente voluta dal Presidente del Conservatorio Andrea Mora, in autunno si realizzerà una Rassegna organistica che, grazie all’impegno degli studenti e dei docenti del Conservatorio e con la partecipazione di alcuni ospiti speciali, darà vita a un itinerario dedicato agli organi della città e del territorio parmense, in gran parte strumenti di eccezionale importanza storica.
Ultimo grande evento dell’anno, dall’1 al 6 dicembre 2026 si svolgerà la dodicesima edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Franz Liszt” – Premio “Mario Zanfi”, competizione che dal 1981 attrae giovani pianisti di talento da tutto il mondo. La fase finale del Concorso si svolgerà nell’Auditorium del Carmine e presso l’Auditorium Paganini di Parma, liberamente aperta al pubblico.
Il logo del Bicentenario del Conservatorio è stato realizzato da Chiara Zambonini, selezionato tra i progetti elaborati dalla Classe 5^ A – sezione di Grafica – del Liceo Artistico Statale “Paolo Toschi”.
Fu Maria Luigia, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, a porre le basi del Conservatorio di Parma: con una risoluzione sovrana del 28 ottobre 1825, divenuta operativa il 1° gennaio 1826, stabiliva infatti il «mantenimento di sei Alunni fra i Ricoverati dell’Ospizio delle Arti in Parma, che si destinano ad ammaestrarsi nel canto». Istituzione assistenziale ed educativa nata per accogliere, mantenere e istruire i fanciulli orfani, l’Ospizio delle Arti aveva sede nel complesso dell’ex Convento del Carmine, edificio che ancora oggi ospita il Conservatorio.
Qui, a partire dal 1826 vennero selezionati gli allievi più dotati per ricevere l’insegnamento del canto, accanto allo studio di lettura, scrittura, aritmetica, lingua italiana e un’arte meccanica. Nel regolamento Maria Luigia scriveva: «Quando siano in grado di cantare colle regole dell’arte, potranno essere ammessi a cantare nelle Accademie di Corte, nella Cappella Ducale, e potranno cantare nelle funzioni di Chiesa e nel Teatro». Da quell’iniziativa nacque un’istituzione destinata a diventare uno dei principali centri italiani di Alta Formazione Artistica e Musicale: nel corso degli anni la scuola si aprì alla pratica strumentale e, nel 1888, l’Istituto fu tra i primi quattro conservatori in Italia a diventare istituzione statale.

