Brescia – La città presenta al pubblico il suo Piano Strategico della Cultura Brescia2030, il documento che raccoglie l’eredità di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023 e la trasforma in una politica strutturale e permanente.
Il titolo scelto per la serata — “Qui si fa la cultura” — è lo stesso che ha accompagnato il lungo percorso partecipato che ha attraversato la città da maggio a dicembre 2025, toccando quartieri, hub culturali e comunità. Un titolo che è insieme un’affermazione e un metodo: la cultura non si delega, si costruisce insieme, nei luoghi della vita quotidiana.
Sul palco del Teatro Borsoni di via Milano si incontreranno voci molto diverse, unite da un filo comune. Stefano Massini, drammaturgo e narratore tra i più riconoscibili del teatro civile contemporaneo, aprirà la serata con la lectio magistralis dal titolo “Il valore della cultura.”
Roberta Paltrinieri, sociologa dell’Università di Bologna e tra le principali studiose italiane di welfare culturale, offrirà la cornice teorica entro cui leggere Brescia come buona pratica europea. In un dialogo con Fondazione Cariplo verranno presentati gli interventi e i progetti a favore di giovani e cultura sul territorio della città.
Sara Tarout, mediatrice culturale di Spazio Lampo, porterà invece la voce del progetto “Unità, Comunità e Cultura”, il nucleo sperimentale di operatori con background migratorio che è uno dei cuori più innovativi del Piano.
Umberto Angelini, Sovrintendente del Teatro Grande di Brescia, e Frah Quintale, cantautore bresciano tra le voci più originali della scena italiana, completeranno il programma della serata che è già, di per sé, una dimostrazione di cosa significa fare cultura in modo plurale.
L’evento includerà anche un’installazione immersiva dedicata al futuro recupero del Teatro Romano, a cura del Collettivo Varius per la parte di visualizzazione e di Gabriele Mitelli con Fabrizio Saiu di Bao per la parte di sonorizzazione, oltre a un video omaggio a Jean-Luc Stote prodotto da Festa della Musica, per la regia di Moira della Fiore. Chiuderà la serata l’intervento della sindaca Laura Castelletti.
Drammaturgo, narratore e autore tra i più originali del panorama culturale italiano e internazionale, Stefano Massini è noto per la sua capacità di tradurre la complessità del presente in racconto. Le sue opere sono rappresentate in oltre quaranta Paesi. Voce tra le più riconoscibili del teatro civile contemporaneo, porta al Teatro Borsoni la lectio magistralis “Il valore della cultura” in apertura della serata.
Professoressa ordinaria di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e Vice Direttrice del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, Roberta Paltrinieri è tra le principali studiose italiane di welfare culturale, partecipazione civica e innovazione sociale. La sua riflessione – che indaga la cultura come ecosistema per la resilienza delle comunità e come infrastruttura trasversale alle politiche del benessere – offre la cornice teorica entro cui leggere il Piano Strategico della Cultura Brescia2030 come buona pratica di welfare culturale urbano.
Claudio Azzone è Presidente di Fondazione Cariplo, una delle più grandi fondazioni filantropiche europee, attiva nel sostenere progetti di utilità sociale nei campi della cultura, dell’ambiente, della ricerca e dei servizi alla persona. In occasione dell’evento, Fondazione Cariplo presenta il tavolo interassessorile Giovani e Cultura, sviluppato nell’ambito del Piano Strategico, che affronta in modo integrato le politiche culturali e giovanili della città.
Sara Tarout è mediatrice culturale di origine araba attiva a Brescia, opera con Spazio Lampo come figura di connessione tra comunità, culture e istituzioni. Porterà la voce del progetto Unità, Comunità e Cultura, uno degli assi del Piano Strategico, che costruisce ponti tra appartenenze diverse e promuove la cultura come strumento di coesione e riconoscimento reciproco.
Cantautore e rapper bresciano, nome d’arte di Francesco Servidei, Frah Quintale è una delle voci più originali della scena musicale italiana contemporanea. Nato a Brescia nel 1989, ha costruito un percorso artistico che intreccia hip-hop, indie e pop con una scrittura intensa e radicata nella sua città d’origine. La sua presenza è anche un segno: la cultura come linguaggio che attraversa generazioni, generi e confini.
Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione del Teatro Grande di Brescia – istituzione che sotto la sua guida è diventata uno dei riferimenti culturali più significativi del panorama italiano – Umberto Angelini è anche Direttore artistico del Triennale Milano Teatro. È stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese
BAO si propone come piattaforma di ricerca e sperimentazione artistica, offrendo interventi performativi e live set che stimolano partecipazione, formazione e costruzione di comunità attive e aperte. BAO si inserisce in un contesto di crescente consapevolezza del ruolo della cultura nella coesione sociale, promuovendo accessibilità, sensibilità ambientale e integrazione delle arti nella vita quotidiana, trasformando ogni intervento in un’occasione di esplorazione, scoperta e dialogo con il territorio.
Varius.Collective è un collettivo di creativi digitali nato nel 2022 all’interno dell’ambiente culturale di Progetto BAO. Il gruppo, formato da Edoardo Massenza Milani, Evelyn Fanchi, Giuseppe Guccione, Giacomo Paraninfo e una rete di professionisti e collaboratori esterni, dà forma a una ricerca fluida e in continuo divenire che trae la propria forza dall’eterogeneità di interessi, competenze e percorsi dei suoi componenti. Il collettivo progetta installazioni, video mapping/proiezioni e documenta con il proprio sguardo festival, movimenti e realtà del territorio bresciano, mantenendo un legame stretto con il mondo digitale e le controculture in IRL e in rete.
Varius si impegna a costruire esperienze artistiche e spazi di interazione dove tecnologia, creatività e comunità si incontrano e si contaminano, promuovendo la condivisione, l’accessibilità e la sperimentazione creativa e artistica rendendo accessibili le culture digitali e sfidando i confini tra arte e spazio, tra digitale e reale, tra luoghi convenzionali e non.


