Esine, Brescia – La storia dell’assistenza e della cura sanitaria in Vallecamonica nel corso dei secoli è tutta segnata da gesti di solidarietà umana e di carità cristiana, e ciò a partire almeno dall’epoca medioevale. Venire in soccorso degli ammalati e dei più deboli e prestare loro le cure necessarie è sempre stata una nota caratteristica del tessuto sociale locale da un millennio e oltre a questa parte.
Basterà richiamare il ruolo ricoperto dal cosiddetto “ospitale” di Valle, noto anche come “xenodochio di Malegno”, oggi Pia Fondazione, che affonda le sue radici nei primissimi secoli del secondo millennio. Presumibilmente si tratta della prima forma organizzata in Vallecamonica di assistenza agli ammalati in genere, con particolare riguardo ai colpiti da pestilenze ed epidemie di ogni tipo; un esempio di solidarietà umana che ancora oggi stupisce e fa riflettere.
Il 1992 è l’anno del grande salto della sanità camuna con l’apertura ufficiale, il 7 dicembre, del nuovissimo ospedale di Esine giunto a conclusione dopo dodici anni di lavoro e destinato ad accorpare le due struttura di Breno e di Darfo. Per la sanità camuna iniziava una stagione nuova, segnata dalla progressiva crescita, pur tra numerose difficoltà, dei diversi ambiti della prevenzione e della cura. Un percorso che va avanti ancora oggi e che rappresenta ormai un punto di riferimento importante per i camuni e per i residenti dei territori circostanti.
Anche questo capitolo più recente ha fatto registrare gesti di generosità da parte di singoli, enti ed istituzioni; non ultimo, se non in ordine di tempo, il “Fondo per la sanità e gli ospedali di Vallecamonica” costituito presso la Fondazione della Comunità Bresciana che nasce inizialmente per volontà e grazie alla generosità della famiglia Farisoglio di Breno in ricordo del figlio Sandro scomparso prematuramente nel gennaio del 2020.
E’ a questo fondo che Cassa Padana Bcc ha deciso di aderire. Ed è grazie a questo fondo se la Sala Parto del Presidio Ospedaliero di Esine sarà presto riqualificata.
Il progetto prevede una serie di interventi edilizi e impiantistici finalizzati all’ammodernamento funzionale ed estetico del reparto maternità, garantendo contestualmente la continuità dell’attività assistenziale. Tale riorganizzazione consentirà di concentrare tutte le attività del percorso nascita su un unico piano, evitando gli spostamenti tra diversi livelli e reparti oggi necessari, migliorando notevolmente la funzionalità degli spazi, con un servizio più efficiente e adeguato alle esigenti di pazienti e operatori sanitari.
Al Fondo nel suo complesso hanno dato un generoso sostegno altre realtà imprenditoriali e associative presenti sul territorio. Insomma, la catena della solidarietà continua nel tempo.

