A Brescia un Centro per la giustizia riparativa

Brescia – In via Sant’Antonio 16 è stato inaugurato il primo Centro per la giustizia riparativa di Brescia. Il servizio nasce nei locali che, fino a poco tempo fa, ospitavano il Centro di mediazione penale minorile, esperienza che – grazie alla riforma Cartabia del 2022 – è stato possibile far confluire nel Centro per la Giustizia Riparativa che ha esteso il proprio lavoro, prima nel solo ambito minorile, anche ai procedimenti ordinari.

Il Comune di Brescia è attivo in questo settore già dal 2008, precisamente nell’Ufficio per la Mediazione penale minorile attivato grazie a finanziamenti regionali. Pur nella discontinuità dei finanziamenti, l’Ufficio non ha mai smesso di operare e, dopo aver lavorato per due anni in forma ridotta, ora si amplia trasformandosi nel nuovo Centro di Giustizia riparativa, con la presenza di sei mediatori, come previsto dai livelli essenziali di prestazione.

La nuova realtà bresciana, formalmente attiva dall’1 aprile grazie alla sottoscrizione del Protocollo con il Ministero della Giustizia e il ricevimento dei relativi finanziamenti, affonda le proprie radici in un percorso già in parte avviato e consolidato grazie alla condivisione di sguardi e modalità operative con l’Autorità Giudiziaria, in modo particolare quella minorile, avvocati (Ordini e Camere Penali), Servizi della Giustizia (Ussm e Uddepe) e alcune realtà del privato sociale che hanno collaborato ai progetti precedenti.

Il Centro, che grazie ad un protocollo con l’Autorità Giudiziaria minorile ha sempre operato come Ufficio di mediazione penale minorile per l’intero distretto di Corte d’Appello, alla luce della nuova normativa non sarà più l’unica realtà del distretto, che vede da quest’anno anche la presenza del CGR di Bergamo.

Un contributo decisivo alla nascita del nuovo Centro arriva anche dalla Provincia di Brescia, che da oltre quindici anni sostiene in modo continuativo le attività di mediazione penale. Dal 2008 l’Ente è capofila del Protocollo di Intesa siglato con l’Autorità Giudiziaria minorile, rinnovato nel tempo.

In coerenza con l’Accordo di collaborazione approvato con Decreto del Presidente n. 194/2023, la Provincia mette a disposizione la sede di via Sant’Antonio 16 e garantisce la presenza di una mediatrice formata e con esperienza consolidata, impegnata sia nelle attività di mediazione sia nel coordinamento operativo. L’Ente assicura inoltre le dotazioni informatiche e logistiche necessarie. Questo apporto strutturale ha consentito di accompagnare in modo naturale il passaggio al nuovo modello previsto dalla riforma Cartabia, valorizzando un’esperienza riconosciuta a livello regionale e nazionale. Il Cgr è attualmente formato da sei mediatori esperti e può contare sull’operato di mediatori linguistico-culturali in caso di necessità.

Cos’è la Giustizia riparativa? Il titolo IV del decreto legislativo 150/2022 definisce e disciplina la Giustizia Riparativa in Italia, specificando che si intende come “ogni programma che consente alla vittima, alla persona indicata come autore dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo imparziale, adeguatamente formato, denominato mediatore”.

Ne sono destinatari le vittime di reato, le persone indicate come autore dell’offesa, altri soggetti appartenenti alla comunità quali i familiari di entrambe le parti, enti pubblici o associazioni, istituzioni, e comunque chiunque vi abbia interesse, senza alcuna limitazione di età, residenza, nazionalità. L’accesso è possibile su invio dell’Autorità Giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento penale, nella fase esecutiva della pena e della misura di sicurezza, dopo l’esecuzione delle stesse o all’esito di una sentenza di non luogo a procedere, senza preclusioni in relazione alla fattispecie di reato o alla sua gravità.

I principi a cui si conforma la Giustizia Riparativa sono: la partecipazione attiva e volontaria delle parti coinvolte, l’eguale considerazione dell’interesse della vittima del reato e della persona indicata come autore dell’offesa, il coinvolgimento della comunità, il consenso alla partecipazione, la riservatezza, la ragionevolezza e proporzionalità degli eventuali esiti riparativi consensualmente raggiunti, l’indipendenza dei mediatori e la loro equiprossimità rispetto ai partecipanti ai programmi, la garanzia del tempo necessario allo svolgimento di ciascun programma e la gratuità. A tal fine, la normativa istituisce i Centri di Giustizia Riparativa, strutture pubbliche convenzionate con il Ministero della Giustizia e in capo agli Enti Locali con la funzione di organizzare, gestire ed erogare programmi di giustizia riparativa.

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