Brescia – Ci sono festival a cui si partecipa. E poi ci sono festival che si attraversano, giorno dopo giorno, lasciandosi guidare. Jazz on the Road 2026 è un percorso pensato in ogni dettaglio: sei giornate che si snodano tra alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio: il Lago di Garda, le colline della Franciacorta, il cuore storico di Brescia, dove la musica non si limita a essere ascoltata, ma viene esaltata da contesti architettonici e paesaggistici scelti con cura.
Un progetto reso possibile grazie al sostegno e alla collaborazione dei Comuni di Brescia, Desenzano del Garda, Padenghe sul Garda e Gussago e della Fondazione ASM, nonché dei partner privati. che hanno scelto con entusiasmo di sostenere i nostri eventi. Grazie anche a queste collaborazioni, anche quest’anno 8 eventi su 12 saranno a ingresso gratuito e 4 a pagamento, con biglietti contenuti, in controtendenza rispetto al mercato del live italiano, per garantire un accesso reale e inclusivo: perché la Cultura, per la nostra Associazione, è in primis un bene da condividere.
Tutta la campagna promozionale del Festival è stata inoltre realizzata in collaborazione con LABA – Libera Accademia di Belle Arti, che ha curato l’intero progetto grafico dell’edizione 2026 attraverso un percorso condiviso che ha coinvolto attivamente docenti e studenti, trasformando la comunicazione visiva del Festival in un’esperienza formativa e creativa di grande valore.
Dal 10 all’11 luglio il sipario si apre sul lago di Garda con DOVE TUTTO HA INIZIO – Tra parola, canzone d’Autore e paesaggio.
Qui il Festival prende vita dove l’acqua incontra il cielo: il jazz si fa racconto, incontra la parola e la tradizione della canzone d’autore, iniziando il viaggio con una dimensione intima e profondamente evocativa.
Il 10 luglio a Padenghe sul Garda alle ore 21:30 in Piazza G. D’Annunzio, nella luce morbida della sera che si riflette sul lago, la voce di Karima inaugura il festival con un progetto che è già dichiarazione d’intenti: trasformare la canzone italiana in materia viva, aperta, capace di respirare attraverso l’improvvisazione. Accanto a lei, Piero Frassi, Gabriele Evangelista e Bernardo Guerra costruiscono un tessuto sonoro elegante e dinamico, in cui ogni brano diventa uno spazio da reinventare. Il concerto è ad ingresso gratuito. In caso di pioggia il concerto si terrà sempre a Padenghe presso la palestra comunale di Via Talina, 3.
Il giorno successivo, 11 luglio, per la prima volta a Desenzano sul Garda, e qui il Festival compie un primo movimento, quasi naturale: entra nella città, si anima, si espande. A Desenzano sul Garda la musica comincerà a scorrere dalle strade a partire dalle ore 19:00, con la parata della Rusty Brass Band che accompagnerà il pubblico per le vie del meraviglioso paese, per poi condurlo verso il Castello, trasformando il percorso stesso in esperienza. È all’interno delle mura che alle ore 21:30 la giornata troverà il suo centro emotivo con il concerto di Sergio Cammariere.
La sua musica, sospesa tra jazz e canzone, tra intimità e respiro orchestrale, crea uno spazio sonoro riconoscibile e profondamente umano. Non un semplice live, ma un momento di sospensione, in cui il tempo sembrerà rallentare. Attorno a lui, un ensemble di musicisti straordinari — Daniele Tittarelli, Roberto Gervasi, Giovanna Famulari, Luca Bulgarelli e Michele Santoleri — che amplificherà ogni sfumatura, trasformando la serata in un racconto collettivo.
Due giornate diverse, ma profondamente connesse: il lago, la parola, la melodia e l’improvvisazione. È l’inizio di un viaggio che invita già a non fermarsi.
Il concerto di Cammariere sarà a pagamento. E in caso di maltempo intenso tale da rendere impossibile lo svolgimento del concerto lo stesso sarà rinviato al 28 luglio nel medesimo luogo e ora.
Dal 12 al 13 luglio, il festival si sposta, poi, da Est a Ovest del nostro Territorio, in Franciacorta, precisamente a Gussago, che per l’occasione diventa
CUORE RITMICO, TRA BRASILE E SGUARDO FEMMINILE. Si cambia respiro e ritmo, qui il percorso si immerge nei colori e nelle poliritmie del Brasile, evocando uno degli incontri più iconici della storia della musica: quello tra Stan Getz e João Gilberto. Ma non è solo un omaggio: è una scelta precisa.
A Gussago, la musica brasiliana diventa anche spazio di espressione femminile, con progetti guidati da leader donne di altissimo livello.
Si parte il 12 luglio all’alba in uno dei luoghi più suggestivi e iconici del territorio: il Complesso Monumentale della Santissima. Qui alle 6:00 del mattino il progetto Babanaì accompagnerà il pubblico in un’esperienza quasi sospesa: tre musiciste — Barbara Casini, Anaïs Drago e Barbara Piperno — intrecceranno voci, strumenti e tradizioni in un dialogo delicatissimo con la natura. Non sarà solo un concerto, ma un un’esperienza immersiva in cui la musica nasce insieme alla luce.
A seguire, la giornata troverà una nuova energia sulla suggestiva scalinata della Chiesa di Santa Maria Assunta. Qui alle 21:30 il Brasile delle As Madalenas si accenderà di ritmo e profondità, guidato dalle due leader Cristina Renzetti e Tatiana Valle, affiancate da Ferruccio Spinetti, Roberto Taufic e Bruno Marcozzi, per un viaggio dentro la tradizione, ma anche nella sua continua trasformazione. I concerti del 12 sono ad ingresso gratuito.
In caso di pioggia: quello dell’alba si farà all’interno dell’Auditorium della Santissima, quello delle 21:30 presso la Sala Civica Togni di Gussago.
Il 13 luglio, il percorso si farà ancora più intimo, poetico e appassionante. Nel giardino di Villa Pace alle 21:30, la straordinaria cantante Maria Pia De Vito presenterà il suo ultimo lavoro “Buarqueana”: un omaggio a Chico Buarque che è tutto tranne che celebrativo in senso convenzionale. È piuttosto un attraversamento, una rilettura libera e profondamente personale, sostenuta dal dialogo con Roberto Taufic, Huw Warren e Roberto Rossi. Un concerto che invita all’ascolto profondo, alla parola che si fa suono e al suono che torna parola. Questo concerto è a pagamento. In caso di pioggia si terrà presso il palazzetto dello sport Corcione di Gussago.
Il 14 e 15 luglio il Festival approderà infine a Brescia dove completerà il suo viaggio con LA GRANDE NARRAZIONE DEL JAZZ – Dalla storia alle nuove frontiere, guidandoci in una dimensione più ampia: quella della storia narrata e raccontata, della memoria e delle nuove traiettorie del jazz. Qui il percorso diventerà ancor più esplicito: non singoli eventi, ma vere e proprie architetture narrative. Il 14 luglio l’esempio più chiaro e plastico di questa visione.
La giornata è stata pensata e costruita, infatti, come un unico grande omaggio a Miles Davis e John Coltrane, nel centenario della loro nascita. Tre momenti consecutivi per un unico filone narrativo, che accompagnerà il pubblico in un’esperienza progressiva. Si comincia alle ore 18:00, presso il cortile del Mo.Ca, con la parola del grande musicologo Stefano Zenni, che guida l’ascoltatore dentro “A Love Supreme”, uno dei capolavori assoluti del jazz. Poi alle 19:00 la musica dell’opera coltreniana prenderà forma nel medesimo luogo del Mo.Ca, con il quartetto di Nicholas Lecchi. Il giovane e talentuoso sassofonista – leader di una band composta da Alberto Forino: pianoforte, Marco Lenoci: contrabbasso e Francesco Cotugno: batteria – ci restituirà quella suite come esperienza viva, attuale, necessaria. I concerti al Mo.Ca sono ad ingresso gratuito. In caso di pioggia si terranno entrambi presso il Teatro Idra all’interno del Mo.Ca.
Infine alle 21:30, la serata si concluderà nel cortile del Palazzo Broletto, dove Roberto Gatto figura centrale del jazz italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, con una Band d’eccezione composta dal Grande sassofonista Pietro Tonolo, Alessandro Presti alla tromba, Alfonso Santimone al pianoforte e Gabriele Evangelista al contrabbasso, costruisce un dialogo potente e raffinato con il repertorio di Davis e Coltrane. Un concerto di altissimo livello artistico, tra passato e presente, che trasformerà l’omaggio in dialogo, in energia, in presenza scenica. Non è più solo memoria: è jazz che continua a vivere.
Il concerto al Broletto è a pagamento. In caso di pioggia si terrà presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia.
Il 15 luglio il Festival raccoglie questa sfida di raccontare il Jazz e la proietta nel presente. La giornata si apre alle ore 18:00 presso il cortile del Mo.Ca con una produzione originale del festival, “L’Imprescindibile Leggerezza del Jazz”, un progetto originale voluto e prodotto dalla nostra Associazione, scritto dal nostro consigliere Federico Buelli, che intreccia parola e musica in una forma narrativa unica, dando voce a un’idea di jazz come linguaggio capace di raccontare il mondo. Sul palco l’attrice Valeria Lotta sarà accompagnata da: Andrea Candeloro al pianoforte Paolo Malacarne alla tromba e Giulio Corini al contrabbasso.
Alle 19:00 il medesimo palco del Mo.Ca ci regalerà le emozioni del nuovo progetto del giovane sassofonista Lorenzo Simoni – stella nascente del panorama jazzistico europeo – che oltre alla partecipazione di giovani talenti vedrà la preziosa presenza del trombettista americano Jason Palmer. Un dialogo internazionale tra una delle voci più interessanti del jazz europeo e un protagonista della scena americana. I concerti al Mo.Ca sono ad ingresso gratuito. In caso di pioggia si terranno entrambi presso il Teatro idra all’interno del Mo.Ca.
Dal Mo.Ca ci sposteremo al cortile del palazzo del Broletto dove alle 21:30 la straordinaria bassista e cantante francese Sélène Saint-Aimé chiuderà questa edizione del Festival portando in scena il suo quintetto che ci regalerà un universo sonoro potente e identitario, dove il jazz si intreccia con le radici afro-caraibiche e con una ricerca contemporanea profonda. Il concerto al Broletto è a pagamento. In caso di pioggia si terrà presso l’Auditorium San Barnaba di Brescia.
Insomma questa XXIII edizione del FESTIVAL JAZZ ON THE ROAD sarà tutta da seguire, non da scegliere: non sarà semplicemente una somma di concerti bensì un percorso pensato, costruito, immaginato per essere vissuto nella sua interezza. Ogni giornata sarà un racconto. Ogni luogo sarà parte della musica. Ogni concerto sarà un passaggio necessario. E proprio per questo, il nostro invito non è scegliere cosa vedere, ma lasciarsi attraversare da tutto.
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