In Lombardia, per malghe e fattorie

Brescia – Malghe e fattorie rappresentano il cuore pulsante della cultura casearia di East Lombardy, con particolare riferimento alle province di Bergamo, Brescia e Cremona. Dagli alpeggi delle valli bergamasche e bresciane alle cascine della pianura cremonese, un patrimonio fatto di paesaggi, allevatori, casari e produzioni d’eccellenza che raccontano un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sulla tutela della biodiversità e sulla valorizzazione delle filiere a chilometro zero, in coerenza con il Manifesto del marchio che riunisce i quattro comuni della Lombardia Orientale nel segno della cultura gastronomica sostenibile ().

Malghe, cascine e aziende agricole rappresentano molto più di un luogo di produzione: contribuiscono alla conservazione del paesaggio montano e rurale, contrastano l’abbandono delle aree interne e custodiscono un sapere tramandato di generazione in generazione. Ogni estate gli alpeggi ricominciano a vivere grazie al ritorno delle mandrie ai pascoli, luoghi nei quali si producono, oltre al latte, anche formaggi dalle caratteristiche uniche, strettamente legate alla ricchezza botanica dei prati d’alta quota, mentre nelle cascine della pianura la tradizione continua attraverso filiere lattiero-casearie che rappresentano un’eccellenza del territorio.

Scegliere un formaggio prodotto direttamente nei luoghi di allevamento e trasformazione significa sostenere un’economia circolare che valorizza il lavoro degli allevatori, riduce le distanze tra produttore e consumatore e promuove una filiera corta capace di limitare l’impatto ambientale. Il concetto di chilometro zero trova proprio nelle vallate di East Lombardy una delle sue espressioni più autentiche: il latte viene trasformato direttamente nei luoghi di produzione, mantenendo intatte qualità organolettiche, freschezza e tipicità.

Le produzioni casearie di East Lombardy raccontano un patrimonio straordinariamente ricco che comprende formaggi d’alpeggio, grandi DOP conosciute a livello internazionale, produzioni delle cascine di pianura e specialità locali capaci di esprimere la varietà dei territori lombardi. Ogni forma racchiude il lavoro quotidiano di allevatori e casari, il valore della biodiversità e la volontà di preservare un’identità gastronomica che continua a rappresentare un importante motore di sviluppo turistico.

Visitare le malghe e le aziende agricole significa vivere un’esperienza immersiva, incontrare chi produce il formaggio, osservare la trasformazione del latte, conoscere gli animali al pascolo e degustare prodotti autentici nel luogo in cui nascono. Un turismo lento e consapevole che permette di riscoprire il legame profondo tra uomo, natura e tradizione, contribuendo allo sviluppo delle comunità montane.
Dalle Cheese Valleys bergamasche agli alpeggi della Valle Camonica, fino alla grande pianura cremonese, il patrimonio caseario diventa un filo conduttore capace di unire territori diversi sotto il segno dell’eccellenza, della tutela dell’ambiente e della valorizzazione delle produzioni locali. Un patrimonio da conoscere, degustare e preservare, perché in questi luoghi vive una parte essenziale dell’identità di East Lombardy.

Bergamo si distingue come autentica capitale del formaggio: dal 2019 è, infatti, Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, un riconoscimento ottenuto grazie al suo straordinario patrimonio caseario, unico in Italia e in Europa. La provincia può vantare 9 formaggi DOP: Formai de Mut, Taleggio, Bitto, Grana Padano, Gorgonzola, Quartirolo Lombardo, Provolone Valpadana, Salva Cremasco e Strachitunt.

Produzioni di eccellenza che si sono meritate il favore della critica anche a livello internazionale, anche grazie all’impegno di nuove generazioni di produttori che, portando avanti la tradizione familiare, hanno saputo leggere correttamente le esigenze di un mercato sempre più sensibile alle biodiversità (Branzi è uno dei Principi delle Orobie, e perciò considerato prodotto simbolo della bergamasca, mentre Stracchino all’Antica delle Valli orobiche è Presidio Slow Food) e quindi anche capaci di unirsi in consorzi volti alla valorizzazione del prodotto sia in termini commerciali sia dal punto di vista dell’immagine, come accade per esempio con il Consorzio dello Strachitunt. Non ultimo, a contribuire alla valorizzazione di un patrimonio a tutti gli effetti culturale, Bergamo promuove eventi come Forme (23-25 ottobre 2026), nato per raccontare il legame tra territorio, prodotto e produttori.

Brescia celebra invece il mondo delle malghe con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla cultura del latte. Il 22 e 23 agosto, la Festa del Latte di Cevo porterà nel centro storico e allo Spazio Feste degustazioni e incontri dedicati al Fatulì, raro formaggio di latte caprino affumicato, simbolo della Valle Camonica. Il 5 settembre, a Case di Viso, torna Malghe Aperte presso la malga di Andrea Bezzi, occasione per conoscere da vicino il lavoro degli allevatori, assistere alla lavorazione del latte e degustare prodotti d’alpeggio. Dal 22 al 30 agosto, inoltre, la storica Mostra Mercato di Bienno offrirà ai visitatori un viaggio tra artigianato, gastronomia e tradizioni locali, con un’ampia presenza delle eccellenze casearie bresciane.

Chiude questo itinerario Cremona, una delle province italiane più importanti per la produzione lattiero-casearia. Qui viene prodotto circa l’8% del latte italiano, un dato che testimonia il peso economico e produttivo del comparto. Il territorio può contare su sei formaggi DOP, fra cui il mitico provolone,  e ospita due tra i principali consorzi di tutela nazionali: il Consorzio Tutela Grana Padano e il Consorzio Tutela Provolone Valpadana, ambasciatori nel mondo di una tradizione che unisce qualità, innovazione e rispetto delle origini.

 

 

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