Padernello, Brescia – Tra le mura storiche del Castello di Padernello, maniero quattrocentesco della Bassa Bresciana, torna uno degli appuntamenti gastronomici più attesi della stagione: Il Salento a Padernello, giunto quest’anno alla sua ottava edizione.
L’evento si terrà martedì 10 e mercoledì 11 marzo 2026, con inizio della cena alle ore 20:00, e vedrà protagoniste le tre ristorazioni chiocciolate salentine che da anni animano questo angolo di Puglia nel cuore della Lombardia. La manifestazione, infatti, è organizzata in collaborazione con la Condotta Slow Food TerreAcque Bresciane.
La cucina salentina che verrà proposta agli ospiti del Castello è espressione di biodiversità e memoria contadina, in un concentrato di sapori che affondano le radici in secoli di cultura mediterranea.
Si parte dagli antipasti, con il Crudo della Locanda, per lasciare spazio al mare, con il Filetto di sarago con bacche di senape, Tagliatella di seppia al profumo di menta, Gambero rosa con tartufo bianco del Salento, Scampi di erba cipollina e il celebre Gambero viola di Gallipoli, arricchito da zenzero fresco.
Chiudono la sequenza i Calamaretti con ricotta su velluto di paparina — la tenera pianta del papavero selvatico, protagonista della cucina povera salentina — e polvere di olive.
Il primo piatto è un omaggio alla tradizione cerealicola del Sud: Tubetti di grano Senatore Cappelli, varietà antica recuperata e valorizzata, con ceci neri della Murgia. Questi ultimi sono un Presidio Slow Food dalla forte identità: piccoli, scuri, rugosi, coltivati da secoli in rotazione con il grano sullo stesso altopiano pugliese. Un piatto povero nella forma, ricchissimo nella sostanza.
Il secondo porta in tavola il Filetto di ombrina alle erbe aromatiche, accompagnato dai pomodori gialli “te penda” — le varietà da serbo tradizionalmente appese in grappolo per durare tutto l’inverno — e dagli spunsali, i cipollotti lunghi che la tradizione pugliese vuole protagonisti di calzoni, frittate e contorni di ogni stagione.
A concludere la serata, le Tettine delle monache, dolce iconico dalle origini altamurane, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano. L’intera cena è abbinata ai vini di tre cantine del Salento.
La cena è aperta a tutti: i soci Slow Food partecipano a 50 euro, i non soci a 60 euro. Chi volesse avvicinarsi al mondo Slow Food può tesserarsi direttamente la sera dell’evento, usufruendo di una quota speciale di 80 euro comprensiva di cena e tessera annuale.
Un’occasione rara in un luogo speciale che valorizza la cultura enogastronomica e dove dialogano due territori lontani ma accomunati da una stessa attenzione alla qualità, alla lentezza e alla memoria del cibo.

