Rovigo – 70 chili di grandi boe spiaggiate diventeranno arricchimenti ambientali per gli animali di 5 parchi zoologici d’Italia. Utilizzati per l’allevamento dei mitili sul Delta del Po, la prima raccolta straordinaria di quest’anno ha rimosso 62 di questi grandi galleggianti dall’Isolotto Scano Cavallari , un’area naturale protetta ora liberata – almeno in parte – da un accumulo inquinante che si rinnova a ogni stagione di mareggiate. E già dalle prossime settimane, rinoceronti, gibboni, canguri e potamoceri, potranno esplorarle, spostarle e utilizzarle a lungo come arricchimento ambientale.
A dare la notizia è Openature Foundation, l’ente di ricerca e conservazione del gruppo Openature di cui fanno parte il parco Natura Viva e il bioparco Zoom Torino, che ha partecipato alla raccolta insieme ai keeper delle due strutture zoologiche e di altri tre giardini zoologici italiani: il Parco Faunistico Le Cornelle, da cui è partita l’iniziativa, il Parco Zoo Punta Verde e lo Zoo al Maglio.
La squadra si è imbarcata nella mattinata di domenica a Porto Levante, per inoltrarsi nella foce del fiume più lungo d’Italia. Da qui, in pochi minuti di navigazione, ha raggiunto l’Isolotto Scano Cavallari, un’area umida protetta ricca di biodiversità, investita da un fenomeno d’inquinamento che si ripete ogni anno: durante le mareggiate invernali decine di grandi boe utilizzate negli impianti di mitilicoltura si staccano e vengono trascinate fino a riva, dove finiscono per accumularsi lungo le sponde, interferendo con gli equilibri naturali e con la fauna che frequenta questi ambienti.
“Questi materiali – spiega Michela Cogo, responsabile Educazione di Fondazione Openature – nascono per stare in mare e sorreggere i filari verticali su cui crescono i mitili. Ma una volta dispersi hanno un enorme impatto ambientale su ecosistemi già molto fragili, come le zone umide lagunari. D’altro canto però, proprio la resistenza di queste grandi boe si presta perfettamente ad avere una seconda vita tra le fauci o i corni di animali grandi e piccoli. Questa rappresenta solo la prima fase dell’iniziativa, che proseguirà con nuove azioni di recupero e riutilizzo dei materiali”.
Un intervento che unisce tutela ambientale e benessere animale, che andrà avanti con nuove iniziative in una zona d’Italia particolarmente delicata, dove la pressione delle attività umane si intreccia con la necessità di preservare ecosistemi tra i più ricchi e fragili del Paese.


