Cremona – E’ stata particolarmente intensa la stagione teatrale della compagnia cremonese QU.EM. quintelemento, la cui sede, il Centro Culturale Next alias NexTeatro, si è ormai ritagliato un suo importante spazio nelle produzione artistica della città. A giugno i tre laboratori annuali iniziati lo scorso ottobre – due di teatro ed uno di teatro danza – avranno la loro conclusione con ben tre spettacoli, ma quest’anno, per la prima volta, ci sarà una sorta di anteprima, che proprio per questo andrà in scena nello storico Teatro dei Filodrammatici, comunemente noto, e con tutto l’affetto dei cremonesi, come il Filo.
L’appuntamento è per martedì 2 giugno alle ore 21, per una pièce video-teatrale intitolata “Il settimo grado”. In sostanza si tratta di una sintesi realizzata su alcuni estratti dei tre spettacoli veri e propri, rielaborati in modo da avere un filo conduttore, e che vedrà all’opera “un’intersezione dei tre diversi gruppi laboratoriali – ci spiega la regista e direttrice artistica Francesca Rizzi – I corsisti hanno prodotto cose diverse, ma a partire, come di consueto per noi, da uno spunto iniziale comune: un’esplorazione dell’imperfezione umana, avendo come riferimento l’antica tradizione cristiana dei sette peccati capitali e la forte denuncia politico-sociale del ‘Crogiuolo’ di Arthur Miller, il grande drammaturgo statunitense”.
A proposito dei tre altri spettacoli, Danio Belloni, responsabile della direzione tecnica, precisa che “essi verranno proposti al Centro Culturale Next nelle tre ultime settimane di giugno, a partire da sabato 13. I due laboratori di teatro hanno prodotto ‘Peccato… gli uomini’ e ‘Sette gradi di vuoto’, mentre dal laboratorio di teatro danza è scaturito ‘Sette peccati’. E’ stato – e sarà ancora – un lavoro molto complesso ed impegnativo, ma siamo veramente soddisfatti. Pur nel contesto di riferimenti comuni, sono emerse tematiche
differenti e risultati molto variegati, anche dal punto di vista tecnico”.
Per il socio fondatore Paolo Ascagni, “questa ‘prima’ al Teatro Filo è un valore aggiunto molto, molto suggestivo. Andare in scena su di un palco che, pur se rielaborato e ristrutturato nel corso dei secoli, affonda le sue radici originarie addirittura nell’anno 1670, è davvero una grande emozione. Ringraziamo pertanto la Società dei Filodrammatici ed il Comune di Cremona per la preziosa collaborazione”.

