Archeo dedica un numero monografico speciale alla Vittoria Alata

Brescia  –“Brescia. Duecento anni di Vittoria Alata:  in occasione del Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, Archeo, rivista italiana dedicata all’archeologia, diretta da Andreas M. Steiner, pubblica uno speciale monografico interamente dedicato al patrimonio archeologico bresciano. Il volume, nato dalla collaborazione tra Fondazione Brescia Musei e Visit Brescia, partner per la comunicazione nel programma per i festeggiamenti del Bicentenario, rappresenta un’occasione per ripercorrere i duecento anni trascorsi dalla straordinaria scoperta del 1826 e per raccontare come quel ritrovamento abbia trasformato profondamente la storia culturale della città.

Il dossier prende avvio dalla vicenda della Vittoria Alata, ripercorrendo gli scavi del Capitolium che portarono alla luce il celebre bronzo insieme allo straordinario deposito di reperti bronzei, per approfondirne la storia, il significato, il lungo percorso di restauro e il programma di manutenzione che oggi ne garantisce la conservazione. Accanto alla statua simbolo di Brescia trovano spazio anche altri capolavori, come il celebre volto bronzeo tradizionalmente identificato con l’imperatore Probo, offrendo un racconto aggiornato sulle ricerche e sugli studi più recenti.

Il numero si amplia poi in una vera e propria ricognizione sul patrimonio archeologico della città. Dai percorsi di Brixia romana al Parco archeologico riconosciuto dall’UNESCO, dal Museo di Santa Giulia alle domus dell’Ortaglia, dal Viridarium ai nuovi interventi sul Teatro romano, il dossier ricostruisce il processo che, a partire dalla scoperta della Vittoria Alata, ha dato origine all’attuale sistema museale bresciano, oggi considerato uno dei più importanti d’Italia.

Ampio spazio è dedicato anche alla Brescia romana, al ruolo della città quale capitale dei Cenomani e alle numerose testimonianze archeologiche conservate nel tessuto urbano, senza trascurare il patrimonio medievale e longobardo, altro capitolo fondamentale della storia cittadina, documentato dagli approfondimenti sul complesso di San Salvatore-Santa Giulia, sulle recenti ricerche e sui grandi capolavori custoditi nei musei.

Lo sguardo si rivolge infine al presente e al futuro della ricerca archeologica, raccontando i nuovi progetti di valorizzazione, il Corridoio UNESCO, gli spazi espositivi del Capitolium, gli scavi condotti negli ultimi anni al Teatro romano e nel Castello di Brescia dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e il dialogo sempre più stretto tra archeologia, contemporaneità e innovazione.

Più che una semplice pubblicazione celebrativa, il numero speciale di Archeo si propone come un’opera di riferimento per comprendere come il ritrovamento della Vittoria Alata abbia rappresentato il punto di partenza di un percorso lungo due secoli, capace di trasformare Brescia
in uno dei principali laboratori italiani per la tutela, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

Il dossier monografico riunisce i contributi di alcuni tra i più autorevoli studiosi, archeologi, restauratori e professionisti impegnati nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio bresciano e internazionale. Firmano i testi Gajane Achverdjanová (Masaryk University, Brno),
Francesca Bazoli, Stefano Karadjov, Roberta D’Adda, Maria Virginia Montorfani, Federica Novali, Giulia Paletti, Aurora Raimondi Cominesi, Lorenzo Rebosio e Nicola Turati (Fondazione Brescia Musei); Catharina Blänsdorf (Archäologische Staatssammlung, Monaco di Baviera);
Francesca Bonzano (Istituto “Cesare Arici”, Brescia); Annalena Brini, Andrea Cagnini, Emanuela Daffra, Anna Patera, Simone Porcinai, Elisa Pucci e Giovanni Rotondi (Opificio delle Pietre Dure di Firenze); Matilde Cartolari ed Esther Wipfler (Zentralinstitut für Kunstgeschichte, Monaco di Baviera); Elisabeth Fugmann (Vorarlberg Museum, Bregenz); Dario Gallina e Ivana Venturini (archeologi liberi professionisti); Gian Luca Gregori (Sapienza Università di Roma); Paola Greppi e Gabriele Mirulla (Università di Torino); Sara Lenzi (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano); Eugenio Massetti (Visit Brescia); Cristina Modenese (Liceo Classico “Arnaldo”, Brescia); Adrien Palladino (Musée du Louvre e Masaryk University, Brno); Filli Rossi (già Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia) e Serena Solano (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia). Un mosaico di competenze che restituisce la complessità e la ricchezza di un patrimonio archeologico, storico e museale che continua a essere oggetto di ricerca, tutela e valorizzazione, facendo del volume un punto di riferimento tanto per gli studiosi quanto per il grande pubblico.

Il Bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata rappresenta un’occasione per riflettere sul significato profondo del patrimonio culturale come bene condiviso. Da due secoli questo straordinario ritrovamento accompagna la storia di Brescia, contribuendo a costruire la consapevolezza della propria identità e alimentando una responsabilità collettiva verso la tutela e la valorizzazione della memoria della città. Lo speciale di Archeo testimonia come la ricerca, la conservazione e la divulgazione siano il frutto di una collaborazione continua tra istituzioni, studiosi e comunità. È proprio questo modello di cooperazione, che Fondazione Brescia Musei interpreta ogni giorno insieme al Comune di Brescia, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia e ai numerosi partner pubblici e privati, ad aver reso possibile la crescita del nostro sistema museale e il riconoscimento nazionale e internazionale del patrimonio archeologico bresciano. Celebrare oggi la Vittoria Alata significa guardare al futuro, continuando a investire nella cultura come motore di conoscenza, partecipazione e sviluppo per la città e per il territorio.

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