Bussolengo, Verona – C’è una finale dei Mondiali che si è giocata domenica sera e un’altra che è pronta ora al calcio d’inizio. È al parco Natura Viva che va in scena la partita ideale tra Spagna e Argentina del regno animale, con ogni specie schierata nel ruolo più adatto sul rettangolo di gioco. Le due nazionali custodiscono un patrimonio di biodiversità tra i più ricchi del Pianeta, dalle montagne dell’Andalusia alle foreste subtropicali del Gran Chaco, passando per le zone umide degli Esteros del Iberá. A decidere la rosa, milioni di anni di evoluzione, che hanno trasformato ogni specie in una vera e proprio specialista.
L’Argentina si affida all’ocelot per guidare l’attacco: il mantello maculato lo rende quasi invisibile nella foresta e la lunga coda gli garantisce equilibrio nei cambi di direzione. A centrocampo il più giovane della rosa: il piccolo crisocione, nato appena tre mesi fa, che cresce accanto alla madre imparando a sfruttare le lunghissime zampe capaci di renderlo il dominatore delle praterie sudamericane: una promessa per una specie “prossima alla minaccia” secondo la Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione. Sulla fascia invece, corre l’armadillo peloso maggiore: grandi distanze grazie alla combinazione di resistenza, agilità e una straordinaria capacità di scavare. Tra i pali poi, il fenicottero cileno: diffuso anche in Argentina nonostante il nome, domina lo specchio d’acqua grazie al lungo collo e alle lunghissime zampe. Anche lui classificato come “prossimo alla minaccia”.
La Spagna risponde con il gatto selvatico europeo in attacco, agile predatore degli ambienti boschivi, capace di muoversi nel fitto della vegetazione con scatti rapidi e silenziosi. A centrocampo il gipeto sfrutta le correnti ascensionali e la sua imponente apertura alare per coprire grandi distanze: abilità che il Parco Natura Viva conosce bene, grazie alle reintroduzioni in Andalusia di Stelvio50 e Aragon, gli esemplari rilasciati nell’ambito del progetto di conservazione. Anche il gipeto è oggi classificato come “prossimo alla minaccia”.
Sulla fascia vola l’ibis eremita, instancabile nei lunghi spostamenti in formazione e protagonista della formazione di una colonia stanziale nella provincia di Cadice: una rimonta ancora in corso per una specie considerata “in pericolo di estinzione” dalla IUCN. Tra i pali, infine, il capovaccaio, il più piccolo degli avvoltoi europei: vista acutissima, grande precisione dall’alto e una sorprendente capacità di sfruttare anche strumenti, come le pietre che utilizza per rompere le uova. Una specie classificata “in pericolo” di estinzione e protagonista di importanti programmi di conservazione.
Per tutte queste specie la partita più importante si gioca ogni giorno sul campo della perdita degli habitat e della frammentazione degli ecosistemi. Nella quale ricerca, conservazione ed educazione alla biodiversità sono decisive per cambiare il risultato finale.
