A Casa Cervi torna la Scuola di Paesaggio Emilio Sereni

Gattatico, Reggio Emilia –  Casa Cervi apre le porte alla XVIII edizione della Scuola di Paesaggio «Emilio Sereni»: cinque giorni di lezioni, laboratori e uscite sul territorio. La giornata inaugurale è aperta a tutti: alle 16 la lectio magistralis di Marco Paolini che con “Atlante delle Rive, un teatro corale nel nome dei fiumi” porta a Gattatico il progetto con cui una delle voci più note del teatro civile italiano racconta il Paese attraverso i suoi fiumi.

Dopo i saluti istituzionali, l’edizione viene presentata dal direttore Rossano Pazzagli (Università del Molise) e da Chiara Visentin, responsabile scientifica della Biblioteca Archivio Emilio Sereni e docente al Politecnico di Milano. Il pomeriggio prosegue con la consegna delle borse di studio a studenti e giovani professionisti e con l’inaugurazione delle due mostre fotografiche che accompagnano la Scuola.

La domanda che tiene insieme i cinque giorni sta nel titolo dell’edizione: quali paesaggi abbiamo perduto, quali stiamo costruendo o subendo, quali possiamo ritrovare? Il consumo di suolo e l’abbandono delle campagne hanno prodotto quella che Emilio Sereni chiamava «degradazione del paesaggio»: insieme ai campi coltivati se n’è andato un pezzo di bene comune, di quelli che la Costituzione mette tra i principi fondamentali.

Durante la Scuola si proverà a costruire una visione rivolta al futuro: imparare a leggere le tracce che uomo e natura lasciano su un territorio — un filare, un muretto, una casa vuota — e da lì immaginare che cosa si può rimettere in cammino. Non è un caso che ciò accada a Casa Cervi, nell’aia dove una famiglia di contadini scelse da che parte stare e dove è conservata la biblioteca di Sereni: in questo luogo il lavoro della terra, la scelta della libertà e la speranza per il futuro sono sempre stati connessi.

«Il paesaggio è uno specchio: riflette le condizioni sociali, ambientali e politiche, il farsi di una società in un territorio», spiega Rossano Pazzagli. «Oggi siamo circondati da paesaggi sempre più semplificati, con molte trame storiche ormai spezzate. Questa edizione è un’occasione per riflettere su ciò che è stato cancellato o trasformato e, insieme, per immaginare strategie di rigenerazione e nuove alleanze tra agricoltura, ambiente e comunità.»

«Anche guardare al passato ci dà consapevolezza su come agire nel presente e nel futuro», aggiunge Chiara Visentin (Politecnico di Milano). «I paesaggi in cui viviamo e che tramandiamo sono il nostro bene comune, e comunicarlo è importante nelle forme oltre che nei contenuti: accanto alle lezioni accademiche, il teatro, i laboratori letterari e visuali, le esperienze sul campo ci indicano la strada.»

Grande successo di iscrizioni per questa edizione: i partecipanti sono al momento oltre 120, più di 70 in presenza e oltre 50 collegati da remoto, provenienti da diciassette regioni italiane — dall’Emilia-Romagna alla Sicilia, dal Friuli alla Basilicata. Un terzo sono liberi professionisti, un quinto lavora nella pubblica amministrazione; accanto a loro insegnanti, ricercatori e tecnici di comuni, regioni, parchi nazionali, ordini professionali e università, fino a funzionari della FAO. A insegnare sono oltre trenta tra docenti universitari, ricercatori e professionisti. Il dato che promette di più riguarda però i più giovani: oltre venti tra studenti, dottorandi e specializzandi, quasi uno su cinque, iscritti a corsi di architettura del paesaggio, archeologia, ecologia, scienze del patrimonio e sviluppo delle aree interne.

Il programma procede per tre giornate tematiche. “Paesaggi perduti” (26 agosto) mette in fila i numeri del consumo di suolo con ISPRA e Istat e le storie dell’abbandono, dal paesaggio dei vinti raccontato dalla Fondazione Nuto Revelli agli ulivi pugliesi dopo la Xylella. “Paesaggi ritrovati” (28) guarda alle esperienze di rigenerazione, ai parchi e ai boschi di valore storico. “Paesaggi in costruzione” (29) chiude sui piani paesaggistici regionali e sui paesaggi disegnati dalla politica agricola comune.

Tra una sessione e l’altra ci sono i laboratori “Narrare i paesaggi”, condotti dalla scrittrice Elena Bosi, dalla fotografa Luciana Passaro e dal regista Matteo Parisini, l’uscita di studio al Castello di Bardi (PR) del 27 agosto e le presentazioni editoriali, tra cui il “Mondo contadino” di Gianni Berengo Gardin.

Il secondo appuntamento aperto al pubblico è venerdì 28 agosto alle 20.45, con la proiezione di “Valentina e i MUOStri” (Italia-Svizzera, 2024, 80 minuti). Il documentario racconta Niscemi, in Sicilia, e la vita della famiglia Terranova all’ombra del MUOS, il grande impianto di comunicazioni satellitari militari: un ritratto intimo di una comunità che resiste e cerca la bellezza dove sembra scomparsa. Introduce la regista Francesca Scalisi, in dialogo con Nicola Cavallotti (Insostenibile Festival).

“Sguardi sul paesaggio” è un viaggio in sessanta fotografie tra i paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna, dai boschi dei crinali alle anse fluviali, fino alle saline dell’Adriatico. Sono state scelte tra le oltre duemila arrivate da cittadini e viaggiatori appassionati di fotografia, che hanno risposto al contest promosso dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dei lavori per il piano paesaggistico regionale, diffuso con la collaborazione, tra gli altri, della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, del Touring Club Italiano e del CAI. La mostra, curata da Ilaria Di Cocco (Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Bologna), Graziella Guaragno e Laura Punzo (Regione Emilia-Romagna), attraverserà l’intera regione: a Casa Cervi resta visitabile fino al 6 settembre.

Si apre lo stesso giorno la mostra del XIII Concorso europeo di fotografia — Premio Scuola di Paesaggio «Emilio Sereni», che sul tema “Mondi perduti / Paesaggi ritrovati” ha raccolto oltre 160 candidature dall’Italia e da diversi Paesi europei. Il primo premio va ad Adriano Nicoletti, il secondo a Paula Jesus, il terzo ad Adriano Zanni, con tre segnalazioni a Maria Signore, Marco Castelli e Giovanni Enriquez: le opere restano esposte fino al 27 settembre.

La giornata inaugurale di martedì 25 agosto (dalle ore 15) e la proiezione di venerdì 28 (ore 20.45) sono a ingresso libero (prenotazione consigliata: biblioteca-archivio@emiliosereni.it / 0522 678356); l’inaugurazione sarà trasmessa anche in diretta sul canale YouTube dell’Istituto. Le mostre sono visitabili negli orari di apertura del Museo Casa Cervi.

La Scuola di Paesaggio «Emilio Sereni» è organizzata dall’Istituto Alcide Cervi in collaborazione con 15 università italiane e il patrocinio di numerosi enti nazionali e locali, con il contributo di CIA – Agricoltori Italiani.

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