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Lodi. Il Festival della Fotografia Etica è un evento a carattere internazionale che apre le porte della città di Lodi al mondo. Un’occasione per approfondire uno degli strumenti di comunicazione più efficaci del nostro tempo: la fotografia.

Dal 7 al 29 ottobre la città si prepara ad essere uno dei poli della fotografia in Italia e non solo, con l’ottava edizione del Festival, un appuntamento ormai riconosciuto e con un posto tutto speciale all’interno del panorama europeo dei festival di fotografia, grazie alla scelta di raccontare l’attualità attraverso percorsi diversi e originali, con l’obiettivo dichiarato di voler “creare un circuito virtuoso in grado di permettere alla fotografia di arrivare al pubblico e parlare allecoscienze”.

34 mostre, 20 i fotografi da tutto il mondo che interverranno direttamente al festival e oltre 50 incontri. Un manifestazione che comincia a godere appieno dei frutti del prestigio internazionale che si è conquistato nelle sette precedenti edizioni e il livello delle proposte quest’anno è ancora più elevato. Lo conferma il numero e la qualità mai prima raggiunte delle opere concorrenti al World Report Award 2017: ben 772 le candidature arrivate quest’anno da fotografi di 51 nazionalità differenti, in rappresentanza di tutti i continenti.

Una delle sezioni, tra le più attese dal pubblico che affolla i 4 fine settimana di ottobre in cui si incentra il Festival sarà quella di Spazio ONG 2017, la sezione che vede organizzazioni non governative di tutto il mondo, impegnate nel sociale, raccontare, con il mezzo della fotografia, al pubblico del Festival le proprie esperienze sul campo.

La scelta quest’anno è caduta su cinque situazioni davvero straordinarie. La prima è proposta da APOPO, un’organizzazione non-profit internazionale che addestra roditori africani di grandi dimensioni (denominati simpaticamente HeroRATS, ratti eroi) con lo scopo di salvare vite umane.

I terribili effetti del water grabbing, o “accaparramento dell’acqua”, che condanna alla peggiore carestia comunità locali o intere nazioni, sono documentati da COSPE onlus in un’iniziativa di European Journalism Center, IDR Grant, CAP Holding, Fondazione LIDA con COSPE Onlus e patrocinato da WWF Italia.

Con il progetto “ILT – Illumina le Tenebre”, l’associazione Amici di Decani accende i riflettori sui serbi che, nel Kossovo, trovano riferimento nel Monastero di Visoki Decani, patrimonio dell’umanità dell’Unesco.

Il Centro Studi Cetacei porterà invece all’attenzione del pubblico Dead Sea, una ricerca sulle cause che stanno portando all’estinzione la Caretta caretta, una specie di tartaruga marina che abita il bacino del Mediterraneo.

Quinta ed ultima ONG è Médecins du Monde, movimento internazionale indipendente di operatori umanitari da più di 60 anni lavora per favorire un cambiamento sociale attraverso programmi di assistenza sanitaria che garantiscono il diritto universale alla salute delle popolazioni.

Con la sezione Uno sguardo sul mondo. A Glance On The World Area, il Festival andrà invece ad immergersi in alcuni scenari sociali e umanitari particolarmente sensibili, attraverso i progetti di quattro fotoreporter di assoluto valore internazionale, più volte premiati per i loro lavori.

Una edizione, quindi, decisamente “potente” che oltre per la qualità delle mostre si connoterà per il livello degli incontri, workshop, letture portfolio, presentazioni di libri e per le visite guidate proposte dalla attivissima Sezione Educazione. Per quattro settimane densissime di proposte, di grande fotografia e soprattutto di straordinaria umanità.

Considerata l’importanza dei temi trattati, il Festival ha compreso fin dalla sua prima edizione, la necessità di aprirsi al mondo delle scuole, estendendo le proprie attività definite educational sul territorio.

Attraverso un ricco programma di mostre di fotoreporter di livello internazionale, accompagniamo gli studenti alla scoperta di storie che parlano di ogni angolo del pianeta e che cercano di indagare la relazione tra etica, comunicazione e fotografia.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.