Brescia – LO GIURO! è la prima personale di Gina Babić (Teramo, 1995) nella città di Brescia. Curata da Giulia Andrea Gerosa, l’esposizione si pone come riassunto delle recenti esperienze di vita dell’artista, caratterizzate da un conflitto interiore fra doveri e desideri. Medico di formazione e professione, Babić si interroga sulle conseguenze delle proprie scelte.
Il titolo LO GIURO!, ispirato al Giuramento di Ippocrate, rimanda alla dimensione intima della promessa e al sentimento di inadeguatezza nel non riuscire a mantenerla. Ad esso si affiancano altri sintomi di lynchiana memoria, quali la nostalgia per l’innocenza e l’ingenuità infantile, la somatizzazione del trauma e la ricerca di una sfera personale individuale.
Babić concentra la propria ricerca sulle sperimentazioni plastiche, prediligendo la ceramica, spesso lavorata al colombino. L’attenzione al materiale consente all’artista di esprimere le proprie tensioni interiori, tradotte nelle deviazioni e nelle deformazioni caratterizzanti le opere. Le escrescenze, presenti in particolare nella serie Blob, sono sintomo di somatizzazione, ovvero della manifestazione fisica di un disagio psichico.
L’accostamento fra le opere e i supporti espositivi genera un cortocircuito visivo che accentua l’espressione di tale sofferenza: le forme sinuose, i colori tenui e i tessuti morbidi dei lavori di Babić si scontrano con la freddezza di elementi estrapolati dal contesto medico o industriale, come evidente in Perle ai porci. L’ambito medico diventa quindi l’oggetto di elaborazione del trauma in Umori e Innominato, inedite, insieme al gruppo scultoreo di Fuoco cammina con me.
Altrettanto importante per Babić è il tema dell’identità femminile, riconoscibile nell’aspetto organico degli elementi e nell’abbondante utilizzo delle tonalità del rosa. Il richiamo è anche all’infanzia e all’adolescenza – Col busto riesco finalmente a dormire tutta la notte e A cielo chiuso –, riferimento nostalgico e ricordo naif, opposto alla realtà del presente, percepita dall’autrice come opprimente.
L’allestimento site specific accoglie il pubblico in un ambiente che evoca uno scrigno segreto, coerentemente inserito nelle Sale Neoclassiche, i cui affreschi contribuiscono ad amplificare l’atmosfera surreale e fiabesca della mostra.
Gina Babić è un’artista italiana classe 1995. Le sue opere, caratterizzate da forme irregolari e superfici segnate da bozzi e nodosità, trasformano l’argilla in un archivio di tensioni tra corpo, identità e memoria. Privilegiando come meccanismo narrativo la deformazione della materia, crea oniriche chimere anatomiche che esplorano tematiche attuali quali la corrispondenza fra crisi climatica e crisi identitaria delle nuove generazioni, la somatizzazione del trauma e la fragilità della psiche. Recentemente ha vinto il Premio Under 35 al Premio Internazionale di Ceramica Contemporanea OPEN STUDIO (Montelupo Fiorentino, FI).


