Brescia – In un tempo segnato da crescente solitudine, fatica relazionale e cultura della prestazione, è ancora possibile costruire comunità autentiche? È da questa domanda, semplice quanto radicale, che nasce il convegno “Il gioco come spazio generativo di comunità”.
L’iniziativa, a ingresso libero, si rivolge a famiglie, insegnanti, educatori, genitori, animatori, bibliotecari e a tutti coloro che operano nel mondo educativo e sociale, con l’obiettivo di contrastare il crescente disagio giovanile e le nuove forme di solitudine silenziosa che attraversano le comunità.
Come evidenziato dal Gianluca Daffi, Responsabile Scientifico dell’evento, “in un tempo segnato dalla stanchezza relazionale e dalla cultura della prestazione, il gioco apre spazi gratuiti, cooperativi e generativi di comunità” . Il gioco non viene quindi inteso come semplice intrattenimento, ma come vero e proprio strumento educativo e sociale, capace di attivare legami, creare fiducia e generare appartenenza.
Il convegno è promosso dalla Fondazione Comunità e Scuola della Diocesi di Brescia, in collaborazione con i GIG – Gruppi di Integrazione Genitoriale, e con il supporto di importanti realtà che condividono questa visione: la rete delle biblioteche di Brescia e Cremona, la casa editrice Carocci Editore, con il contributo del noto esperto di gioco Beniamino Sidoti, e Guber Banca, che ha investito in percorsi educativi innovativi basati sul gioco.
Il programma prevede interventi di esperti e testimonianze di buone pratiche, tra cui Giorgio Adriano, pedagogista, che introdurrà la giornata con alcune riflessioni iniziali; Gianluca Daffi, psicologo e formatore, che approfondirà il tema del gioco come spazio generativo di comunità; Beniamino Sidoti, tra i principali divulgatori italiani sul rapporto tra gioco e relazione educativa; contributi di Marco Ardesi dal mondo delle biblioteche, Nicola Cassetti dalla formazione e Valentina Epifani dall’educazione finanziaria.
In contemporanea laboratori di gioco saranno aperti a famiglie e partecipanti, con un’area ludica attiva per tutta la durata dell’evento, per favorire esperienze concrete di relazione e partecipazione.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio lavoro di ricerca e sperimentazione che vede il gioco come un vero e proprio “enzima relazionale”, capace di trasformare i contesti educativi e sociali, restituendo centralità al legame umano.


