La democrazia, i suoi nemici e le sue sfide: convegno all’Istituto Cervi

Gattatico, Reggio Emilia – Da dove viene la crisi delle democrazie liberali e quali risposte è possibile darle. Attorno a questa domanda si tiene il convegno internazionale «La democrazia, i suoi nemici e le sue sfide», che dopo le due giornate di Marzabotto del 18 e del 19 settembre si chiude sabato 10 ottobre a Casa Cervi.

A Gattatico lo sguardo si allarga all’Europa e alle Americhe, con storici, politologi e studiosi italiani e stranieri chiamati a ricostruire la genesi di quella crisi: fra loro Marc Lazar, Nadia Urbinati, Alfio Mastropaolo, Stefano Cavazza, Federico Romero, Antonella Salomoni e Massimo De Giuseppe. Presiede Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale ANPI.

La mattina è dedicata alla ricostruzione storica e comparata. Alfio Mastropaolo, dell’Università di Torino, propone un’interpretazione della democrazia sfidata fra storia e politica. Stefano Cavazza, dell’Università di Bologna, porta il caso della Germania. Federico Romero interviene sugli Stati Uniti e sulla democrazia svuotata. Antonella Salomoni, dell’Università di Bologna, analizza luci e ombre delle democrazie dei paesi dell’Est Europa.

Il pomeriggio riprende alle 15.00. Marc Lazar, storico e sociologo francese della politica, della LUISS Guido Carli e di Sciences Po Parigi, interviene su «La Francia al bivio». Nadia Urbinati, della Columbia University, parla di democrazia sfigurata e di Unione europea. Massimo De Giuseppe, dell’Università IULM di Milano, chiude il quadro con l’America Latina fra vecchie repubbliche e democrazie fragili. Le considerazioni conclusive sono affidate ad Andrea Marchi, vicepresidente del Comitato Onoranze Marzabotto, a Paolo Corsini, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri, e a Vasco Errani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi.

Due luoghi segnati dalla violenza nazifascista, Marzabotto e Casa Cervi, mettono così in comune un’unica riflessione sullo stato delle democrazie.

Il tema è drammaticamente attuale, come ricordano il voto in Sassonia-Anhalt e le urne a Berlino e in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Né si possono dimenticare i prossimi appuntamenti elettorali in Italia, in Francia e in diversi Paesi dell’Unione europea, per non parlare delle elezioni di midterm negli Stati Uniti a novembre.

In una situazione mondiale con rivolgimenti repentini e sovente impensabili, sotto la tensione di conflitti che ricordano sempre più da vicino la visione della «terza guerra mondiale a pezzi» di Papa Francesco e di convulsioni economiche con drammatici contraccolpi sociali, la democrazia come forma di Stato e di governo è da tempo sotto stress per come si è concretamente incarnata dal secondo dopoguerra nella grande maggioranza dei Paesi dell’Occidente.

Da una parte c’è una crisi democratica per cause endogene che vanno indagate, dall’altra c’è un attacco esterno teso a denunciarne la presunta inefficienza, ovvero l’incapacità di dare risposte alle domande del mondo attuale. Incombono, in forme e modi diversi in Paesi diversi, torsioni autoritarie di varia natura e intensità, con molteplici denominazioni: autocrazie, tecnocrazie, democrature.

Per contrastare tale deriva, per difendere la democrazia e rilanciarla nella sua piena attualità, cioè come potere del popolo regolato da vincoli costituzionali, occorre in primo luogo conoscere e analizzare; va sottolineato il significato precipuo di questa parola, e cioè scomporre, esaminare le parti costitutive, cogliere affinità e differenze, ricercare cause ed effetti. Assieme, è opportuno studiare le possibili risposte.

Il convegno si propone, ancorché in modo sicuramente parziale, questi obiettivi, chiamando a raccolta autorevolissime personalità accademiche e della cultura italiane e straniere: a Marzabotto è intervenuto fra gli altri Colin Crouch, il teorico britannico della postdemocrazia, a Casa Cervi lo storico e sociologo francese della politica Marc Lazar.

C’è poi un’ambizione nella promozione di questa iniziativa: il desiderio di creare una connessione con le giovani generazioni. Certo, si tratta di un convegno accademico, ma al termine della giornata del 19 settembre si è svolto un intervento teatrale particolare, quello dell’attore, drammaturgo e scrittore italiano noto per il suo impegno antifascista Andrea Pennacchi.

Le istituzioni che promuovono il convegno ne segnano infine lo spirito: il Comune di Marzabotto, l’Istituto Cervi, l’Istituto Parri, l’ANPI e il Comitato Onoranze Marzabotto, pur con diverse missioni statutarie, hanno in comune una irrinunciabile visione antifascista e un bagaglio incancellabile di esperienze storiche: la memoria.

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