venerdì 26 Aprile 2024

Mantova, per un’Europa della cultura

Mantova – Venticinque anni fa la rivista The New Yorker dedicò un servizio a Rubens, definendolo Mr. Europe. Il suo dipinto sulle conseguenze della guerra raffigurò le condizioni dell’Europa all’apogeo delle guerre di religione.

Era la sconfitta di quell’umanesimo universalistico che aveva ispirato l’azione del Rubens politico, mediatore di pace. Un sistema di valori che aveva promosso la fioritura (commerciale e culturale)di quella “city belt” fra Italia e Fiandre che era stata il contesto dell’attività di Rubens stesso.

Eppure furono proprio dagli orrori della Guerra dei Trent’anni a generare i semi di un nuovo progetto di convivenza civile basato sulla tolleranza e sulla libera espressione delle idee.

Raffigurata come donna con le vesti stracciate e le braccia verso il cielo, l’Europa del quadro di Rubens ritroverà in quel progetto la sua anima evocazione. E tre secoli dopo i sei paesi attraversati dalla city belt daranno a quel progetto una nuova espressione istituzionale, l’Unione europea.

Parte da questa riflessione e da questo focus il ciclo di incontri Per un’Europa della cultura, ospitati a Palazzo Te,  tra scienziati politici, giuristi, storici e storici dell’arte per la proposta di una dichiarazione sintetica sull’Europa culturale e le politiche culturali nel prossimo futuro. I dialoghi saranno successivamente presentati come documenti visivi e podcast e offriranno la base per la proposta di una dichiarazione sintetica sull’Europa culturale e le politiche culturali nel prossimo futuro.

Il 6 giugno protagonista sarà quindi la conferenza Mr. Europe. Rubens e le radici della modernità europea con Maurizio Ferrera, Università di Milano, e Raffaella Morselli, Università di Teramo.

Il programma

13 giugno 
Sul tempo: le narrazioni fondanti della Comunità europea
con CATHERINE DE VRIES, Università Bocconi, e FRANCESCA CAPPELLETTI, Galleria Borghese di Roma
Affinché il progetto europeo possa affrontare le sfide attuali, come il cambiamento climati
co, l’instabilità economica, la polarizzazione politica o la crisi dello Stato di diritto, gli europei devono confrontarsi con il loro passato. Nel talk si analizzeranno le diverse narrazioni fondative dell’Unione Europea e verrà delineato come queste continuino oggi a plasmare la politica europea. La storia non è solo la ricordanza degli eventi, ma rappresenta le connessioni che l’opinione pubblica e le élite desiderano stabilire. Per
sviluppare soluzioni politiche alle questioni transfrontaliere, i cittad ini europei di oggi devono quindi rivedere criticamente le connessioni del passato e scoprirne i punti ciechi. Se gli europei riesaminassero le narrazioni fondanti dell’Unione Europea, potrebbero anche capire cosa in essa dovrebbe cambiare.

20 giugno  
Europa: uno “state of mind” al di là delle culture e delle identità
con  RIVA KASTORYANO, Science Politique, Harvard, e STEFANO BAIA CURIONI, Fondazione Palazzo Te.
Che cos’è l’Europa? Uno spazio geografico o una civiltà? Un progetto economico o politico? Una nuova realtà storica o un pensiero filosofico? Queste domande e molte altre accompagnano la nostra comprensione dell’Europa e del suo potere trasformativo sulle
identità diverse e multiple che si sono consolidate all’interno dei singoli stati nazione. Stati e società impegnati nella formazione di uno state of mind europeo cercano di esprimere la loro “volontà di vivere insieme” (Renan sulla definizione di cittadinanza). Gli storici cercano di trovare un passato comune giustificato dalla condivisione di una storia di civilizzazione, un percorso comune di modernizzazione politica e di sviluppo economico. L’obiettivo è
trasmettere un’identità europea alle nuove generazioni considerando il ruolo che la storia ha nella definizione del futuro delle nazioni e di una nuova identità che ha confini da definire. Come ha sottolineato Edgar Morin, sociologo e filosofo francese: “L’Europa chiamata la nostra comunità di fede non emerge dal passato, che la contraddice. Emerge a fatica dal presente perché è imposta dal futuro”. Il passato si riferisce alle identità che sono state costruite con il processo di costruzione delle nazioni. Da qui i dibattiti sull’effetto dell’Unio ne sulle identità nazionali, regionali, linguistiche e religiose e, naturalmente, su
un’identità europea che le comprenda tutte. Il tema che si vuole esplorare è come articolare l’appartenenza molteplice e complessa di individui, gruppi e popoli in modo da
formare un’identificazione comune che sia europea, piuttosto che come creare una nuova identificazione che veda l’Europa come nuovo spazio di mobilitazione e rivendicazione. L’Europa è de facto un luogo plurale dove si impongono tutte le culture nazionali . Uno state of mind europeo richiede un nuovo modello di società, naturalmente plurale e basato
su principi definiti rispetto a nuove articolazioni, al fine di creare una cultura comune al di là delle nazioni e degli Stati.

27 giugno 
“In difference we trust”. I fondamenti interculturali del diritto europeo
con DAMIANO CANALE, Università Bocconi e CRISTINA LOGLIO , Europa Nostra
Uno dei tratti distintivi della cultura europea è il suo carattere “polemico”. Dagli albori della filosofia greca fino a giungere ai nostri giorni, il proprium dello sguardo europeo sul mondo è rappresentato dal confronto dialettico tra istanze diverse, da l cui reciproco riconoscimento dipende la loro aspirazione all’universale. Questo vale non solo nel campo della filosofia, dell’arte e della religione, ma anche in quello della politica e del diritto. La dimensione eminentemente dialettica e plurale della cultura europea fa da sfondo, infatti,
anche al progetto di uno spazio comune Europeo nato nel secondo dopoguerra, la cui sfida è ancor oggi quella di armonizzare istanze politiche e giuridiche diverse in continuo confronto dialettico tra loro. Il mio intervento si propone di mostrare in che modo il carattere “polemico” della cultura europea ha trovato forma nel diritto dell’Unione Europea, e a quali condizioni quest’ultimo può rimanere fedele alla sua missione di fronte alle sfide del presente.

4 luglio
Diritto e Cultura in Europa
con LORENZO CASINI, IMT Lucca e STEPHAN SIMON , Rathgen Forschungslabor, Staatliche Museen zu Berlin PreuiBcher Kulturbesitz.
Dal punto di vista giuridico, il patrimonio culturale può rispecchiare diversi significati. Per ognuno di essi, l’Europa rappresenta un importante fattore di trasformazione. In che modo l’Europa ha influenzato l’evoluzione del patrimonio culturale e la sua regolamentazione? Quali sono le sfide future per un’autentica cultura europea?

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