Mostre / Le fiabe sono vere….

Mantova –  Seconda tappa per la mostra “Le fiabe sono vere” dedicata alla cultura popolare italiana, allestita negli spazi della Corte Nuova, in particolare nella Sala di Manto, nella Sala dei Capitani, nella Sala dei Marchesi e nella Loggia del Tasso. L’apertura dell’esposizione coinciderà con la riapertura al pubblico di questi ambienti, interessati da un importante intervento di restauro e consolidamento appena concluso.

Si tratta di un progetto espositivo curato da Massimo Osanna e Andrea Viliani (Direzione generale Musei del Ministero della Cultura), inaugurato presso il Museo delle Civiltà di Roma, dove si è recentemente concluso. Si tratta di un ampio percorso che invita il pubblico a esplorare il patrimonio culturale italiano attraverso il linguaggio universale della fiaba.

Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, un percorso espositivo innovativo e di grande suggestione, che fa dell’accessibilità il principio guida per rilanciare il patrimonio delle tradizioni italiane, aprendo a nuove letture e coinvolgendo pubblici sempre più ampi.

La mostra si configura come un vero e proprio manifesto di cultura pubblica, che ridefinisce il ruolo del museo come spazio-tempo accessibile alla molteplicità dei pubblici contemporanei.

Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana intende, nel complesso delle sue proposte, ripensare il museo come esperienza inclusiva e plurale, non solo luogo di conservazione e studio ma anche laboratorio di incontro e confronto, trasformazione e partecipazione.

Il percorso di oltre 500 opere – tra dipinti e disegni, abiti e maschere, amuleti ed ex voto, attrezzi agricoli e veicoli di trasporto, strumenti musicali, giocattoli, fotografie, stampe e filmati – si configura come un’avventura che mette in luce le connessioni profonde tra fiabe, arti e tradizioni popolari, la storia reale che esse riflettono, adottando la fiaba come struttura narrativa in grado non solo di narrare il racconto espositivo ma di offrire una chiave simbolica per leggere il nostro passato insieme al nostro presente.

Il progetto prende ispirazione dalla struttura simbolica delle fiabe secondo Italo Calvino, che nella sua prefazione all’antologia Fiabe italiane (1956) affermava che “le fiabe sono vere” in quanto – connettendo fra loro il mitico al quotidiano, l’individuale al collettivo, il naturale al culturale, il selvatico al domestico – ci aiutano a comprendere il mondo che ci circonda.

Il progetto è stato sviluppato tramite un articolato sistema di strumenti per l’accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica, progettati in collaborazione con enti, associazioni di riferimento – fra cui AIPD – Associazione Italiana Persone Down, ANFFAS Nazionale, Consulta Regionale per le Tutela dei Diritti della Persona (Lazio), ENS – Ente Nazionale Sordi, FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionale della Persone con Disabilità, F.I.S.H. – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, gruppo SILIS – Gruppo per lo Studio e l’Informazione sulla Lingua dei Segni Italiana, UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (sezione Roma). Il gruppo di lavoro, coordinato da Miriam Mandosi, ha sottolineato l’urgenza di superare l’idea di accessibilità connessa solo ad abilità o disabilità, per lavorare invece su temi come benessere, autorealizzazione, esperienze appaganti e generative.

Tutti gli strumenti della mostra sono disponibili anche in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Lingua dei Segni Americana (ASL). È stato creato anche un percorso tattile con oggetti originali.

A guidare i visitatori nelle sezioni della mostra è inoltre una nuova fiaba, scritta appositamente per l’occasione dalla narratologa Elena Zagaglia: superando l’idea che il linguaggio della fiaba sia riservato ai più piccoli, le avventure del protagonista Elio invitano tutte e tutti a dare valore all’incontro con il diverso e il meraviglioso, a trasformare la paura dell’ignoto in occasione di consapevolezza e crescita. La fiaba è fruibile in formato audio, versione easy to read, CAA, LIS e ASL ed è collegata a un percorso composto da nove opere della collezione permanente.

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