Musica / Fantastico violino

Cremona – Fantastico violino, è questo il titolo del concerto di  STRADIVARIfestival, rassegna promossa da Museo del Violino e Unomedia con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends.

Fantastico sia per l’importanza dell’interprete sia per quella dello strumento. Debutta infatti nella concert hall di piazza Marconi uno dei più bravi e contesi virtuosi del momento, Augustin Hadelich, in duo con il pianista Charles Owen. Suona un preziosissimo Guarneri del Gesù del 1744 appartenuto al leggendario Henryk Szeryng. Il programma, estremamente raffinato, è imperniato soprattutto su capolavori del Novecento storico tra cui la Sonata n. 3 per violino e pianoforte di Debussy, la Sonata per violino e pianoforte di Poulenc, la Sonata n. 5 per violino solo di Ysaÿe, la Sonata in re maggiore per violino e pianoforte di Prokofiev, ma anche brani originalissimi come la trascrizione dello stesso Hadelich del Pange Lingua di Nicolas De Grigny, compositore francese vissuto a cavallo tra Sei e Settecento molto ammirato da Bach, e un pezzo di Toru Takemitsu, uno dei maggiori compositori giapponesi della nostra epoca.

Il concerto si apre sulle note di Récit du Chant, trascrizione dello stesso Hadelich si un brano di Nicolas De Grigny, organista e compositore vissuto a cavallo tra Sei e Settecento, uno dei principali compositori francesi per organo del suo tempo. L’opera organistica di De Grigny si erge all’apice della musica barocca francese. Suoi “rivali”, nei termini di scienza musicale e ispirazione religiosa, furono François Couperin e Louis Marchand.

La Sonata per violino e pianoforte di Debussy fu composta tra l’estate del 1915 e l’inverno del 1917, quando il maestro era ammalato già di cancro e si sentiva sempre più isolato, anche per colpa della guerra mondiale che divampava in Europa. Inizialmente il musicista pensava di scrivere sei Sonate per vari strumenti, sotto un unico titolo così concepito “Sonates pour divers instruments, composées par Claude Debussy musicien français”, quasi a sottolineare certe caratteristiche dell’arte francese, in polemica con la tradizione musicale tedesca e il post-wagnerismo. La Sonata per violino e pianoforte non ha nulla o quasi della poetica impressionista e vi si avverte una maggiore plasticità nel disegno melodico e.un più marcato senso chiaroscurale, rispetto alle atmosfere sfumate e pittoricamente evocative della produzione tipicamente debussyana. Anche se divisa in tre movimenti, la Sonata non segue schemi classici o romantici, ma utilizza cellule melodiche fondamentali continuamente riproposte e modificate, secondo il principio della cosiddetta “variazione totale”, descrivente una nozione circolare del tempo musicale.

Distance de fée, composta nel 1951, è una delle migliori opere del primo periodo di Takemitsu. Lo spirito di Debussy e Messiaen si percepisce appieno in questo lavoro. Il tema lirico iniziale viene ripetuto più volte, trovando un nuovo percorso ad ogni ritorno: si tratta di una variante della forma a variazione e del rondò, due delle procedure compositive predilette dal compositore giapponese. Questo brano, come molti altri di Takemitsu, è ispirato alla poesia, in questo caso a una poesia omonima di Shuzo Takiguchi (1903 – 1979). L’opera descrive, con immagini vagamente mitologiche, una creatura sfuggente e trasparente che vive nel “labirinto dell’aria… vive nella brezza primaverile che a malapena assomiglia all’equilibrio di un piccolo uccello”.

La Sonata per violino e pianoforte di Francis Poulenc è una composizione scritta tra il 1942 e il 1943 (revisionata nel 1949) in memoria del poeta spagnolo Federico García Lorca. È un’opera intensa e talvolta tragica, dedicata a Brigitte Manceaux, che fu eseguita per la prima volta dalla violinista Ginette Neveu e dal compositore nel 1943 a Parigi. Si articola in tre movimenti che mostrano il tipico contrasto poetico di Poulenc tra lirismo e veemenza. Dedicata a Garcia Lorca, la composizione risente del clima cupo della Seconda Guerra Mondiale e del dolore per la morte del poeta. La Sonata è considerata un pezzo impegnativo sia per il violinista sia per il pianista, rappresentando una pagina fondamentale del repertorio cameristico francese del Novecento.

Eugène Ysaÿe, universalmente considerato uno dei più grandi violinisti di tutti i tempi oltre che raffinato compositore, scrisse le Sonate per violino solo tra il 1923 eil 1924. L’impulso iniziale di Ysaÿe per queste Sonate fu l’assistere all’esecuzione da parte del giovane maestro ungherese Joseph Szigeti dell’integrale delle Sonate e Partite di Bach nel 1923. La carriera solistica di Ysaÿe si era ridotta dopo la prima guerra mondiale. Queste opere abbracciano il passato di Bach e gli stili compositivi contemporanei e mirano anche a promuovere quello che il compositore sentiva chiaramente essere il futuro dell’esecuzione violinistica. Ciascuna delle sei Sonate è dedicata a un interprete della nuova generazione, proiettando idealmente questa musica nelle mani di tutti i grandi esecutori per i decenni a venire. La Sonata n. 5, in particolare,è dedicata a uno dei suoi allievi, Mathieu Crickboom. Si apre con una tenera evocazione dell’alba, seguita da una gioiosa danza campestre.

Non al violino era destinata nella sua veste originaria la Sonata opera 94 di Prokofiev. Si tratta di una trascrizione della Sonata per flauto, scritta nel 1943 ad Alma-Ata, nell’Asia centrale, dove Prokofiev, direttore della sezione musicale della Moskva-Film, aveva seguito tutta l’organizzazione cinematografica di Stato. La Sonata racchiude una freschezza di inventiva unita ad un vivace senso dell’umorismo sin dal Moderato iniziale, contrassegnato da una cantabilità melodica. Lo Scherzo è fra le pagine più ammirate del compositore sovietico per la finezza e l’eleganza della scrittura, mentre l’Andante e il Finale, pur nella frastagliata varietà del ritmo, rivelano quel gusto per la forma e la quadratura musicale che si richiama al discorso spumeggiante e frizzante della giovanile Sinfonia classica.

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