Borgo San Gioacomo, Brescia – La storia di Padernello è la dimostrazione concreta di come una visione condivisa possa ridisegnare il futuro di un luogo. In vent’anni, dal 2005 a oggi, la Fondazione Castello di Padernello ETS – di cui Cassa Padana è stata fra i primi e più convinti partner – ha orchestrato un processo di rigenerazione che è andato ben oltre il semplice restauro del maniero quattrocentesco della Bassa Bresciana.
Ha ridato vita ad un intero territorio e alla sua comunità, creando opportunità culturali, sociali ed economiche. Un risultato che è sotto gli occhi di tutti: una frazione di meno di 80 abitanti che oggi accoglie oltre 45mila visitatori all’anno e offre lavoro a circa 100 persone, senza contare l’indotto generato dalle attività collaterali. Un castello che da rudere abbandonato è diventato motore di sviluppo territoriale, catalizzatore di turismo esperienziale e simbolo di quanto la cura del patrimonio culturale possa tradursi in generatività sociale.
Per celebrare questo traguardo, lunedì 15 dicembre il Castello di Padernello apre le porte per una giornata articolata su più momenti, dal titolo, emblematico, “Custodire la bellezza”.
La mattinata, riservata agli ospiti istituzionali, partner e fondatori su invito, inizierà alle 9:30 con l’accoglienza nel Salone da Ballo, dove Claudio Baroni modererà gli interventi dell’appuntamento “Tutto nasce da un incontro” con Johnny Dotti, il quale seguirà ai saluti istituzionali. Sarà poi presentato il volume “Fondazione Castello di Padernello 2005-2025. Dal castello al borgo”, curato da Nicola Rocchi, che ripercorre il cammino di questi due decenni e il processo di rigenerazione del maniero e del borgo.
Il momento istituzionale si concluderà alle 12:30 con una degustazione di prodotti Slow Food, preparata dalla Condotta TerreAcque bresciane.
Il pomeriggio sarà aperto al pubblico con visite guidate gratuite al maniero (fortemente raccomandata la prenotazione), per scoprire questo gioiello immerso nella pianura bresciana dove natura e arte dialogano armoniosamente. Dalle 19:30 si terrà l’assemblea annuale dedicata ai soci e ai volontari, seguita da un momento conviviale per gli auguri natalizi. Sarà inoltre possibile sottoscrivere o rinnovare la tessera associativa per il 2026, sostenendo le iniziative della Fondazione.
La parabola del Castello di Padernello inizia con un’eredità difficile. Dopo la scomparsa dell’ultimo proprietario, il conte Filippo Salvadego Molin Ugoni, nel 1965, il maniero viveva un momento di grande difficoltà. Nel 2002 accadde l’inevitabile, il crollo parziale della struttura, con il cedimento di parte del tetto e del soffitto del salone da ballo, unitamente ad una porzione del soffitto della cucina.
Furono il comitato promotore della futura Fondazione e “l’Associazione Amici del Castello e del Borgo” a intuire il potenziale nascosto dietro quelle mura in rovina. La loro visione, condivisa con l’amministrazione comunale, era chiara: restituire alla collettività un patrimonio prezioso.
Nel 2005 il Comune di Borgo San Giacomo acquisì l’immobile attraverso un modello di investimento pubblico-privato in proprietà condivisa. Per la gestione venne costituita la Fondazione Castello di Padernello, oggi Ente del Terzo Settore.
«Abbiamo costruito nel Castello un esempio tangibile di generatività sociale – spiega Domenico Pedroni, oggi presidente della Fondazione – trasformando l’abbandono in cura e bellezza, creando non solo economia ma anche partecipazione, cittadinanza attiva, nuovi stili di vita e orizzonti di senso».
Attraverso la rete di relazioni tessuta con enti pubblici, associazioni, privati, fondazioni e grazie alle campagne di crowdfunding che hanno coinvolto centinaia di donatori, l’imponente maniero è diventato un presidio culturale capace di riscrivere il destino del territorio.
I settecento anni di storia racchiusi tra quelle mura sono stati preservati e valorizzati: oggi migliaia di visitatori percorrono le sale affrescate, ammirano i mobili d’epoca, le cucine quattro-cinquecentesche, la sala da pranzo ottocentesca, le biblioteche e l’autentico ponte levatoio che ancora si alza sul fossato.
Le visite guidate quotidiane (tutti i giorni eccetto il lunedì) sono diventate il fulcro di un’offerta culturale che comprende mostre d’arte, eventi e iniziative dedicate alla sostenibilità, come il Mercato della Terra® Slow Food, che incoraggia gli agricoltori locali a recuperare la biodiversità e le coltivazioni tradizionali. Nel bosco circostante, il Ponte San Vigilio di Giuliano Mauri – un’opera di Arte in Natura realizzata con polloni di castagno – ha permesso di riaprire l’antico tracciato del limes romano della centuriazione augustea, integrando il Castello negli itinerari turistici della regione.
La rinascita non si è fermata alle mura del Castello. L’intero borgo ha beneficiato dell’effetto moltiplicatore innescato dalla Fondazione.
Hanno aperto ristoranti che propongono le specialità della Bassa Bresciana – casoncelli, spiedo, farro di San Paolo – ma anche proposte più innovative. Cascina La Bassa, un cascinale di 4500 metri quadrati adiacente al maniero, è stata recuperata grazie a un nuovo intervento profit – no profit sostenuto da crowdfunding, bandi e donazioni alla Fondazione.
Oggi ospita un’agripizzeria, una cantina con cucina e griglieria, sale per eventi, un porticato per pranzi all’aperto e un agribirrificio. Ed inoltre, accoglie scuole-botteghe e spazi per l’alta formazione artigiana legati alle tradizioni locali. Dal 2023 è partito il progetto di un albergo diffuso, per rafforzare l’offerta di turismo esperienziale.
Nel 2021, grazie al Bando Emblematico Maggiore della Fondazione Cariplo, la Fondazione ha ottenuto un milione di euro per il progetto “Generare Comunità”, sviluppato insieme all’Associazione Comuni delle Terre Basse Bresciane, cooperative e fondazioni, con l’obiettivo di creare un’economia collaborativa per lo sviluppo territoriale attraverso il recupero di immobili storici, la realizzazione di una rete di percorsi ciclopedonali, l’attivazione di un hub di servizi, la valorizzazione dei borghi rurali e artigiani, e un festival di comunità per far emergere nuove idee dal basso.
La storia del Castello di Padernello dimostra che visione, determinazione e capacità di condivisione possono davvero cambiare il destino di un luogo e delle persone che lo abitano. Vent’anni dopo, la sfida continua: custodire la bellezza conquistata e generare nuove opportunità per il futuro.



